«Fiumicino, qui è il terzo mondo» Percorso a ostacoli per i rimborsi
roma, ancora voli in ritardo. delrio convoca i vertici enac e adr.
ROMA FIUMICINO prova a respirare, dopo il combinato disposto degli effetti dell’ incendio alla pineta e del black out in una giornata che tra l’ altro ha fatto segnare il record dei passeggeri (154 mila). L’ Enac annuncia che «la situazione dei voli si sta normalizzando», anche se si registrano ancora dei ritardi. Ne sa qualcosa un gruppo di giovani partito da Barcellona e in transito da Fiumicino per approdare a Catania. I cinque sono accampati da tre giorni nell’ aeroporto in attesa di partire. «Qui è il terzo mondo», sbottano, mentre aiutano disabili in carrozzina e donne incinte. Anche ieri nelle aree adiacenti allo scalo si è registrato un focolaio d’ incendio. E fanno 54 dal primo agosto 2013, un numero che la dice lunga sulla necessità, sottolineata dal sindaco di Fiumicino Esterino Montino, di fare più manutenzione e prevenzione. PASSATA in qualche modo la buriana, la politica batte un colpo. «Mai più – dice Matteo Renzi -. Stiamo verificando se gli ultimi eventi siano dolosi o casuali: avete visto cosa è successo». Il premier guarda lontano: «L’ aeroporto di Fiumicino è un hub fondamentale per il futuro del Paese. Dovremo fare tutti uno sforzo maggiore anche come pubblico per affrontare meglio quel che va affrontato, con una visione strategica per i prossimi anni. Abbiamo bisogno di investire moltissimo nelle strutture aeroportuali». Si muove finalmente anche il ministro Graziano Del Rio, che incontrerà i vertici di Enac e di Adr martedì, due giorni prima del summit convocato da Enac. Sul fronte dell’ aeroporto le associazioni dei consumatori promettono battaglia. La normativa Enac (che riprende quella europea 261/2004) prevede che le compensazioni pecuniarie di legge scattino solo per mancato imbarco per overbooking o se la cancellazione dei voli non sia stata causata da «circostanze straordinarie». E incendi e black out, al pari di condizioni meteo, o anche di scioperi, sono esattamente questo. Ma le associazioni dei consumatori sanno che, anche quando la normativa europea 261/2004 non si applica, una causa per danni è sempre possibile. «La situazione di caos scaturita a seguito dell’ incendio – attacca il Codacons – ha determinato un danno per milioni di euro agli utenti, considerati i giorni di vacanza persi, la necessità di acquistare altri biglietti per le partenze, la spesa per soggiorni in hotel e pasti, gli appuntamenti mancati». «Per questo – prosegue – abbiamo pubblicato sul nostro sito www.codacons.it il modulo che i passeggeri possono utilizzare per chiedere alla propria compagnia aerea il risarcimento». Anche Vincenzo Donvito, presidente dell’ Aduc, conferma che in questo caso c’ è la possibilità di adire a vie legali con una causa civile per danni, anche se i tempi sono quasi biblici: parecchi anni per arrivare a sentenza. Oltre al danno, la beffa. Alessandro Farruggia.
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