Ritorna la normalità a Fiumicino dopo due giorni di caos
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fonte:
- Ilgarantista.it
La rabbia dei viaggiatori bloccati per più di un giorno all’ aeroporto di Fiumicino sta lentamente passato. La situazione allo scalo della Capitale ieri è ritornata alla normalità, dopo l’ incendio che due giorni prima, divampando nella vicina pineta, aveva gettato il terminal nel caos.A riferirlo è stato ieri l’ Ente nazionale per l’ aviazione civile. «L’ operatività oggi sembra essere in linea di massima tornata alla regolarità del periodo, con alcuni ritardi non particolarmente significativi, sia per quanto riguarda le compagnie tradizionali, sia per quelle low cost che operano sullo scalo», ha assicurato l’ Enac con una nota, precisando che anche la situazione del vettore spagnolo Vueling, quello con più complicazioni dopo il rogo, si è gradualmente normalizzata. Mercoledì il rogo aveva provocato il blocco dei decolli e la riduzione dei voli in arrivo nel principale scalo italiano. Ad aggiungersi al caos, giovedì è arrivato un blackout elettrico di venti minuti che ha influito anche nei ritardi nella riconsegna dei bagagli gestita dalle società di handling. Intanto ieri Matteo Renzi ha chiarito in conferenza stampa che Fiumicino «è un hub fondamentale per il futuro del Paese. Dovremo fare tutti uno sforzo maggiore, nelle settimane prossime faremo un punto di visione strategico per i prossimi anni». «Noi abbiamo bisogno di investire moltissimo nelle strutture aeroportuali», continua il premier, «Sono ottimista sul fatto che si possa svoltare pagina. Stiamo verificando se gli ultimi eventi siano dolosi o casuali», «Bisogna avere la forza e il coraggio di dire che non è possibile che accadano ciò che è successo», e conclude: «dovremo verificare le responsabilità». A proposito delle quali i lavoratori del settore cominciano a mettere le mani avanti «Siamo solo il parafulmine dei disservizi prodotti da altri. Ma a fare i conti con i passeggeri imbufaliti ci siamo noi, che non c’ entriamo niente e ora stiamo costretti a lavorare con la ‘scorta’. Paghiamo per i manager» dice uno steward di terra, «ma è anche quello dei miei colleghi», che non vogliono essere «ingiustamente al ruolo di capri espiatori nei confronti degli utenti». Per l’ assistente «il problema sono le informazioni, che arrivano in maniera confusa a noi e di conseguenza ai passeggeri. Se ci fosse più chiarezza in tutta la catena di comando, noi che siamo gli ultimi avremmo meno problemi a gestire la comunicazione con gente giustamente arrabbiata per ritardi lunghi quanto imprevisti». Intanto, il Codacons punta il dito sui danni economici: «Una situazione di caos, quella scaturita a seguito dell’ incendio presso la pineta adiacente l’ aeroporto, che ha determinato un danno per milioni di euro agli utenti, considerati i giorni di vacanza persi, la necessità di acquistare altri biglietti per le partenze, la spesa per soggiorni in hotel e pasti, gli appuntamenti mancati, ecc.». Superata la fase critica, Ignazio Marino tira un primo sospiro di sollievo. Ieri sera in visita alla festa dell’ Unità ostentava buon umore, pur ammettendo di aver appena passato «una settimana difficile». Tra la folla dei militanti, e di alcuni contestatori, si è incrociato con il piccolo corte che seguiva il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, e il commissario romano del Pd, Matteo Orfini. Un rapido ma energico abbraccio del sindaco a Boschi, due chiacchiere, e poi ha continuato il giro convinto che il peggio sia passato.
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