1 Settembre 2015

Lo schianto nella notte di Salini sulla strada della morte verso l’ Eur

Lo schianto nella notte di Salini sulla strada della morte verso l’ Eur

È da sempre in cima alla classifica delle strade più pericolose di Roma. E solo fra maggio e luglio sono morti sulla Cristoforo Colombo un ciclista – travolto da un bus – e un automobilista, schiacciato da un mezzo Ama dopo un salto di corsia. Il dramma dell’ imprenditore Claudio Salini, morto domenica sera dopo essersi schiantato con la Porsche contro un albero nei pressi della sede della Regione ripropone ancora una volta il tema dei controlli e della sicurezza precaria sull’ arteria che collega il centro di Roma a Ostia. Ma anche in altre zone della Capitale. Tanto più che da venerdì scorso sono quattro i morti sulle strade, in pratica uno al giorno, senza contare i numerosi feriti degli ultimi giorni e la tragedia di piazza del Popolo di fine agosto, con la designer Elena Fortuna uccisa da un furgone impazzito e altri quattro pedoni finiti in ospedale. Nei giorni scorsi la procura ha aperto un’ inchiesta sulle condizioni dell’ asfalto romano. A piazzale Clodio sono anche in attesa di una relazione sull’ incidente di domenica sera: ci sono sospetti su un avvallamento che potrebbe aver provocato lo schianto della Porsche di Salini. Il Codacons, con il presidente Carlo Rienzi, parla senza mezzi termini di «far west», sulle strade della Capitale, «con gli automobilisti che sfrecciano a velocità sostenute e il mancato rispetto delle precedenze per i pedoni, anche in prossimità delle strisce pedonali. Alla base dell’ anarchia stradale – aggiunge Rienzi – la totale mancanza di controlli». Proprio ieri mattina altri tre feriti, uno dei quali ricoverato in ospedale in gravi condizioni, sul Raccordo Anulare, carreggiata interna, fra gli svincoli Romanina-Tuscolana. Ma secondo le statistiche la Colombo – nonostante gli interventi effettuati l’ anno scorso, soprattutto nella zona di Casal Palocco, con la messa in sicurezza degli incroci – sarebbe addirittura peggiore del Gra, con numerose vittime negli ultimi anni anche fra i motociclisti per la mancanza di barriere di sicurezza agli incroci ma anche per la caduta di alberi e grossi rami. Una strage senza fine. R. Fr.
 

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