Emergenza Colombo, strada killer
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fonte:
- Il Messaggero
LA TRAGEDIA La Cristoforo Colombo si conferma una strada killer. Un inferno lungo 27 chilometri che collega Ostia con Roma e dove ci sono più fiori a ricordo che alberi ai lati. L’ incidente mortale di domenica notte in cui ha perso la vita Claudio Salini, il noto costruttore romano di 46 anni, ancora una volta ha macchiato di sangue l’ asfalto di questa arteria, considerata per molti tratti la strada più larga d’ Italia. Avvallamenti, radici degli alberi e l’ alta velocità. Elementi che messi insieme possono trasformarsi in un mix letale per chi la affronta in macchina. «Non sappiamo più cosa fare – racconta Giosuè Mirizio, del comitato di quartiere Infernetto Sicuro- anni e anni di richieste di messa in sicurezza rivolte all’ amministrazione e nessuno ci ha ascoltati. Servono lampioni e maggiori controlli». L’ emorragia di incidenti degli ultimi tempi continua a far paura e, purtroppo, sembra un’ escalation senza fine. Nell’ elenco delle strade più pericolose della capitale, la Cristoforo Colombo è stata più volte al vertice della classifica di sangue. Nel 2012, su quest’ arteria si è registrato il maggior numero di incidenti. «E’ un pericolo continuo non solo per gli automobilisti – tuona Adriano Fornaro del comitato di quartiere Amici della Madonnetta- ma anche per pedoni e per chi va in bicicletta. La pista ciclabile presente nelle corsie laterali si interrompe e chi ne usufruisce deve per forza camminare a bordo della carreggiata. Il rischio di essere investiti è altissimo». L’ INCROCIO PIÙ TEMUTO Quello di via Pindaro è l’ incrocio più temuto dove si registra il record di incidenti. Il punto in cui Claudio Salini ha perso la vita è un tratto impervio. All’ altezza di viale Giustiniano Imperatore. Poco dopo un semaforo e poco prima di un altro. Il piede sull’ acceleratore può essere stato fatale per il giovane manager ma non si escludono altre cause. Un centinaio di metri prima del luogo dell’ impatto c’ è un pericoloso avvallamento che potrebbe essersi rivelato decisivo. Sarà analizzato anche l’ asfalto per trovare conferme se questo tratto sconnesso possa aver fatto deviare il percorso della vettura. Per ora sono solo ipotesi. La rabbia esplode ogni giorno anche sui social network. «La manutenzione stradale è da terzo mondo a Roma – racconta Francesco, che ogni giorno percorre la Cristoforo Colombo per lavoro- faccio quella strada tutti i giorni, l’ avvallamento esiste eccome. Io che lo so rallento, ma chi non lo sa muore. Le responsabilità di progettare una strada a tre corsie in pieno centro abitato di chi sono?». Il pericolo, però, arriva anche dall’ alto. PERICOLO PINI I pini che costeggiano la strada e ne caratterizzano il paesaggio sono anch’ essi potenziali killer. Nel 2009, a perdere la vita fu un medico romano. Daniele Innocenzi un ramo lo colpì mentre era in sella alla sua moto a ridosso dell’ incrocio con via Capitan Bavastro. Più o meno con la stessa dinamica ha perso la vita, quattro anni più tardi, Gianni Danieli dell’ Infernetto. Un albero si schiantò su di lui. Su entrambi i casi, la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo. Più volte, il Codacons ha chiesto al Campidoglio di verificare le proprie responsabilità sulla manutenzione e sicurezza di questa strada. Anche l’ associazione Codici ha denunciato, ieri come oggi, le pessime condizioni di questa strada, che continua ad essere segnata da avvallamenti, segnaletica poco visibile e da scarsa illuminazione. L’ ultimo grave incidente si è registrato poco più di un mese fa. All’ inizio di luglio, il regista Ciro Melillo fu travolto da un compattatore dell’ Ama che si era ribaltato all’ altezza di via di Mezzocamino. Tornava dalla sua festa di compleanno. È morto poco dopo essere estratto dalle lamiere. Come è stato ieri per Claudio Salini, l’ ultima vittima della Cristoforo Colombo. L’ ennesima vita spezzata troppo in fretta. Mirko Polisano © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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