13 Settembre 2015

Quel contributo deve tornare “volontario”

Quel contributo deve tornare “volontario”

«Cara» scuola, quanto mi costi. Entro mercoledì tutti gli alunni d’ Italia saranno di nuovo sui banchi e le famiglie potranno finalmente dar tregua ai loro portafogli. Un altro fine estate «nero», per l’ economia di casa, sarà finalmente giunto al termine. A gravare sulle tasche degli italiani sono soprattutto zaini, astucci e libri di testo. Secondo le stime del Codacons, quest’ anno la spesa per studente si aggira attorno ai 1.100 euro. A questi poi si deve aggiungere il cosiddetto «contributo volontario», ma di fatto spesso obbligatorio, che le famiglie versano ogni anno alle scuole. Un contributo che il ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini – lo ha ribadito vuole riportare effettivamente alla volontarietà e non all’ obbligatorietà. Secondo le stime di skuola.net, il «contributo volontario», che ha un costo variabile da istituto a istituto, «può andare dai 30 ai 50 euro nel caso delle scuole medie; dai 60 ai 100 euro per i licei; dai 100 fino ai 250 euro per gli istituti tecnici e professionali». Per un totale di «circa 155 milioni» versati lo scorso anno. Le scuole utilizzano questi fondi per il funzionamento degli istituti. Ora però – ha ricordato il ministro – con la «Buona scuola» il fondo di funzionamento garantito dallo Stato è stato «raddoppiato»: si passa dunque dai 110 milioni degli ultimi anni a 233. La quota spettante a ciascun istituto per comprare ad esempio, toner, carta e altro materiale didattico, è già stata comunicata, ma potrebbe non essere sufficiente a sopperire del tutto al cosiddetto «contributo volontario». Al momento però la spesa più alta per le famiglie rimane l’ acquisto dei libri, che per quest’ anno scolastico oscilla, secondo il Codacons, tra i 250 e i 600 euro a studente. Il corredo, complici le mode, invece può arrivare fino a un costo di 500 euro.

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