COSTA CONCORDIA: CODACONS PRESENTA APPELLO CONTRO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI GROSSETO
DURISSIMO ATTO DI ACCUSA CONTRO LA MAGISTRATURA GROSSETANA: VOLUTAMENTE IGNORATE LE RESPONSABILITA’ DI COSTA CROCIERE
Durissimo atto di accusa alla magistratura grossetana nell’atto di appello del Codacons avverso la sentenza del Tribunale di Grosseto che ha condannato Francesco Schettino, sentenza che ha totalmente ignorato le gravissime responsabilità di Costa Crociere e degli altri corresponsabili della morte di tanti innocenti.
La sentenza – spiega il Codacons nel ricorso d’appello – è fortemente condizionata dalla volontà di escludere a priori ogni altra responsabilità che non possa essere ricondotta, direttamente o indirettamente, all’imputato. L’obiettivo viene perseguito anche a costo di trascurare o, addirittura, di travisare, importanti e indiscutibili elementi probatori emersi sia durante le indagini che nel corso del dibattimento e, in alcuni casi, contenuti nelle stesse perizie disposte dal tribunale.
E’ così che viene liquidata senza alcun supporto tecnico/scientifico, ma basandosi esclusivamente su una valutazione “ad occhio”, secondo quanto dichiarato dagli stessi periti, l’ingentissima mole di lavoro svolta dai consulenti Codacons sugli effetti dell’errore del timoniere, attività che aveva, invece, ricevuto ampio riconoscimento in ambito scientifico internazionale.
Ma il punto più discutibile della sentenza è quello relativo al metodico e aprioristico respingimento, a dispetto dei fatti, delle perizie e delle testimonianze in atti, di ogni tentativo di far luce sulle cause e gli effetti dei gravissimi malfunzionamenti del sistema di emergenza. Tali malfunzionamenti hanno infatti causato (sono gli stessi periti del tribunale che lo attestano) il blocco degli ascensori, i ripetuti blackout, il blocco dei verricelli delle scialuppe e quello della pompa di sentina. tutto questo con buona pace delle nove vittime trovate dai sommozzatori nella tromba di un ascensore di poppa con le porte al piano aperte in assenza di cabina e dei trenta passeggeri finiti nella tromba dell’ascensore o inghiottiti dalla voragine d’acqua creatasi per il ribaltamento della nave. Ben trenta delle trentadue vittime, infatti, secondo lo stesso capo d’imputazione della Procura, hanno perso la vita nell’estremo tentativo di salvarsi all’ultimo momento, scendendo dalle scialuppe rimaste bloccate sul lato sinistro e attraversando la nave nella più completa oscurità.
Quanto sopra tanto più assume rilievo se si tiene conto dei numerosissimi elementi emersi in dibattimento che inducono a dubitare del corretto stato di funzionamento del generatore di emergenza e della operatività della procedura automatica di ripartenza dopo il blackout.
Le colpe, pertanto, non sono tutte del comandante e non sarà fatta vera giustizia fintanto che non saranno chiarite le cause dei malfunzionamenti e le probabili inadempienze a livello di progetto, realizzazione, certificazione e manutenzione degli impianti di sicurezza posti ad estrema tutela della sicurezza di passeggeri ed equipaggio.
-
Sezioni:
- Comunicati stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
