Spese pazze, i cittadini chiedono i danni
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fonte:
- La Provincia Pavese
di Maria Fiore wPAVIA Cambio dei giudici e un rinvio a gennaio del prossimo anno per cominciare a sentire i testimoni ed entrare nel vivo delle contestazioni. Parte con il freno a mano tirato il maxi processo per truffa e peculato a carico di 56 consiglieri lombardi – tra cui cinque pavesi – imputati per le presunte “spese pazze” con i rimborsi regionali. La seconda udienza, che si è svolta ieri pomeriggio nell’ aula bunker di via Ucelli di Nemi, è durata pochi minuti, il tempo di assegnare il processo a giudici diversi da quelli di fronte ai quali era cominciato e per fissare la nuova data: 12 gennaio 2016. Per questioni organizzative, a celebrare il processo sarà un collegio diverso, presieduto dal giudice Gaetano La Rocca al posto di quello presieduto da Mariarosa Busacca. Solo a gennaio, dunque, saranno esaminate le richieste di costituzione di parte civile, avanzate da Regione Lombardia ma anche dalle associazioni dei cittadini Codacons e Codici (Centro per i diritti del cittadino), che si ritengono danneggiate da «un utilizzo disinvolto del denaro pubblico». Regione Lombardia, dal suo canto, ha chiesto i danni a tutti gli imputati ad eccezione di coloro che avevano ritenuto di «adempiere al rimborso volontario». Tra chi aveva restituito i soldi c’ è Angelo Ciocca, consigliere regionale della Lega, l’ unico a sedere ancora in Regione dove è presidente della quarta commissione Attività produttive e Lavoro (la procura gli contesta 5.051 euro spesi tra il 2010 e il 2012). Resta la richiesta di danni della Regione per gli altri quattro consiglieri pavesi: Vittorio Pesato, ex consigliere del Pdl, non più in Regione (gli vengono contestati 32.419 euro spesi soprattutto per pranzi e cene), Lorenzo Demartini, consigliere della Lega nel 2008 (contestate spese per 17.506 euro), Francesco Fiori, eletto per il Pdl nel 2008 (spese per 18.219 euro), e Antonella Lottini, consigliere del Pdl fino al 2010 (i magistrati contestano una cifra di 15.122 euro). La celerità con cui si è svolta l’ udienza di ieri non è piaciuta ad alcuni avvocati (molti imputati sono difesi dagli avvocati dei gruppi dei partiti, mentre per Demartini era presente l’ avvocato Anna Cicala). «È vergognoso – ha dichiarato il legale Salvatore Stivala – per il ruolo e la funzione dell’ avvocatura che ottanta persone siano state convocate per un’ udienza di pochi minuti destinata a un rinvio».
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