«Inaccettabile colpo di spugna ma era una sentenza annunciata»
-
fonte:
- Il quotidiano della Calabria
CROTONE – Sono numerose le reazioni, in gran parte di delusione, alla sentenza Montedison, emessa l’ altro ieri dal giudice Bianca Maria Todaro che ha ssolto cinque ex dirigenti della presunta – ora più che mai – fabbrica killer che erano accusati di cinque casi di omicidio colposo ai danni di quattro operai e della moglie di uno dei lavoratori e ha dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione in ordine all’ ipotesi di disastro ambientale. E benché la difesa, come già riferito dal Quotidiano, abbia insistito nel ritenere estranea l’ Eni ai capi d’ imputazione contestati, il sentimento prevalente in diversi ambienti è l’ indignazione. Non ci stanno i parlamentari del Movimento5 Stelle Paolo Parentela, Nicola Morra e Dalila Nesci. «È inaccettabile – di cono – che nessuno paghi per il disastro ambientale provocato dalla Montedison a Crotone. Crotone e la Calabria – aggiungono – pagano le scelte assurde della politica nei decenni passati. Hanno riempito di veleni un territorio tradizionalmente vo cato al turismo e all’ agricoltura, devastandolo definitivamente. Il vuoto di giustizia ricadrà inevitabilmente sui crotonesi e sulle famiglie delle cinque vittime. Condurremo un approfondimento in ambito parlamentare». Non ci sta il Codacons. «Un altro processo per disastro ambientale, un’ altra prescrizione che ferisce le coscienze – è detto in un comunicato dell’ associa zione dei consumatori – Era accaduto per l’ inchiesta “Eternit”, conclusa l’ anno scorso in Cassazione, è accaduto per il processo “Ex Montedison” a Crotone». Per il Codacons si tratta di «Una prescrizione annunciata, ma non per questo meno amara. Perché Crotone, lo sanno anche le pietre, è una delle città più inquinate d’ Italia. Il lavoro non c’ è più, ma ai crotonesi sono rimasti i tumori. Una mortalità superiore del 10, forse 15% alla media italiana: eppure, il Registro Tumori della città è stato reso operativo solo negli ultimi mesi del 2009, e di bonifiche neanche a parlarne. A nulla è servito, nel lontano 2001, il decreto del Ministero dell’ Ambiente che aveva inserito l’ area tra quelle da bonificare». A questo punto, il Coda cons chiede al Governo di «intervenire e varare un piano straordinario d’ intervento. Tra poco saranno 15 anni che si aspetta un intervento di bonifica delle aree industriali dismesse e della fascia costiera: «Chiediamo a Renzi di intervenire e investire finalmente sulla bonifica della città», ha detto il presidente Codacons Carlo Rienzi. «Qui persino le scuole per i bambini, le strade, le banchine del porto e le case popolari erano piene di materiali tossici. Anche il Codacons quindi, come i crotonesi riuniti su Facebook, ci mette la faccia e denuncia l’ abbandono della città». Non ci sta Legambiente, che parla di «inaccettabile colpo di spugna» che «cancella le imputazioni nei confronti di otto imputati, per cinque dei quali il pm aveva chiesto la condanna poiché ritenuti responsabili della morte di alcuni operai dell’ ex stabilimento Montedison, nel quale sarebbero rimasti esposti alle polveri d’ amianto». «Ci troviamo di fronte – è detto in una nota – ad un altro clamoroso caso di giustizia negata per un territorio che è stato devastato dall’ inquinamento ambientale e per dei lavoratori che hanno perso la vita in uno stabilimento all’ interno del quale si è guardato soltanto al profitto e all’ inte resse privato, compromettendo irrimediabilmente la salute delle maestranze. La sentenza non può certo cancellare le ferite inferte al territorio, né il dolore e le sofferenze patite dalle vittime e dalle loro famiglie». E ancora: «Senza voler commentare le motivazioni tecnico -giuridiche che hanno convinto il giudice a mandare in archivio senza colpevoli una delle vicende più drammatiche della storia calabrese, non possiamo nascondere che quella scritta nel Tribunale di Crotone rappresenta per noi una pagina di profonda ingiustizia. Purtroppo non è una novità che, in un Paese che solo dopo anni di scandali e di morti ingiuste, ha avuto il coraggio di riconoscere l’ esistenza e la specificità dei reati ambientali, i delitti contro il territorio e contro la salute dei cittadini restano senza responsabili, nascosti dietro cortine di menzogne e di ipocrisie che celano interessi economici di fronte ai quali la vita viene considerata poca cosa». «Auspichiamo – conclude Legambiente – che la vicenda giudiziaria sulla morte degli operai dell’ ex stabilimento Montedison di Crotone non si chiuda in questo modo, ma che resti accesa una fiammella di speranza che dia un minimo di riconoscimento al dolore di quelle famiglie che oggi si sentono ancora più sole e tradite dalle istituzioni». «Tana libera per tutti, di nuovo» è, invece, il commento del comitato dei genitori della scuola Alcmeone, uno dei siti sequestrati (e successivamente dissequestrati) nell’ ambito dell’ inchiesta Black Mountains, quella sulle scorie dell’ ex Pertusola, che si concluse con un maxi proscioglimento nell’ ottobre 2012 poi confermato in Cassazione. Anche in quel caso si contestava il disastro ambientale. Tra gli “elementi comuni” delle due vicende il comitato rileva «l’ intervenuta prescrizione dei termini» e «la totale indifferenza della città: ieri come oggi, sembrano storie per addetti ai lavori». E ancora: «Se per Black Mountains siamo cittadini, famiglie, parti di quartieri e parrocchie a ridosso dei siti extra Sin e poche associazioni sensibili, in questo processo, invece, sembrano essere solo le famiglie che hanno vissuto sulla propria pelle i decessi per mesotelioma, insieme alle solite e poche associazioni. La città – pro segue il comitato – ancora una volta si è girata dall’ altra parte. Ma non lo ha fatto da sola, ha trovato schiere di amministratori ciechi e sordi; sindacati muti; società civile indifferente. Una città assente, senza memoria storica che in qualche modo ha la responsabilità anche di questa ennesima vergogna. Speriamo solo – concludono i genitori dei bimbi che frequentavano l’ Alcmeone – che questa volta ci venga risparmiata la passerella mediatica degli imputati e dei loro difensori; dei tuttologi bravi solo sui social e degli aspiranti politicanti». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: Amianto, crotone, Montedison
