23 Settembre 2015

Volkswagen responsabile di emissioni inquinanti per un milione di tonnellate all’ anno

Volkswagen responsabile di emissioni inquinanti per un milione di tonnellate all’ anno

A Wolfsburg è riunito il presidio del Consiglio di sorveglianza della Volkswagen. L’ ad Martin Winterkorn sta affrontando i cinque membri del comitato esecutivo del board per spiegare come sia stato possibile precipitare la casa tedesca nel più grande scandalo della sua storia, lunga 78 anni, quello dei dati falsati sui modelli diesel, per aggirare le leggi antismog negli Usa. Secondo il Guardian “aver truccato i test sulle emissioni di 11 milioni di veicoli significa che Volkswagen è responsabile di quasi un milione di tonnellate di emissioni di inquinanti atmosferici all’ anno”. Winterkorn ha nuovamente chiesto scusa, ma ha fatto capire di voler restare al suo posto. Intanto il ministero dei Trasporti tedesco smentisce di essere stato a conoscenza del dispositivo usato da Volkswagen per manipolare i controlli dei gas di scarico negli Usa. L’ analisi del Guardian Le 482mila vetture diesel a marchio Volkswagen e Audi coinvolte in Usa secondo l’ Environmental Protection Agency (Epa), l’ ente di controllo statunitense, avrebbero emesso, scrive il Guardian, tra le 10mila e le 41mila tonnellate di gas tossici all’ anno, in base al chilometraggio medio statunitense. Se le auto avessero rispettato gli standard dell’ Epa, invece, le emissioni si sarebbero fermate a mille tonnellate di ossidi di azoto. Estendendo i calcoli agli 11 milioni di veicoli coinvolti a livello mondiale, Volkswagen potrebbe essere responsabile di emissioni stimate tra le 230mila e le 950mila tonnellate di ossidi di azoto all’ anno. L’ impatto delle emissioni, rileva il giornale, potrebbe essere molto più elevato in Europa, dove quasi la metà delle auto sono diesel rispetto al 3% appena degli Usa. Il titolo rimbalza In borsa il titolo Volkswagen, dopo un avvio negativo fino al -8%, si è impennato a +4%. Nei due giorni precedenti la compagnia tedesca ha bruciato oltre 25 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato. Il rimbalzo odierno è dunque legato all’ appetibilità raggiunta dai valori del titolo. Anche l’ urgenza con cui la compagnia si appresta a valutare la posizione dell’ amministratore delegato, spinge verso un recupero delle azioni VW. Guidi: “Quadro grave” «L’ importante ora è fare velocemente, anche con i vertici dell’ azienda, la massima chiarezza su quello che è successo e su quelle che possono essere le ripercussioni, considerando il numero di veicoli» ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, in merito allo scandalo. «Se quello che sembra emergere verrà confermato è certo che c’ è un quadro di grande gravità», ha aggiunto il ministro, ricordato che la situazione è stata praticamente «già confermata dai vertici dell’ azienda». Stop alle vendite in Europa in caso di dati truccati «Se si verificherà che anche in Europa è accaduta la stessa cosa accaduta negli Usa, le conseguenza non potranno che essere le stesse. Cioè la sospensione delle vendite delle vetture modificate da Volkswagen» ha detto il ministro dell’ Ambiente Gian Luca Galletti. «Non ho ancora avuto risposta dall’ Amministratore delegato di Volkswagen Italia – ha dichiarato – cui ho mandato ieri una lettera per avere chiarimenti. Noi dobbiamo avere su questo argomento un comportamento unitario a livello europeo, specie sui controlli che non si sono rivelati all’ altezza di quelli americani. Senza mettere regole inapplicabili o che danneggino i mercati, ma che siano rispettate da tutti». Le class action Sono almeno 25 le class action, le azioni collettive, già presentate in tutti i 50 stati Usa, contro Volkswagen. Gli studi legali querelanti si sono mossi in gran fretta e non hanno faticato a trovare clienti. In Italia il Codacons – che già da ieri sta raccogliendo migliaia di adesioni da avviare negli Stati Uniti – sta vagliando la possibilità di ulteriori azioni legali da intraprendere sul territorio nazionale a tutela degli automobilisti. Sul caso «gravano ancora molte ombre: serve subito attuare controlli e mettere in campo un’ azione coordinata a livello europeo» dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

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