23 Settembre 2015

Via agli accertamenti anche in Italia governo pronto a fermare le vendite

Via agli accertamenti anche in Italia governo pronto a fermare le vendite

LE REAZIONI ROMA È possibile che anche in Italia circolino diesel Volkswagen truccati? Ed è possibile che i tedeschi siano gli unici furbi del settore auto? Le risposte non sono scontate dopo il «dieselgate». E soprattutto non è banale il rischio un contagio dello scandalo Usa che può allargarsi anche all’ Europa. Ecco perché l’ Italia si è affrettata a pretendere chiarezza e a chiedere il ritiro di eventuali auto manipolate. Sarà infatti un’ indagine approfondita a stabilire se il dieselgate è andato oltre i confini degli Stati Uniti. Lo ha annunciato il ministero delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha inviato una lettera al Kba, Kraftfahrt-Bundesamt, il maggiore omologatore delle auto in questione, e alla stessa Volkswagen. La «preoccupazione», è scritto nella missiva, è per «la protezione dell’ ambiente e per le possibili ripercussioni sul sistema di omologazione dei veicoli nell’ Unione europea». Una linea subito ribadita anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. «Faremo controlli in tempi rapidi – ha detto – per tutelare i consumatori italiani e le linee di politica economica». LA ROADMAP Nel dettaglio, Delrio ha chiesto di capire se l’ illecito avvenuto negli Usa, dove vigono però regole differenti per la omologazione, «risulti su omologazioni della stessa autorità tedesca per l’ Europa e se i veicoli siano stati commercializzati in Italia». In questo caso si chiede di «acquisire i risultati dei controlli di conformità del Kba». Del resto a sollecitare a gran voce un intervento del ministro Delrio sono stati ieri anche i consumatori. Un anno fa Altroconsumo e le altre organizzazioni di consumatori europee, insieme al Beuc, hanno denunciato la prassi delle case automobilistiche – con in testa proprio Volkswagen – per «le informazioni fuorvianti sui consumi, risultato di una procedura di omologazione lacunosa». Con tanto di class action sulla rampa di lancio contro i «consumi bugiardi». Sulla stessa linea Adiconsum che sottolinea come lo scandalo Volkswagen ha «messo i luce il baco del calcolo delle emissioni: un conto è farle in laboratorio e un conto è farle su strada». Da parte sua, l’ Unione nazionale consumatori nel ribadire che le prove vanno fatte su strada, sostiene che non basta «acquisire le prove del Kba». Il punto è che «i dati vanno riverificati con prove in Italia, con le attrezzature impiegate per le omologazioni fatte in Italia, a cura del Dipartimento trasporti terrestri, in modo da accertare la veridicità delle prove e confrontare in maniera omogenea la produzione tedesca con quella italiana». Intanto il Codacons prepara la class action negli Stati Uniti. A temere scenari che vanno ben oltre Volkswagen è Legambiente che non nasconde la preoccupazione che «altre case automobilistiche possano aver manipolato i propri test o sottostimato le emissioni dei veicoli, come già riportato da Transport & Environment negli anni scorsi». Il MERCATO DOMESTICO Quanti sono i diesel Volkswagen sotto accusa venduti in Italia? È quanto ha chiesto il ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti, in una lettera indirizzata all’ amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio. Già, perché se ci fossero autovetture truccate commercializzate in Italia, l’ invito è quello di «bloccarne subito la vendita anche e avviare il ritiro di quelle già commercializzate». Quanto infine ai timori sulle altre case automobilistiche, Fca si è affrettata a precisare che «non usa dispositivi difettosi e lavora da vicino e continuamente con l’ Epa per il rispetto delle norme americane sulle emissioni». Tanto per sgombrare il campo da eventuali sospetti. Roberta Amoruso © RIPRODUZIONE RISERVATA.
roberta amoruso

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this