SCUOLA DELL’INFANZIA ROMA: le educatrici precarie stritolate tra la circolare Madia e i bandi di Roma Capitale
LA SORTE DELLE EDUCATRICI PRECARIE DI ROMA CAPITALE È ANCORA APPESA AD UN FILO!
LA PALLA RIMBALZA TRA COMUNE E GOVERNO…RISULTATO: CAOS TOTALE
Parte il mega ricorso al TAR del Lazio delle educatrici precarie della scuola dell’infanzia del Comune di Roma
L’assessore
alle politiche del lavoro e il Direttore del Dipartimento
Organizzazione e Risorse Umane, evidentemente incapaci di risolvere il
problema delle educatrici precarie del Comune di Roma – ed ansiosi di
placare la tempesta delle proteste scatenatasi in questi giorni per via
dell’esclusione dai bandi finalizzati all’assunzione di personale a
tempo determinato del personale con contratti di durata superiore a 36
mesi – hanno ben pensato di rimettere la palla al Governo e, come era
prevedibile, il Governo ha rilanciato a sua volta la palla al Comune.
Il
nodo della questione, per il Comune e per il Governo, è il seguente: il
limite introdotto dalla Buona Scuola alla durata massima complessiva di
36 mesi dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il
personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle
istituzioni scolastiche ed educative statali per la copertura di posti
vacanti e disponibili, può o deve trovare applicazione anche per il
personale delle scuole comunali? E, in caso affermativo, può cominciare a
trovare applicazione dal prossimo anno scolastico, come stabilito dalla
Buona Scuola per il personale statale?
Questa è stata la posizione assunta dal Ministro Madia nella circolare del 2 settembre scorso: “Valuteranno,
pertanto, i comuni la sussistenza delle ragioni oggettive che, nel
rispetto dei principi e delle condizioni sopra menzionate, consentano di
reiterare i contratti di lavoro a tempo determinato al fine di
corrispondere alle esigenze improcrastinabili collegate all’inizio del
presente anno scolastico”.
La
risposta di Roma Capitale, invece, doveva arrivare dapprima lunedì 31
agosto, all’esito del tavolo di confronto con i sindacati da cui il
Codacons è stato ingiustamente escluso, poi è stata rinviata a venerdì
e, poi, ancora una volta rinviata a data da destinarsi.
E
mentre il silenzio dell’assessore e dei dirigenti si fa sempre più
assordante, i “bandi della discordia” rimangono in piedi. Ma, come se
non bastasse, si cerca perfino di far credere alle educatrici precarie
che la soluzione sia a portata di mano e che basti rinviare di un anno
l’applicazione del limite dei trentasei mesi, quando invece questa
soluzione, che ad ogni buon conto oggi è solo una voce, È SOLO UN CONTENTINO!
Il
personale precario va infatti assunto a tempo indeterminato, senza più
scuse, né proroghe, come ha chiesto la Corte di Giustizia Europea.
Del
resto, i precari delle scuole comunali, come i loro colleghi delle
statali, i concorsi li hanno già fatti e nelle graduatorie sono già
inseriti: perché, dunque, devono ora sottoporsi ad una nuova procedura
selettiva? Perché devono essere inseriti in una nuova graduatoria? E
perché devono ancora aspettare per stipulare un contratto di assunzione a
tempo indeterminato? Per quanto tempo ancora?
Da
qui la decisione del Codacons di far partire immediatamente un mega
ricorso al TAR del Lazio per ottenere l’annullamento della circolare del
Ministro Madia, nella parte in cui ribadisce il divieto di conclusione
di contratti a tempo determinato per una durata superiore a 36 mesi,
senza prevedere contestualmente l’obbligo per le P.A. destinatarie di
assunzione a tempo indeterminato dei precari esclusi, nonché delle
Determine Dirigenziali del 14/08/2015 del Dipartimento Organizzazione e
Risorse Umane e dei bandi approvati in pari data di indizione di
selezioni pubbliche per titoli per il reperimento di personale da
assumere a tempo determinato da impiegare per le supplenze presso i nidi
e le scuole dell’infanzia di Roma Capitale per l’anno educativo
2015/2016, previa richiesta di disapplicazione o, comunque, declaratoria
di incostituzionalità della normativa interna di cui alla Legge 13
luglio 2015, n. 107 (cd. Buona Scuola) e al Decreto Legislativo n. 81
del 2015, per contrasto con la Direttiva 1999/70/CE, come interpretata
dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea il 26 novembre 2014, e con
gli artt. 2, 3, 4, 11 e 117 della Costituzione.
Tale
iniziativa è finalizzata a garantire alle educatrici precarie dei nidi e
delle scuole dell’infanzia comunali una tutela di lungo periodo, che
non si accontenta di proroghe di un anno, o di accessi in graduatorie ad
esaurimento, “senza esaurimento”, ma pretende l’assunzione a tempo
indeterminato in tempi certi attraverso l’approvazione urgente di un
piano assunzioni.
Ed
infatti, anche le educatrici che per questo anno educativo dovessero
essere nominate devono fare ricorso, per evitare, appunto, che il
prossimo anno, quando verranno “fatte fuori” dalla Amministrazione
comunale perché verrà applicato il limite iniquo di 36 mesi per
l’assunzione a tempo determinato e non saranno chiaramente assunte a
tempo indeterminato, risultino decadute dalla possibilità di fare
ricorso, per non avere impugnato nei 60 gg. di legge la Circolare del
Ministro Madia del 2 settembre scorso.
CLICCHI QUI per impugnare la circolare e i bandi di assunzione.
CLICCHI QUI,
invece, per informazioni relativamente alla possibilità di chiedere –
tramite una causa individuale dinanzi al Tribunale di Roma, in funzione
del giudice del Lavoro, – la stabilizzazione e un adeguato risarcimento
danni al Comune di Roma. Scoprirà come migliaia di suoi colleghi, anche
delle scuole cd. primarie e secondarie, sono già stati risarciti
direttamente dal Miur (mentre, ovviamente, nel suo caso la controparte
sarà Roma Capitale). L’Associazione è impegnata già da tempo in questa
fruttuosa battaglia giudiziaria.
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