Medici verso lo sciopero tagliagliesami
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fonte:
- Il Gazzettino
zaia attacca lalorenzini:
«ai malati e ai dottori 208 schiafi inutili il ministro impari dal
veneto che risparmia senza nuocere ai pazienti»
ROMA – I sindacati medici alzano gli scudi contro il provvedimento allo studio del ministero della Salute per tagliare gli esami inutili (una lista di 208) prevedendo anche una sanzione pecuniaria per i camici bianchi in caso di prescrizioni inappropriate: all’ indomani dell’ incontro con il ministro Beatrice Lorenzin per confrontarsi sul documento, i camici bianchi annunciano dunque l’ intenzione di andare verso lo sciopero nazionale, mentre il ministro difende le misure in preparazione precisando che non si tratta di una «caccia al medico» e che le sanzioni sono previste solo in casi provati. In realtà la ‘tabella di marcia’ per la messa a punto del provvedimento, che si tradurrà in un decreto, prevede ancora spazi di confronto: entro venerdì i sindacati potranno infatti presentare delle osservazioni ed il Consiglio Superiore di Sanità fornirà ulteriori chiarimenti. Poi, il provvedimento passerà alla Conferenza Stato-Regioni. Ma i camici bianchi sono già sul piede di guerra: si tratta di un decreto «sbagliato» contro il quale «è già in atto una mobilitazione che potrebbe portare anche a uno sciopero di tutto il mondo della sanità italiana. Lo Stato si sostituisce al giudizio del professionista, assumendone le prerogative, a prescindere dal malato», annuncia Costantino Troise, segretario dell’ Anaao, il maggior sindacato dei medici dirigenti. E anche le altre organizzazioni dei medici sono pronte alla mobilitazione. Lorenzin, da parte sua, ribadisce la ratio del provvedimento: «Molti esami stati tagliati perché inutili, anzi per fare spazio all’ appropriatezza della prescrizione diagnostica: si fanno solo le diagnosi che servono e non quelle che non sono realmente necessarie, l’ eccesso costa 13 miliardi allo Stato che invece potrebbero nel tempo essere redistribuiti nel Ssn. E la sanzione scatta sulla parte accessoria dello stipendio del medico dopo un contraddittorio, ma non parliamo di un singolo caso di errore». Anche il Codacons difende il provvedimento. Che viene invece bocciato su tutta la linea dal governatore del Veneto Luca Zaia: «208 inutili schiaffi ai malati e ai prescrittori – dice il presidente, anticipando l’ opposizione del Veneto al prossimo tavolo con le Regioni – Ingiusti per gli obiettivi delle punizioni pecuniarie: a cominciare dalla gente malata che vuole sapere cos’ ha e come può essere curata; inutili perché non servirebbero se si seguissero le politiche di appropriatezza attuate da tempo in Veneto. Se i gabellieri Renzi e Lorenzin si aspettano che saremo noi a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e dei professionisti per loro conto, si sbagliano di grosso». Zaia propone invece di fare «come in Veneto dove, senza tagliare una prestazione o un medicinale, aprendo gli ospedali di notte e attivando nuovi servizi come gli steward nei Pronto Soccorso, è stata ridotta la spesa farmaceutica di oltre 83 milioni di euro; ridotti del 5% (-102,38 mln) gli acquisti di beni e servizi sanitari all’ esterno, comprese visite specialistiche, assistenza protesica, riabilitativa e per attività libero professionali». «Tra il 2012 e il 2014 – aggiunge Zaia – abbiamo calmierato o ridotto le prestazioni di specialistica ambulatoriale: solo +1% per le analisi di laboratorio spostando sul pubblico un significativo 7%; -27% per le prestazioni (inutili perché tutte quelle davvero utili le eroghiamo) riabilitative».
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Tags: Beatrice Lorenzin, medici, Sciopero
