18 Settembre 2015

Torino, il rifiuto del tassista “Io non carico carrozzelle”

Torino, il rifiuto del tassista “Io non carico carrozzelle”
il “no” nei confronti del presidente del comitato paralimpico italiano

U n tassista che rifiuta un passaggio a un uomo su una sedia a rotelle. Quel signore non è un uomo qualunque, ma lo sdegno sarebbe stato lo stesso. Perché ciò che è accaduto martedì a Luca Pancalli, dirigente del Coni e numero uno del Comitato paralimpico italiano, ha tutto il profilo di una discriminazione e accade di frequente nelle nostre città. Stavolta, ha fatto più rumore del solito a Torino, dove quel «no» scortese a un personaggio famoso dell’ ambiente dello sport, quella frase «io non carico carrozzelle», pronunciato da un’ autista sulla sessantina del servizio taxi 5737, ha provocato l’ indignazione di tutta una città. Manifestazioni di solidarietà all’ ex pentatleta e dirigente sportivo sono arrivate dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, che si è detto «allibito. Si fa quasi fatica a credere che questa storia sia vera. Non vorrei che certi episodi possano essere accaduti anche a chi è meno conosciuto e per questo non vengono fuori», ha commentato Malagò. Torino è una città che sull’ abbattimento delle barriere architettoniche e la difesa dell’ autonomia dei disabili sta lavorando da anni. Ma è anche la stessa città in cui, per prendere un taxi, un disabile che non può scendere dalla carrozzina deve prenotarlo 24 ore prima, sono solo 5 i mezzi attrezzati per caricarlo e la tariffa, che si faccia un chilometro o si attraversino tre quartieri, è fissa a 25 euro. Ma il sindaco Fassino, che ha manifestato la sua «piena solidarietà» a Pancalli, difende i passi avanti che Torino ha fatto. Prima di tutto sulla mobilità: «Abbiamo espresso e concretamente praticato sostegno e misure a favore della disabilità. Questo brutto episodio di insensibilità ci sollecita a intensificare il nostro impegno», spiega il sindaco. L’ inaccessibilità La cronaca della disavventura si riassume in poche righe. Così come, in pochi minuti Pancalli si è reso conto che sarebbe rimasto a piedi. Nessuno dei due tassisti in attesa di clienti davanti al centro congressi di corso Stati Uniti lo avrebbe portato all’ aeroporto. Pancalli era uscito con la sua assistente dal convegno «Comunicare lo Sport», in mattinata aveva partecipato alla giunta del Coni, che si è riunita – prima volta nella sua storia – nella Torino delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi 2006. «La mia carrozzina con telaio pieghevole non è ingombrante – racconta l’ ex atleta -, ma nel bagagliaio del primo autista non entrava». Così, si rivolge al secondo, che lo lascia allibito: «Mi ha dato una spiacevole risposta, nell’ imbarazzo del collega – continua Pancalli -, non faceva servizio carrozzine». Poi l’ autista si è chiuso nella sua Seat Altea, tagliando corto la discussione. «Anche ai non famosi» Il dirigente del Coni non vuole essere al centro della ribalta mediatica («Io sono come tutti gli altri, se fosse successo a Tizio o Caio, nessuno ne avrebbe parlato»), ma denuncia un ritardo culturale: «Si parla troppo poco di storie di ordinaria inciviltà come queste – aggiunge -. Se il clamore può servire per comunicare che i disabili sono persone portatrici di diritti (nel caso dei tassisti tra l’ altro clienti) e non un peso, l’ incidente non sarà accaduto a vuoto». Il tassista, ora, rischia sanzioni disciplinari, fino alla sospensione della licenza. Il Comune di Torino ha affidato ai vigili del Nucleo Taxi l’ accertamento delle responsabilità, per capire se vi siano state violazioni delle norme che regolano il trasporto di piazza, a tutti gli effetti un servizio pubblico. E mentre il Codacons chiede il ritiro immediato della licenza, l’ Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic) valuta eventuali azioni legali, il presidente della cooperativa 5737 non vuole commentare. Il tassista poteva rifiutare di caricare il cliente? «Se non ha dato la disponibilità alla centrale sì, come accade per cani di grossa taglia, ad esempio», spiega un autista. I tassisti torinesi per scusarsi hanno offerto a Pancalli una corsa gratis . Lui, replica senza astio: «Amo Torino, una città profondamente cambiata. Non voglio regali per lavarsi la coscienza a buon mercato. Organizzate giornate portiere aperte ai ragazzi e alle ragazze con disabilità».
letizia tortello

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