«Arenili pubblici con servizi Meglio il modello spagnolo»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
le associazioni dei consumatori: «ombrelloni gestiti dai comuni» in difesa dei cittadini
di Francesca SOZZO Ombrellone, sdraio e lettini. Poi ci sono i lettini uso materassino da portare in acqua, le spiaggine da mettere sul bagnasciuga e il cameriere che porta direttamente sotto l’ ombrellone cocktail e piatti prelibati. E per i più esigenti c’ è anche l’ idromassaggio. È l’ ultima frontiera degli stabilimenti balneari diventati sempre più un vero e proprio lusso che non incontrano però le possibilità di tutte le tasche. Con il rischio che una giornata al mare costi anche 50 euro. Non resta dunque che caricare l’ auto con spiaggine in plastica e ombrellone e, con un po’ di pazienza, cercare un piccolo fazzzoletto di sabbia su cui stendere il proprio asciugamano senza pagare cifre esorbitanti, anzi, in modalità tax free. Peccato però che le spiagge libere siano ormai ridotte al lumicino, soprattutto in alcune zone della costa salentina – adriatica o ionica che sia – Tanto da costringere la gente a piantare l’ ombrellone in spiaggia la sera prima o mettere in scena una protesta contro la privatizzazione come accaduto ieri mattina a Torre Lapillo. E poi c’ è il modello spagnolo: spiagge pubbliche con servizi. Accade in Spagna, in Grecia, meno in Italia dove l’ amministrazione comunale mette a disposizione dei cittadini docce pubbliche, servizi igienici, piccoli punti ristoro, manutenzione del litorale. Accade così che con due euro, in Spagna, si possa noleggiare un ombrellone con sistemazione fai da te nel punto della spiaggia di maggior gradimento. A suggerire la linea sono i consumatori maggiormente attenti alle tasche dei cittadini già fin troppo vessati. «L’ ho già detto altre volte, fermo restando che esiste una legge regionale che fissa delle quote – ha dichiarato Alessandro Presicce di Adoc Lecce – il 60% private e il 40% pubbliche, è vero che nel Salento siamo arrivati ormai al collasso. Il fenomeno delle spiagge date in concessione dev’ essere contenuto.Il Salento ormai è al limite». Lo si vede soprattutto in alcuni punti. Gallipoli ne è un esempio: «Nelle spiagge libere i cittadino sono compressi in pochissimi metri quadrati – ha proseguito – Di contro ci sono tantissime concessioni con dove ci sono centinaia di ombrelloni, alcuni anche inutilizzati perché il mercato non soddisfa la richiesta. Direi che il Salento è al limite massimo». Si restringono, lungo le coste salentine, gli spazi di arenile libero. Più a sinistra, dall’ alto in basso, Alessandro Presicce di Adoc e, sotto, Piero Mongelli del Codacons E dunque è bene sapere che non esiste solo questo modello di spiaggia con tanto di recinzioni, in alcuni casi persino dei cancelli di accesso: «In Spagna e in Grecia dove col turismo fanno numeri da capogiro – prosegue Presicce – esiste la spiaggia libera con servizi. Un’ idea che non è mai stata compresa da noi». Sul litorale viene posizionato un piccolo chioschetto, ci sono degli ombrelloni da noleggiare (uno -due euro), lo si utilizza per il tempo necessario e poi lo si rimette a posto. «Non c’ è bisogno di creare stabilimenti che sembrano dei pollai». Il tutto, ovviamente, a basso impatto ambientale. «Altro che lidi che sembrano delle discoteche a due piani». Dello stesso avviso anche Alessandro Gallucci di Aduc Lecce: «Gli eccessi non vanno mai bene – tuona – soprattutto se poi si limita la fruizione a parte della cittadinanza quando i servizi hanno pubblica utilità. Bisognerebbe prevedere il sistema di gestione pubblica e attrezzarla a richiesta, come il modello spagnolo che offre la possibilità del noleggio di ombrelloni e spiaggine a prezzi bassissimi. Purtroppo da noi i lidi aumentano sempre di più: ben venga l’ intervento del privato ma se questo limita il beneficio a tutta l’ utenza va rivisto e limitato». «Il demanio è pubblico e in quanto tale tutti hanno il diritto di fruizione». Va dritto al punto l’ avvocato del Codacons Piero Mongelli: «La regione, perché è sua la competenza, deve garantire l’ utilizzo della battigia; già che finalmente sia stato garantito il libero accesso alle spiagge anche attraverso i lidi è un passo avanti. PEr il resto credo che se qualcuno che non usufruisce dei servizi dello stabilimento pagando, non crei disagi o problemi a chi invece paga non vedo perché non possa fare tranquillamente il bagno nei pressi di uno stabilimento balneare». È accaduto, nei giorni scorsi, all’ attrice Sabina Guzzanti ad Albissola Marina dove di prima mattina si era recata in una spiaggia libera con il suo cane. Si ferma sulla battigia, entro i cinque metri demaniali, dove è concesso il transito. Non appena distende l’ asciugamano arriva il titolare e fa spostare l’ attrice, che il giorno prima era anche stata cliente dello stesso stabilimento.
francesca sozzo
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