Casamonica da Vespa, scoppia il caso: Pd: “Vergognoso”, Grillo: “Servizio pubblico paramafioso”
-
fonte:
- Repubblica.it
ROMA – I Casamonica a Porta a porta? Uno spettacolo “vergognoso” e “offensivo” che non “c’entra nulla con il servizio pubblico”. Si leva un coro di polemiche il giorno dopo la messa in onda della trasmissione condotta da Bruno Vesta, che ha registrato il record di ascolti (1 milione 340 mila spettatori e uno share del 14.54), in cui erano ospiti in studio Vera e Vittorino Casamonica, la figlia e il nipote del capofamiglia Vittorio, i cui funerali sono stati celebrati venti giorni fa nella chiesa Don Bosco al Tuscolano tra carrozze, cavalli, elicotteri, petali di rosa, Rolls Royce e gigantografie del defunto vestito da papa. “La partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave. Oltre che paradossale. Ieri sera, infatti, più di un milione di spettatori hanno assistito sostanzialmente a un replay dei funerali spettacolari e mafiosi già finiti sui giornali. Se l’indecorosa messa in scena a piazza Don Bosco aveva trovato i responsabili dell’ordine pubblico impreparati e sorpresi, per un difetto di informazione, questa volta la ‘rappresentazione’ è stata studiata a tavolino. E dunque è senza scusanti. Credo che tutto ciò non sia accettabile in un servizio pubblico, specie in considerazione della gravità del rischio mafioso che pesa sulla città e delle minacce che subiscono quanti a Roma sono impegnati in prima persona contro le mafie”, ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, mentre il vicesindaco della Capitale, Marco Causi, chiede scuse ufficiali: “Mi auguro che qualcuno alla Rai abbia il buongusto di chiedere scusa alla città di Roma, ai romani e a tutti i cittadini”, mentre il Movimento 5 Stelle parla di “servizio pubblico paramafioso”.
E stasera, la puntata della trasmissione di Bruno Vespa aprirà con un dialogo tra il conduttore e Alfonso Sabella, assessore alla legalità del comune di Roma. La registrazione è fissata per le 17.30 nello studio di via Teulada.
I primi a protestare sono i consiglieri capitolini del Pd. “È stato uno spettacolo vergognoso e offensivo quello al quale i cittadini e le cittadine romane in primis, ma anche tutti gli italiani, hanno dovuto assistere ieri sera durante la trasmissione Porta a porta di Bruno Vespa – scrivono in una nota -. Vedere accomodati rappresentanti della famiglia Casamonica nel salotto buono della tv di stato finanziata con il canone dei contribuenti, doverli sentire rivendicare proprio quei funerali che hanno indignato e offeso la nostra comunità, ascoltarli mentre stabilivano accostamenti improponibili e ignominiosi tra grandi figure della Chiesa e il loro congiunto, è stato un vero e proprio affronto per tutti coloro che sono impegnati nella battaglia contro le mafie e l’illegalità, mettendo spesso a rischio la loro stessa incolumità”.
Dello stesso tenore le parole del commissario romano del Pd, Matteo Orfini, che su Twitter scrive: “RaiPorta a Porta e Rai1 riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave che nulla c’entra con il servizio pubblico”. E il deputato dem e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, aggiunge: “I nuovi consiglieri di amministrazione, che hanno anche conoscenze dirette della deontologia giornalistica a partire dalla presidente, si esprimano subito. Chiederò che l’ufficio di presidenza della commissione si occupi della vicenda. Si fatica a comprendere la scelta di dare una visibilità del genere ad una famiglia così discussa”.
Durissimo l’attacco di Beppe Grillo, che sul blog non usa mezzi termini: “La famiglia Casamonica ospitata dalla Rai nel salotto buono di Bruno Vespa per esibirsi davanti a 1.340.000 di italiani (14,54% di share) nell’apologia di Vittorio Casamonica, il boss il cui funerale ha indignato Roma, è un oltraggio a tutti gli italiani onesti”, commenta. “Mafiacapitale è anche in Rai? – prosegue il post -. Chi ha fatto pressioni per quest’ospitata? Poletti? Quale sarà il prossimo clan sponsorizzato da Porta a porta? la Rai deve fare servizio pubblico e raccontare agli italiani le commistioni tra i clan mafiosi e la politica che sono già state accertate dalla magistratura, non fare apologie dei boss davanti agli italiani. Rai: servizio pubblico paramafioso. Fuori i partiti e la mafia dalla Rai”.
Il presidente della Commissione di vigilanza della Rai, Roberto Fico, in un post su Facebook, parla di “una delle pagine più vergognose per il servizio radiotelevisivo pubblico del nostro Paese…Questa non è l`informazione che in seconda serata può andare in onda sulla principale rete Rai. Ovviamente presenterò un’interrogazione ai vertici della Rai per pretendere immediati chiarimenti su quanto accaduto ieri sera, portando la voce di tutti i cittadini che in queste ore mi stanno scrivendo per esprimere la loro profonda indignazione”. Non meno aspre le critiche del consigliere di amministrazione della Rai, Guelfo Guelfi, che sempre su Facebook ha scritto: “Porta a Porta è normalmente in seconda serata. Le fasce protette dormono e le fasce morbose fanno l’indice d’ascolto”. E prosegue con le critiche al programma: “Approfondimenti. Si chiamano così. Ripassano sul caso e lo espongono. Era così con i plastici, con i corpi, con le violenze sui corpi. Ieri rientrando a casa saranno state le 11 e mezzo accendo la TV e infatti c’è l’approfondimento sul caso. Meno male il morto era già morto e seppellito compresi i petali che cadevano dal cielo. In studio la figlia che sosteneva: “embè noi facciamo sempre così, maronna mia quanto la fate lunga”, e nemmeno di nascosto, esibendo pendagli, rideva, Vespa si fregava le mani. Ieri – conclude Guelfi – ho passato la giornata in Rai a Roma, ci sono così tante cose da fare”.
E sul social network anche la reazione di Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sinistra ecologia libertà, che annuncia che porterà “la questione in Commissione parlamentare di vigilanza. La presidente Maggioni dovrebbe intervenire”.
Sul piede di guerra anche Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart, che si chiede: “È questa la nuova Rai di Campo Dall’Orto e di Maggioni? Uno spettacolo che in tanti altri paesi europei dove c’è il servizio pubblico non sarebbe stato mandato in onda”. Anche il Codacons insorge e chiede alla Rai di rendere pubbliche le spese sostenute per la loro partecipazione in studio. E il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (FI) conclude ironico: “I Casamonica su Rai Uno? Non vorrei che di questo passo invitassero perfino Marino…”.
Anche l’esecutivo Usigrai ha preso posizione: “Chiediamo ai nuovi vertici: quale Rai servizio pubblico vogliono? Quali messaggi il servizio pubblico deve dare ai cittadini? Qui la questione non è censurare, ma scegliere quale Paese raccontare e come. Quando si darà lo stesso spazio alle colleghe e i colleghi minacciati dai Casamonica? Alle colleghe e ai colleghi minacciati, o addirittura sotto scorta, per il loro impegno contro le mafie? La Rai servizio pubblico che noi vogliamo – sottolinea il sindacato dei giornalisti Rai – è quella che i riflettori li accende sul malaffare, sulle persone impegnate ogni giorno contro le mafie, a favore della legalità”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- OSSERVATORIO TV
-
Tags: Casamonica, Porta a porta, Rai
