10 Settembre 2015

Sindaci contro le Poste Battaglia legale affidata al Codacons

Sindaci contro le Poste Battaglia legale affidata al Codacons

Non ci stanno i sindaci vicentini ad accettare la chiusura degli uffici postali periferici attuata da lunedì scorso. Riuniti in municipio a Fara, ieri hanno comunicato ufficialmente di aver presentato attraverso il Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, una diffida al gruppo Poste Italiane, invitando la società a sospendere le chiusure. STOP DEL SERVIZIO. L’ interruzione del servizio, infatti, è stata disposta per gli sportelli collocati nelle frazioni di Tezze, ad Arzignano, Lisiera, a Bolzano Vicentino, San Giorgio di Perlena, a Fara, Valle San Floriano, a Marostica, Levà, a Montecchio Precalcino, e San Marino, a San Nazario. Graziato per ora il Comune di Valdagno che, senza nessuna spiegazione come nel caso di Crosara nel marosticense, si è ritrovato la sede di Piana ancora aperta. «Si tratta di una vicenda paradossale», ha affermato Franco Conte, avvocato del Codacons. «Questa totale mancanza di dialogo offende i rappresentanti della gente sul territorio. Fino ad oggi non è stato possibile vedere nessuno, sono state emesse solo delle comunicazioni con un burocratese imbarazzante per confermare l’ intenzione di procedere con la chiusura. Ora, però, siamo di fronte a delle sentenze incoraggianti». Le più importanti, infatti, sono state per la vicinanza geografica quella del 15 luglio del Tar Friuli, che ha dato ragione al Comune di Buia, e per la motivazione la n. 1262 emessa l’ 11 marzo dal Consiglio di Stato – sez. VI, che ha dichiarato illegittima la chiusura di un ufficio postale per il solo profilo economico e gestionale dell’ operazione, senza tenere in alcun conto o, per lo meno, non esplicitando la valutazione in merito alla dislocazione dell’ ufficio postale in area rurale montana e di conseguenza relativamente all’ attività sociale derivata dalla presenza del medesimo ufficio. IL CONFRONTO. L’ obiettivo dei primi cittadini coordinati dalla farese Maria Teresa Sperotto, dunque, è riuscire ad ottenere un confronto sulle modalità di apertura alternative, conciliando le esigenze di razionalizzazione di Poste con quelle primarie di un’ utenza particolare, prevalentemente anziana, con grosse difficoltà nella mobilità e non adeguatamente abile nell’ uso di Internet e strumenti connessi. «Visto quello che è stato ottenuto in Friuli e Toscana – ha affermato il primo cittadino di Arzignano Giorgio Gentilin, accompagnato dal vicesindaco Alessia Bevilacqua – e il fatto che a Piana non sia stato chiuso l’ ufficio fa credere che ci sia di mezzo l’ appartenenza politica. Sono già stato scottato per la chiusura di altri servizi per lo stesso motivo». VALDAGNO.COPYRIGHT Motivazione smentita, però, da Michele Cocco, assessore di Valdagno, che si è detto convinto nel continuare la battaglia di principio. «Hanno pian piano smantellato i servizi offerti – denuncia Daniele Galvan, sindaco di Bolzano Vicentino – di un ufficio che funzionava bene». «La sede è stata ristrutturata poco tempo fa – commenta il primo cittadino di Montecchio Precalcino Fabrizio Parisotto – e il nostro Comune contribuiva alle spese d’ affitto, finché ci è stato detto che i soldi non servivano perché l’ ufficio si manteneva più che bene». In linea con i colleghi, nonostante una mezza vittoria a Crosara, anche il sindaco di Marostica Marica Dalla Valle: «Insieme rappresentiamo quasi 90 mila cittadini. La nostra protesta non può passare inosservata».

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