Maestre «più 36 mesi» sulle barricate Asili e nidi si aprono senza supplenti
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fonte:
- Il Tempo
• Le maestre degli asili e dei nidi comunali precarie con «più di 36 mesi» ormai non le ferma più nessuno. Anche ieri è proseguita la protesta davanti al Campidoglio dove c’ è un presidio permanente. Almeno una sessantina di educatrici hanno stazionato facendo sentire la loro rabbia. Circa cinquemila di loro sono a rischio licenziamento. Questo in virtù di un bando comunale (del 14 agosto) che recepisce la sentenza di Strasburgo che vieta di far lavorare chi ha collezionato contratti a tempo determinato per 36 mesi. Il governo ha previsto una deroga per le scuole statali ma non per quelle comunali. Ora le insegnanti, precarie storiche, chiedono al Comune la proroga anche loro, per poter continuare a lavorare. L’ assessore capitolino alla Scuola Marco Rossi Doria nei giorni scorsi ha definito la situazione «una diseguaglianza che va superata». Ieri sera si è svolto pure un incontro delle RSU sindacali di Roma Capitale. Non è emersa alcuna buona notizia. Il percorso deciso unitariamente prevede ora per il 1° settembre, alle ore 16, in Protomoteca l’ assemblea del settore scolastico. È stato stilato un volantino condiviso da distribuire a tutte le colleghe e alle famiglie. Se nel frattempo non succede nulla il 1° settembre si apriranno i nidi senza supplenti e incaricate. Non è una buona notizia per i genitori. L’ assessore Rossi Doria, in mattinata, ha fatto sapere su Facebookche sioccupa a tempo pieno della questione delle maestre ed educatrici che hanno lavorato più di 36 mesi «e chehanno un trattamento iniquamente diverso dalle colleghe statali e rischiano di rimanere fuori dal lavoro». E che per tamponare l’ emergenza «ha emanato una direttiva che sospende le nomine per il personale non di ruolo e propone, dal 1 settembre, il turno unico nei nidi al fine di garantire comunque un servizio adeguato alle famiglie». Misura che le precarie mobilitate hanno definito «un atto dovuto ma non risolutivo». Ma siccome il problema ha una rilevanza nazionale i nodi da sciogliere sono complessi. «A Roma, d’ accordo con le organizzazioni sindacali, abbiamo aperto un tavolo permanente -ha proseguito Rossi Doria – Sto lavorando con l’ ANCI e con tutte le istituzioni per sanare questa inaccettabile situazione. Intanto è importante da un lato garantire il servizio nidi e dall’ altro tutelare le lavoratrici coinvolte. Non è facile. Ma ce la mettiamo tutta». Intanto il Codacons impugnerà al Tar del Lazio i bandi per supplenze nei nidi e nelle scuole dell’ infanzia emanati dal Comune. L’ associazione dei consumatori ha invitato dunque le maestre ad aderire al ricorso collettivo per dare ancora più forza all’ azione legale. «I bandi contengono una grave violazione- spiega il Codacons- laddove prevedono il divieto di partecipazione per educatrici e insegnanti che hanno cumulato più di 36 mesi di anzianità, anche non continuativi. Un punto questo che lede palesemente i diritti deiprecari e, anzichè sanare la piaga del precariato nella scuola, va nella direzione di danneggiare ingiustamente 5mila insegnanti». Parole che sono musica per le orecchie delle dirette interessate. «È l’ unica bel la notizia della giornata- spiegano – e sicuramente saremo in tante a fare il ricorso collettivo. Molte di noi sono quindici anni che lavorano da precarie nel mondo della scuola. Come si fa all’ improvviso ad annullare tutto. Questo è il nostro lavoro, il Comune ha investito su di noi, abbiamo una formazione e una professionalità che è una garanzia per le famiglie che ci affidono volentieri i loro figli. E che hanno contribuito ad accrescere la fiducia per le scuole comunali da parte dei cittadini. Ad oggi questa professionalità non viene più valorizzata e ci ritroviamo ad essere nessuno». Cosa succederà se la situazione non si sblocca? «Se si coprono i servizi si farà una ingiustizia verso le lavoratrici licenziate, se i servizi non saranno garantiti anche la sicurezza è a rischio».
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