10 Settembre 2015

Luci rosse, l’ ira delle associazioni: «Multe illegittime»

Luci rosse, l’ ira delle associazioni: «Multe illegittime»

per i consumatori «non è possibile sanzionare i clienti» cattoi e danese frenano: «serve un approccio globale»
IL CASO «Impugnabile e illegittima». Non lascia adito a dubbi il commento delle associazioni di consumatori alla proposta capitolina di multare i clienti delle prostitute, avanzata già a inizio anno dal sindaco Ignazio Marino, parlando della possibilità di un quartiere a luci rosse, e ora rilanciata da Rossella Matarazzo, vicecapo di Gabinetto e delegato alla sicurezza. «Non è possibile multare i clienti – commenta l’ avvocato Carlo Rienzi, presidente Codacons – è illegittimo. Quale sarebbe il reato? E poi, come sarebbe rispettata la privacy? Se dovesse passare il piano, ci potrebbe essere una pioggia di ricorsi. Tutto questo, peraltro, per non risolvere i reali problemi legati alla prostituzione, ossia lo sfruttamento di alcune donne e il degrado delle zone dove lavorano». Il provvedimento, proposto anche come misura per liberare le vittime della tratta al femminile, rischia, secondo l’ Associazione, addirittura di aggravare la situazione. «Si punisce l’ ultimo anello della catena, il cliente, non lo sfruttatore – prosegue – Le prostitute che hanno scelto liberamente questo mestiere si vedranno penalizzate e non è legittimo, visto che vendere il proprio corpo non è reato. Quelle che invece sono sfruttate potrebbero esser costrette a lavorare ancora di più per pagare eventuali sanzioni, senza contare le possibili punizioni degli sfruttatori in caso di guadagni più bassi del previsto». «NORMA SUPERATA» Dura anche la replica di Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute: «Si tratta di un provvedimento vecchio, già sperimentato e fallito. Abbiamo presentato ricorso al Tar quando lo adottò Alemanno e siamo pronte a rifarlo. Non ha senso punire i clienti, sono gli unici che aiutano le ragazze in difficoltà. Questi provvedimenti sono illegittimi e inattuabili, violano i principi costituzionali, ma le Amministrazioni li adottano perché portano consenso facile». Anche per il Comitato il piano è pericoloso. «Per sfuggire ai controlli – aggiunge la Covre – le ragazze saranno portate a lavorare in zone e situazioni ancora più a rischio». ASSESSORI CRITICI Intanto, alcune perplesità vengono sollevate anche da alcuni esponenti del Comune. «La prostituzione è un fenomeno complesso ed è solo a partire da questa considerazione che si possono costruire politiche ed interventi adeguati – commentano Alessandra Cattoi e Francesca Danese, rispettivamente assessori alle Pari Opportunità e alle Politiche Sociali di Roma Capitale – Bisogna tenere conto dei bisogni di tutte le persone coinvolte, dialogando con chi in città si occupa, a vario, titolo del fenomeno e con chi ne è direttamente interessato, a partire dalle vittime, per proseguire poi con le associazioni, le istituzioni e le forze dell’ ordine». E ancora, «la politica non può chiudere gli occhi di fronte a un fenomeno di tale portata e ha il dovere di trovare una soluzione, quanto più condivisa. Per questo motivo il Comune, con il coordinamento del Gabinetto del Sindaco, ha deciso di adottare un approccio globale, rifinanziando il progetto Roxanne che sostiene le vittime di tratta». Condanna ferma dalle associazioni che si occupano di accoglienza. «La questione è grave e non si può risolvere così – dice Federica Gaspari, referente per il Lazio di CNCA Coordinamento nazionale per le comunità di accoglienza – ed è una scelta autonoma della Matarazzo che non ha tenuto conto delle informazioni a disposizione di quanti questi problemi li seguono da anni, stando in strada e a contatto con le vittime di sfruttamento». Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
valeria arnaldi

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