6 Settembre 2015

Flash-mob al Ducale con foto dei veneziani

Flash-mob al Ducale con foto dei veneziani
protesta contro lo stop
alla mostra di berengo gardin deciso da brugnaro il codacons:
«situazione ormai insostenibile, serve il numero chiuso»la polemica
sulle grandi navi

di Enrico Tantucci wVENEZIA Se il sindaco Luigi Brugnaro non vuole esporre a Palazzo Ducale le immagini del grande fotografo Gianni Berengo Gardin che documentano l’ impatto del passaggio delle Grandi Navi nell’ area marciana, ecco quelle dei veneziani «normali». Le hanno esposte ieri, di buon mattino, verso le 7, proprio dinanzi a Palazzo Ducale, tenendole in mano davanti a sé, con un flash-mob, un gruppo di cittadini della più varia estrazione e provenienza, per protestare contro il passaggio delle grandi navi da crociera, che continua imperterrito in attesa di una soluzione alternativa. Una protesta civile compiuta appunto davanti a Palazzo Ducale dove si sarebbe dovuta allestire l’ esposizione fotografica “Mostri a Venezia” di Gianni Berengo Gardin di fatto stoppata dopo l’ intervento del sindaco Luigi Brugnaro. “Vogliamo Venezia” è stato lo slogan scelto dai manifestanti che si sono ritrovati alle 7 davanti a Palazzo Ducale, ciascuno con una propria fotografia, per testimoniare la volontà di riprendere in mano le sorti della città. Anche senza la mostra di Gardin, il gruppo veneziano – è stato rilevato – ha voluto «esporre lo scempio delle grandi navi nelle acque lagunari» e risollevare il problema «senza bandiere né segni di appartenenza» ma solo con le loro fotografie e la loro indignazione. Nell’ intenzione dei promotori l’ iniziativa dà avvio a una libera raccolta di immagini sul problema delle grandi navi. La raccolta sarà poi inviata alla Commissione Unesco per i Siti del Patrimonio Mondiale, in occasione del prossimo sopraluogo a Venezia. Brugnaro, in occasione della mostra di Berengo Gardin già prevista per il 19 settembre, aveva chiesto alla Fondazione dei Musei Civici veneziani che venisse affiancata dai progetti alternativi al passaggio delle grandi navi a San Marco. Ma poi, sull’ onda delle polemiche, tutto è stato «congelato» Anche il Codacons – il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’ Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori – ha denunciato ieri che a Venezia la situazione è diventata insostenibile: nulla è stato fatto da quando, due anni fa, la città lagunare è stata inserita dal World Monuments Fund nella lista dei 67 siti storici e archeologici più a rischio a causa della gestione incontrollata dei flussi turistici. Il Codacons, chiede di prevedere il «numero chiuso» per le grandi navi e per i croceristi che sbarcano in città. «Eppure, in quel frangente, il Presidente dell’ Autorità Portuale Costa aveva sottolineato la necessità di tale provvedimento, contro il turismo mordi e fuggi – rileva l’ associazione – Ma il turismo crocieristico concede ai naviganti solo poche ore di tempo per visitare la città. Il risultato è che, in periodi dell’ anno come questi, oltre ai tanti turisti che arrivano via terra si aggiungono le decine di migliaia di crocieristi che vanno ad impattare notevolmente sul patrimonio storico-culturale, oltre che sull’ ecosistema della città». Fino ad ora, prosegue il Codacons, «tutti i dibattiti e le polemiche, si sono concentrati sui gravissimi passaggi delle grandi navi davanti Piazza San Marco, mentre in realtà, sappiamo poco dell’ effettivo danno provocato da questo esercito di avventori armati di macchinetta fotografica una volta scesi a terra». L’ augurio è che il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni «individui la soluzione migliore tenendo ben presente anche la possibilità di estendere l’ eventuale scelta del numero chiuso anche ai crocieristi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
enrico tantucci

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