9 Settembre 2015

Libri, una famiglia spende fino a 350 euro

Libri, una famiglia spende fino a 350 euro

usato in crescita e c’ è chi sfrutta il web. il digitale? ancora un miraggio
di ENRICO MAGNANI MARTEDÌ si torna in classe, e con l’ apertura delle porte agli studenti, arriva anche il consueto salasso per le famiglie: libri, zaini e astucci, diario, matite, penne e quant’ altro, sono una spesa tanto necessaria per l’ istruzione dei bambini quanto alta per le famiglie. In base alle stime nazionali del Codacons, una famiglia media dovrà mettere in conto una spesa annua compresa tra i 450 e i 500 euro a studente, cui va aggiunta una spesa media per i testi scolastici tra i 300 e i 350 euro a seconda della scuola e del livello di istruzione, per un totale che va dai 750 agli 850 euro a studente, ma che può anche superare i mille euro a ragazzo se ai libri vanno aggiunti anche vocabolari o dizionari di lingue. «LE CLASSI che vedono i prezzi più alti sono le prime medie e le prime e le terze superiori – spiega Donatella Pompilii, commessa della cartoleria Temperino in viale Bolognesi -, perché sono quelle che solitamente vedono adottare le nuove edizioni dei testi scolastici. Una media dei costi di una prima di livello secondario va dai 250 ai 300 euro, mentre per le superiori la forbice è più ampia e può andare anche dai 200 ai 350, a seconda se si parla di istituti professionali o di licei. In questo caso la differenza è maggiore». Non solo libri nuovi però: il mercato dell’ usato, infatti, ha investito pienamente anche l’ istruzione scolastica. E a Forlì la libreria Pinocchio di viale Marconi è ormai un’ istituzione: «La compravendita dei libri usati è un mercato in espansione – dice Paola Biserni, che gestisce la libreria -, non solo per quel che riguarda tomi delle superiori, ma anche alle medie da qualche anno si utilizzano manuali usati». Anche perché il risparmio è notevole. «Vendiamo gli usati al 50% del prezzo di copertina – continua -, mentre i dizionari possono raggiungere anche il 40%». MA COME funziona la contrattazione di un libro usato? «Quando ce li portano, prima di tutto verifichiamo se il libro è in corso. Una volta appurato questo, vengono valutate le pagine e, se è in buono stato, ha più valore per il cliente. Comunque la valutazione minima parte dal 25%, che poi cresce in base sia alla condizione sia in base alla versione». La classe che utilizza di più l’ usato? «In genere le quinte superiori. Chi invece ne utilizza di meno sono le prime e le terze. L’ usato poi colpisce anche il mercato dei dizionari: quelli di latino soprattutto. Mentre per quelli di lingua è più difficile, per quelli è sempre meglio avere una versione aggiornata». Poi c’ è il ‘pericolo’ del digitale. «Sta avendo un forte impatto sulla scuola, ma ancora siamo indietro rispetto agli altri paesi europei. In Italia ancora il 97-98% degli studenti utilizza il cartaceo, con un buon 30-35% di usato». E per cercare di rimanere al passo con i tempi, non può mancare uno shop on line. «Per venire incontro alle esigenze dei clienti il più possibile, abbiamo aperto anche un negozio su Amazon. In questo modo – conclude Biserni – possiamo vendere i libri anche su internet».

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