Flash mob davanti al Ducale per la mostra negata a Gardin
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fonte:
- Corriere del Veneto
Flash mob davanti al Ducale per la mostra negata a Gardin
tweet del sindaco: politica. codacons: «numero chiuso»
VENEZIA Si sono radunati non appena è sorto il sole e alle 7 in punto si sono disposti lungo la facciata esterna di palazzo Ducale, ognuno in mano un’ immagine di una grande nave nel suo passaggio a Venezia. Ieri mattina, un gruppo nutrito di veneziani ha organizzato un flash mob spontaneo, senza cioè tam-tam sui social network o annunci nei giorni precedenti. Lo slogan, semplice e chiaro: «Vogliamo Venezia». L’ iniziativa ha un duplice significato: protestare contro i «condomini del mare» in laguna ma, soprattutto, contro lo stop del sindaco Luigi Brugnaro alla mostra delle fotografie di Gianni Berengo Gardin, «Mostri a Venezia», prevista inizialmente a Palazzo Ducale dal 18 settembre. Per Brugnaro, gli scatti sono di parte e ha posticipato, a data da destinarsi, la loro esposizione per arricchirla con immagini, a sua detta, meno «no navi». La decisione del sindaco ha fatto il giro del mondo e ha sollevato l’ indignazione di molti. È nata così l’ azione di ieri. I partecipanti, tra cui il presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martin che ha offerto al fotografo l’ uso della sala municipale di San Leonardo, hanno portato con sé fotografie auto-prodotte e qualche stampa di Gardin. Quando, a distanza, hanno visto una nave, hanno lasciato Palazzo Ducale per una curiosa «foto ricordo»: sullo sfondo la crociera e davanti, in posa, i No navi che reggevano davanti al volto fotografie di denuncia del transito dei «Mostri» in centro storico. A tutti un invito: «Chi vuole “testimoniare” con le proprie foto non esiti ad inviarle a [email protected]». Implacabile, su Twitter, Brugnaro: «Evidente a questo punto la strumentalizzazione della mostra per interessi politici, la città ha votato, stiano sereni». Sul problema, irrisolto, delle navi e sull’ invasione di turisti a Venezia, ieri è intervenuta l’ associazione dei consumatori Codacons. «La situazione è diventata insostenibile – si legge in una nota – Nulla è stato fatto da quando, due anni fa, la città è stata inserita nel World monument fund, l’ elenco cioè dei 67 siti più a rischio a causa della gestione dei flussi turistici». Codacons chiede di introdurre il numero chiuso per grandi navi e crocieristi. «Il fenomeno dei “mordi e fuggi” è tipico del turismo crocieristico – continua l’ associazione – che concede ai naviganti poche ore per visitare la città». Per Codacons, il problema non sono tanto le navi quanto i suoi passeggeri che si riversano tra i campi e le calli. «Ilaria Borletti Buitoni (sottosegretario ai Beni culturali, ndr ) consideri la possibilità di estendere l’ eventuale scelta del numero chiuso anche ai passeggeri», conclude. G.B.
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Tags: Grandi navi, venezia
