Esposto di Codacons «Il petrolio crolla, tariffe scandalose»
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fonte:
- L`Unione Sarda
Biglietto Cagliari-Roma andata e ritorno, tariffa residenti, prezzo totale: 139,96 euro, di cui 90 euro di costo della tratta e 49,96 di tasse e supplementi. Tra questi, il famigerato fuel surcharge , in italiano “adeguamento carburante” che teoricamente dovrebbe seguire l’ andamento delle quotazioni petrolifere, nella pratica quotidiana è a carico dei passeggeri a prescindere, in una percentuale neppure specificata nel dettaglio. Così, ad esempio, capita che mentre il greggio scenda addirittura del 63%, il ribasso non abbia alcuna ripercussione sui ticket di viaggio. Il Codacons attacca: «Presenteremo un esposto a tutte le Procure, all’ Antitrust e all’ Enac per «il mancato adeguamento della tassa». I reati ipotizzati sono: truffa aggravata e aggiotaggio, oltre alle possibili intese restrittive della concorrenza. «Nel corso del 2014 il prezzo del petrolio è sceso costantemente e notevolmente, passando dai 110 dollari al barile di maggio 2014 ai circa 40 dollari di questi giorni. Un decremento che avrebbe dovuto portare vantaggi in moltissimi settori legati a trasporti, ma che invece non ha prodotto alcun risultato sul fronte del trasporto aereo». Non è una novità la denuncia del fuel surcharge , una pratica perversa introdotta in Italia nel Duemila e che due anni dopo portò l’ Authority a sanzionare diversi vettori che, «concertando l’ applicazione contestuale di un supplemento tariffario di identico importo» (da 10 mila a 24 mila lire) avevano «posto in essere un’ intesa complessa, consistente in una pratica concordata che ha avuto ad oggetto e per effetto l’ alterazione della concorrenza nella fornitura del servizio di trasporto aereo sulle rotte nazionali». Tornando al presente, «si tratta di un balzello a carico dei viaggiatori, che pesa dai 25 euro a biglietto per le tratte brevi fino a 450 euro per i viaggi più lunghi. Una spesa che, almeno sulla carta, dovrebbe essere indicizzata alle quotazioni del petrolio, ma che sembra essere utilizzata dai vettori aerei per adeguare i prezzi solo al rialzo, con un evidente danno per l’ utenza», sottolinea il Codacons in una nota. «I numeri parlano chiaro», prosegue l’ associazione dei consumatori, «l’ International Air Transport Association (Iata) ha dichiarato che per il 2015 il guadagno extra per le compagnie, legato al minor costo del carburante, sarà pari a 4 miliardi di dollari rispetto allo scorso anno. Soldi che dovrebbero rientrare nelle tasche dei passeggeri aerei attraverso un abbattimento del fuel surcharge , ma che in realtà vengono intascati dai vettori attraverso il mantenimento della tassa di adeguamento carburante. Solo alcune compagnie asiatiche hanno ridotto l’ entità della sovrattassa, che continua a pesare in modo ingente sul costo finale dei biglietti aerei». Ecco perché il Codacons ha fatto sapere ieri che presenterà un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, all’ Antitrust e all’ Enac (Ente nazionale aviazione civile), chiedendo l’ apertura di una indagine «in relazione al mancato adeguamento della tassa alle quotazioni in forte ribasso del petrolio, alla luce dei reati di truffa aggravata e aggiotaggio, e per le ipotesi di intese restrittive della concorrenza». Cristina Cossu.
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