14 Agosto 2015

Rassegna stampa del 14 agosto 2015

Rassegna stampa del 14 agosto 2015

Palio Siena: Codacons aderisce a manifestazione animalisti
(AGI) – Firenze, 14 ago. – Anche il Codacons aderisce alla manifestazione animalista indetta per il 16 agosto durante il palio di Siena. L’associazione difende inoltre il diritto di protesta delle organizzazioni animaliste e annuncia denunce contro chiunque tenti di impedire la manifestazione. “Si tratta di un evento del tutto legittimo che non puo’ essere fermato – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Rattrista che in un paese democratico si cerchi di sminuire una manifestazione pacifica a difesa degli animali. Nel dare piena adesione alla protesta, siamo pronti a denunciare penalmente chiunque tenti di bloccarla, impedirla o creare disordini” – conclude Rienzi. (AGI) Sep

Palio Siena: Codacons aderisce manifestazione animalista
‘Denunceremo chiunque tenti di impedirla’
SIENA
(ANSA) – SIENA, 14 AGO – Anche il Codacons aderisce alla manifestazione animalista indetta per domenica a Siena, in occasione del Palio che si correrà in piazza del Campo. Lo rende noto la stessa associazione che difende “inoltre il diritto di protesta delle organizzazioni animaliste e annuncia denunce contro chiunque tenti di impedire la manifestazione”. “Si tratta di un evento del tutto legittimo che non può essere fermato – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Rattrista che in un paese democratico si cerchi di sminuire una manifestazione pacifica a difesa degli animali. Nel dare piena adesione alla protesta, siamo pronti a denunciare penalmente chiunque tenti di bloccarla, impedirla o creare disordini”. (ANSA

Ragusa Oggi, 14/08/2015 17:33
tanasi (codacons): governo regionale e ars incapaci di intervenire sulle lunghe liste d’ atteasa nella sanità.
SANITÀ: IN SICILIA DI ATTESA SI MUORE
Il Governo Regionale e l’ ARS si impegnino a migliorare la sanità in Sicilia. Lo chiedono Francesco Tanasi Segretario Nazionale CODACONS e. Nino Rizzo Direttore Regionale Dipartimento Sanità Codacons. Registriamo che ad oggi non esiste – afferma Tanasi- nessuna azione del Governo Regionale e dell’ ARS per abbattere le lunghe liste d’ attesa delle Asp e degli Ospedali. Il diritto alla salute è riconosciuto dall’ art. 32 della Costituzione italiana, diritto che in Sicilia viene negato dalle assurde lungaggini della sanità pubblica.. E’ impensabile infatti che per una risonanza o mammografia occorra aspettare anche 1 anno, con evidenti danni per i cittadini che necessitano di controlli medici. Le lamentele in questo senso sono davvero numerosissime, bisogna agire dunque con celerità per trovare delle risposte.
 
 
Corriere Comunicazioni, 14/08/2015 17:19
incidenti stradali.
Lo smartphone fa più danni dell’ alcol
secondo dati aci-istat l’ uso del cellulare alla guida è diventato la prima causa di incidente stradale in italia, superando eccesso di velocità e guida in stato di ebbrezza. la denuncia del codacons: “più controlli sulle strade”
L’ uso del telefonino alla guida è diventato la prima causa di incidente stradale in Italia. Lo denuncia il Codacons, in una nota, chiedendo un giro di vite e più controlli da parte delle forze dell’ ordine. Nel 2014 l’ utilizzo del cellulare alla guida ha superato, come causa di incidenti, l’ eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza, spiega l’ associazione dei consumatori. “Proprio la distrazione legata all’ uso di smartphone e telefonini ha prodotto, secondo un recente studio Aci/Istat , il 20,1% di tutti gli scontri automobilistici registrati in Italia nel corso dell’ ultimo anno: basti pensare che solo per inviare un brevissimo messaggio tramite sms o Whatsapp occorre prendere il cellulare, sbloccarlo, aprire l’ applicazione, scrivere il testo; operazioni che richiedono circa 10 secondi di tempo, durante i quali si percorrono 300 metri senza prestare alcuna attenzione alla strada”, si legge ancora nella nota. “Ancora peggio – sottolinea il Codacons – lo scatto di un selfie: distrae dalla guida per un tempo medio di 14 secondi”. “Questi dati dimostrano come siano fortemente cambiate le abitudini degli italiani: se negli anni passati l’ eccesso di velocità era la principale causa di incidente, oggi è l’ uso dello smartphone a determinare il maggior numero di sinistri”, sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “E’ evidente che siamo un popolo di cellulare-dipendenti ed è altrettanto evidente come serva in giro di vite che passi da inasprimento delle pene per chi usa il telefonino alla guida ma soprattutto da un incremento dei controlli da parte delle forze dell’ ordine”, conclude.
 
 
Tiscali, 14/08/2015 16:55
Sicurezza, Codacons: Il telefonino prima causa di incidenti stradali
Roma, 14 ago. (LaPresse) – L’ uso del telefonino alla guida è diventato la prima causa di incidente stradale in Italia. Lo denuncia il Codacons, in una nota, chiedendo un giro di vite e più controlli da parte delle forze dell’ ordine. Nel 2014 l’ utilizzo del cellulare alla guida ha superato, come causa di incidenti, l’ eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza, spiega l’ associazione dei consumatori.”Proprio la distrazione legata all’ uso di smartphone e telefonini ha prodotto, secondo un recente studio Aci/Istat, il 20,1% di tutti gli scontri automobilistici registrati in Italia nel corso dell’ ultimo anno: basti pensare che solo per inviare un brevissimo messaggio tramite sms o Whatsapp occorre prendere il cellulare, sbloccarlo, aprire l’ applicazione, scrivere il testo; operazioni che richiedono circa 10 secondi di tempo, durante i quali si percorrono 300 metri senza prestare alcuna attenzione alla strada”, si legge ancora nella nota. “Ancora peggio – sottolinea il Codacons – lo scatto di un selfie: distrae dalla guida per un tempo medio di 14 secondi”.”Questi dati dimostrano come siano fortemente cambiate le abitudini degli italiani: se negli anni passati l’ eccesso di velocità era la principale causa di incidente, oggi è l’ uso dello smartphone a determinare il maggior numero di sinistri”, sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.”E’ evidente che siamo un popolo di cellulare-dipendenti ed è altrettanto evidente come serva in giro di vite che passi da inasprimento delle pene per chi usa il telefonino alla guida ma soprattutto da un incremento dei controlli da parte delle forze dell’ ordine”, conclude.
 
 
Yahoo Notizie, 14/08/2015 16:36
Sicurezza, Codacons: Il telefonino prima causa di incidenti stradali
Roma, 14 ago. (LaPresse) – L’ uso del telefonino alla guida è diventato la prima causa di incidente stradale in Italia. Lo denuncia il Codacons, in una nota, chiedendo un giro di vite e più controlli da parte delle forze dell’ ordine. Nel 2014 l’ utilizzo del cellulare alla guida ha superato, come causa di incidenti, l’ eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza, spiega l’ associazione dei consumatori.”Proprio la distrazione legata all’ uso di smartphone e telefonini ha prodotto, secondo un recente studio Aci/Istat, il 20,1% di tutti gli scontri automobilistici registrati in Italia nel corso dell’ ultimo anno: basti pensare che solo per inviare un brevissimo messaggio tramite sms o Whatsapp occorre prendere il cellulare, sbloccarlo, aprire l’ applicazione, scrivere il testo; operazioni che richiedono circa 10 secondi di tempo, durante i quali si percorrono 300 metri senza prestare alcuna attenzione alla strada”, si legge ancora nella nota. “Ancora peggio – sottolinea il Codacons – lo scatto di un selfie: distrae dalla guida per un tempo medio di 14 secondi”.”Questi dati dimostrano come siano fortemente cambiate le abitudini degli italiani: se negli anni passati l’ eccesso di velocità era la principale causa di incidente, oggi è l’ uso dello smartphone a determinare il maggior numero di sinistri”, sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.”E’ evidente che siamo un popolo di cellulare-dipendenti ed è altrettanto evidente come serva in giro di vite che passi da inasprimento delle pene per chi usa il telefonino alla guida ma soprattutto da un incremento dei controlli da parte delle forze dell’ ordine”, conclude.
 
 
Yahoo Notizie, 14/08/2015 14:27
Codacons: servono più controlli sulle strade
Roma, 14 ago. (askanews) – L’ uso del telefonino alla guida è diventato la prima causa di incidente stradale in Italia. Lo denuncia il Codacons, che chiede un giro di vite e più controlli da parte delle forze dell’ ordine.”Nel 2014 l’ utilizzo del cellulare alla guida ha superato, come causa di incidenti, l’ eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza – spiega il Codacons -. Proprio la distrazione legata all’ uso di smartphone e telefonini ha prodotto, secondo un recente studio Aci/Istat, il 20,1% di tutti gli scontri automobilistici registrati in Italia nel corso dell’ ultimo anno. Basti pensare che solo per inviare un brevissimo messaggio tramite sms o Whatsapp occorre prendere il cellulare, sbloccarlo, aprire l’ applicazione, scrivere il testo; operazioni che richiedono circa 10 secondi di tempo, durante i quali si percorrono 300 metri senza prestare alcuna attenzione alla strada. Ancora peggio lo scatto di un selfie: distrae dalla guida per un tempo medio di 14 secondi”.”Questi dati dimostrano come siano fortemente cambiate le abitudini degli italiani – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Se negli anni passati l’ eccesso di velocità era la principale causa di incidente, oggi è l’ uso dello smartphone a determinare il maggior numero di sinistri. E’ evidente che siamo un popolo di cellulare-dipendenti, ed è altrettanto evidente come serva in giro di vite che passi da inasprimento delle pene per chi usa il telefonino alla guida ma soprattutto da un incremento dei controlli da parte delle forze dell’ ordine”.
 
 
La Sicilia , 14/08/2015 11:31
Batosta in arrivo per i medici di famiglia
nuccio sciacca /
CATANIA – Il Codacons denuncia il recapito ai medici di famiglia di Catania di una serie di lettere di convocazione “mascherate da risibili riunioni aventi per oggetto attività prescrittive per notificare invece contestazioni per inapproppriatezza prescrittiva per farmaci per l’ osteoporosi riguardante gli anni 2011, 2012 e 2013 dopo che già a febbraio del 2015 era stato contestato il 2010”, scrive il Codacons. “E questo dopo che una apposita commissione istituita dall’ Asp aveva clamorosamente smentito i risultati della precedente indagine ritenendo le conclusioni gravate da un marchiano errore metodologico – prosegue la nota – ma i vertici dell’ Asp, prima dell’ insediamento del nuovo direttore Giammanco, ritengono di dover andare avanti in questa tragicomica vicenda predisponendo e programmando altri controlli su dati e documentazione sanitaria di cui non sono in possesso e che quindi non hanno e non potranno mai effettuare”. Ma la preoccupazione del Codacons è che questa performance dei vertici Asp porti a un blocco totale o quasi dell’ attività prescrittiva dei medici di famiglia catanesi. “Ormai questi professionisti si sentono vessati, mobbizzati, intimiditi e ovviamente hanno ridotto drasticamente la loro attività prescrittiva visto che le somme contestate mettono a rischio financo i lori beni e patrimoni personali”, scrive ancora il Codacons. Si paventano già azioni clamorose di protesta dei medici di famiglia con paralisi di tutta l’ assistenza sanitaria. “È il momento di dire basta a questo modo di condurre e gestire la sanità catanese”, conclude il Codacons che è d’ accordo nel razionalizzare la spesa sanitaria “ma non al suo razionamento e non a questo regime di polizia farmaceutica, cieco, sterile, improvvisato dove non può essere tollerato che i mancati dovuti controlli da parte dei vertici ASP oggi vengano scaricati sui medici di famiglia catanesi incolpevoli attori di questa querelle”. Proprio nel giorno del suo insediamento il Codacons invita il neodirettore Giuseppe Giammanco a un incontro urgentissimo per chiarire tutta la vicenda. Per il Codacons “non raccogliere questo invito fatto nell’ interesse della collettività sarebbe un segnale gravissimo e costringerebbe il Codacons a chiedere l’ intervento del Prefetto e del Ministero della Salute per la condizione di grave allarme sociale che si sta realizzando nella nostra comunità”. Giammanco non ha ancora risposto ma bisogna dargli il tempo di stabilire le priorità dei primi 100 giorni. “Uno degli obiettivi prioritari dell’ Asp Catania – ha detto il nuovo manager – è il recupero della normale amministrazione. Se spesso si pensa, infatti, a raggiungere l’ eccellenza nel quotidiano, il nostro compito dovrebbe essere quello di fare diventare il quotidiano eccellenza: medicina di base, attività ambulatoriali, prevenzione primaria, prevenzione secondaria e screening, attività d’ integrazione degli ospedali, devono diventare, ogni giorno, obiettivi di ciascun dipendente, non solo del direttore generale”. Giammanco è laureato in Medicina e Chirurgia ed è specializzato in Igiene. Ha perfezionato i suoi studi conseguendo il Master di II livello in “La funzione del Risk Manager in sanità”. Nel luglio 2014 è stato nominato direttore sanitario dell’ Arnas “Garibaldi”, dopo avere ricoperto diversi ruoli di vertice, fra i quali: direttore medico di presidio dell’ A.O. “Cannizzaro” (1997-2000); direttore sanitario dell’ A.O. “Gravina” (2000-2002); direttore medico di presidio dell’ Ospedale “Garibaldi-Nesima” (2004-2014). Ha, inoltre, partecipato nell’ aprile del 2012 al Progetto di interscambio “Health Governance Through Europe” promosso dal Collegio Universitario ARCES in partenariato con l’ assessorato alla Salute della Regione siciliana. “Posso contare su una squadra di professionisti – ha aggiunto Giammanco – che ho imparato a conoscere negli anni, in diverse occasioni di lavoro, che continueranno ad offrire impegno e competenze per conseguire risultati che vedono l’ Asp Catania un’ eccellenza nel panorama siciliano”.
 
 
La Sberla, 14/08/2015 11:30
attualità.
MEDICI IN FERIE DELL´ASP? CODICI PRESENTA ESPOSTO
“Al fianco dell´amico e collega Avv. Danilo Frattagli e della moglie Lidia, anche lei avvocato, perhè quello che è capitato a loro poteva capitare anche ai nostri figli. Per questo l´Associazione Co.Di.Ci. – Centro per i Diritti del Cittadino, sulla rocambolesca disavventura capitata al loro bimbo, ha deciso di presentare esposto in Procura ravvisandosi gli estremi dell´interruzione del servizio pubblico”. Così il segretario di Codici, Avv. Vincenzo Maltese, che ha appreso dell´impossibilità per i genitori del neonato, in preda alle convulsioni, di avere l´esito dell´esame dell´elettroencefalogramma, vista l´assenza per ferie dei medici dell´ambulatorio di neuropsichiatria infantile che dovevano essere in servizio presso la Cittadella della Salute, dove il bimbo era stato inviato per accertamenti. Il diritto alla salute deve essere sempre garantito, a prescindere dai casi di urgenza, ed un medico dovrebbe essere sempre di turno per garantire il servizio pubblico, specie in casi particolari come quello in esame, conclude il legale. Sula vicenda anche CODACONS, ha anticipato che presenterà esposto. Avv. Vincenzo Maltese.
 
 
Giornale di Sicilia (ed. Messina-Catania), 14/08/2015 04:14
guardia di finanza. l’ asp chiede ai medici rimborsi sino a 100 mila euro, per prescrizioni non legittimate.
Giallo farmaci antiosteoporosi
Angelo Amante …Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda legata all’ inchiesta della Guardia di finanza sulle prescrizioni record di medicinali contro l’ osteoporosi nella provincia etnea. Le Fiamme gialle, nel febbraio scorso, avevano denunciato alla Corte dei Conti ben 937 medici ipotizzando un danno erariale di oltre 21 milioni, causato dall’ acquisto -rimborsato ai pazienti dal Servizio sanitario nazionale, di circa 188 mila confezioni di farmaci tra il 2010 e il 2013. Si sarebbe trattato, secondo i finanzieri, di prescrizioni illegittime poiché non rispondenti ai criteri fissati dall’ Agenzia nazionale per il farmaco. Come conseguenza, l’ Asp ha pre sentato istanze di rimborso ai medici coinvolti, ad ognuno dei quali sono state richieste cifre oscillanti tra i 30 e i 100 mila euro. Nonostante le conclusioni dell’ indagine siano state ritenute inattendibili da una Commissione nominata dalla stessa Asp a febbraio, l’ Azienda sanitaria provinciale ha deciso di continuare la propria azione nei confronti dei medici. “Tutti i medici di famiglia della provincia- racconta uno di loro, che ha chiesto l’ anonimato – sono stati invitati dall’ Asp a prendere parte a tre riunioni. Nel corso del primo incontro, tenutosi venerdì scorso, ci sono state consegnate le notifiche dei rimborsi per i farmaci da noi prescritti contro l’ osteoporosi, sebbene l’ oggetto della convocazione fosse una generica discussione sulla nostra attività prescrittiva”. Medici e Codacons accusano l’ Asp di aver ideato un vero e proprio trabocchetto, finalizzato areca pitare le richieste di risarcimento. L’ associazione dei consumatori lamenta in particolare il pesante clima creatosi attorno ai medici di famiglia che, per paura di incorrere in nuove accuse di irregolarità, si attengono anche troppo scrupolosamente ai criteri fissati per la prescrizione dei farmaci. «Ciò produce – secondo Codacons – una rischio di paralisi della sanità, che si sta già materializzando con il crollo dell’ ottanta percento da febbraio a oggi nelle prescrizioni di farmaci contro l’ osteoporosi». Dal canto suo l’ Asp, da noi interpellata, non ha inteso replicare.
 
 
Corriere del Veneto (ed. Verona), 14/08/2015 04:08
Gomma: «Rivoglio il posto al Sert» Ma la battaglia con l’ Usl 20 continua
ieri si è presentato in ufficio però non c’ è ancora la delibera per il reintegro.
VERONA È stata l’ ennesima battaglia di una guerra che ormai si gioca su due fronti: le aule dei tribunali e le stanze (quelle dei «bottoni») del Sert di via Germania. Solo che ieri mattina l’ ennesimo duello che vede contrapposti gli ex vertici del servizio tossicodipendenze dell’ Usl 2o e il direttore generale dell’ unità sanitaria, Maria Giuseppina Bonavina, non si è giocata sul filo dei ricorsi, ma su quello di una… sedia. Quella su cui si è accomodato l’ ex direttore Maurizio Gomma. Non una sedia qualsiasi, ma quella che si trova nell’ ufficio che era del dottor Giovanni Serpelloni, l’ altro epurato – con Oliviero Bosco – dall’ Usl. Ci si è accovacciato, il dottor Gomma, poco dopo le 8,30 quando «all’ orario standard di inizio lavoro», racconta – «mi sono presentato in ufficio». Nulla di strano, si dirà. Se non fosse che ieri il dottor Gomma in quegli uffici di cui era direttore è arrivato dopo nove mesi dal suo licenziamento, forte del «reintegro immediato» deciso dal giudice del lavoro. Un «reintegro immediato» che però non vuole assolutamente dire che tornerà in quegli uffici dove si è anche fatto fotografare seduto. Lui ha ribadito quello che è il su mantra da qualche tempo. «Voglio tornare al Sert. E voglio a tornare a dirigerlo, non tornarci da gregario». Peccato che l’ erba voglio, come vuole l’ adagio, non cresce neanche nel giardino del re. E, men che meno, in quello dell’ Usl 20. Così il dottor Gomma appena messo piede ed essersi accomodato nei suoi vecchi uffici, ha dovuto uscire. Prima di essere «invitato» in altra sede, ha fatto quello che nelle vecchie usanze ospedaliere, si chiamava «il giro». «Ho chiesto di essere aggiornato sui cambiamenti che ci sono stati in questi mesi e ho chiesto di parlare con il responsabile facente funzioni, visto che il responsabile attuale è in ferie». Insomma, si è comportato, il dottor Gomma, come se in quegli uffici avesse dovuto tornare da subito. In realtà proprio così non è stato. Perché il «reintegro immediato» prevede comunque dei tempi tecnici e non contempla che si torni a lavorare negli stessi settori. Dopo un’ ora che era al Sert è stato invitato a presentarsi all’ ufficio personale dell’ Usl 20, che si trova in via Murari Bra. Lì gli è stato spiegato che la decisione del giudice del lavoro deve essere ratificata tramite una delibera che deve essere preparata e poi approvata. Insomma, ci vorrà qualche giorno. «Mi hanno detto che per tornare devo aspettare una comunicazione. E io aspetterò…». Ma quella delibera non sarà, per il dottor Gomma, il salvacondotto per tornare nel suo vecchio ufficio. Perché dovrà essere sì reintegrato con le stesse funzioni che aveva prima, ma nulla vieta che lo sarà in altre strutture dell’ Usl. Cosa che, vista la guerra legale tuttora in atto con i vertici dell’ azienda e che riguarda proprio la gestione dei servizi del Sert, non è per nulla da sottovalutare. Intanto il Codacons – a cui Gomma, Serpelloni e Bosco hanno ceduto i diritti per l’ uso di un software che è il tema del contendere con l’ Usl 20 – è tornato ad attaccare la Bonavina chiedendone le dimissioni, paventando denunce e tutto quello che si sta susseguendo da mesi nella «guerra del Sert». Dal canto suo la dg non ha commentato il «ritorno» di Gomma. Del resto aveva già spiegato che l’ azienda «prende atto del reintegro, ma presenterà ricorso». L’ ennesima battaglia di una contesa il cui finale è ancora tutto – da parte del tribunale – da scrivere. Angiola Petronio.
angiola petronio
 
 
Corriere della Sera, 14/08/2015 04:04
Non è solo una questione di budget.
Non è solo una questione di budget. Gli italiani che partono dopo i grandi esodi d’ agosto scompigliano le carte delle vacanze scegliendo mete estere come New York, Bangkok o le capitali dell’ Est e mettendo in secondo piano le mete italiane. Secondo i dati Eurostat per i viaggi dei cittadini dell’ Unione Europea, sui 32 milioni di connazionali che quest’ anno sono partiti o partiranno a breve, il 4,8% per cento (contro una media europea dell’ 8,5%) sceglie settembre. Un club di un milione e mezzo di persone a cui appartiene un turista consapevole che vuole ottenere il massimo in termini di rapporto qualità/prezzo: si muove privilegiando acquisti di voli e alberghi sulle piattaforme digitali (anche da tablet con un 13,8%, dato Istat) ed è attento alle mete emergenti e alle promozioni delle compagnie aeree. Nel Mediterraneo la scelta cade su Grecia e Croazia che si preparano al turismo settembrino con forti promozioni nei circuiti B&B e negli alberghi (una doppia in tre stelle passa da un prezzo medio di 100 euro a 60/70 euro). Nell’ Egeo, Rodi è una delle isole che ritrova un ritmo più tranquillo, con il meltemi che soffia meno intenso e compete con la Croazia delle isole di Hvar-Lesina o Brac con la celebre spiaggia di Murvica (www.croatia.hr/it ). «Quelle del 2015 sono in buon parte vacanze al risparmio – ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – con scelte low cost: fra le destinazioni predilette Croazia, Grecia e Spagna, e in generale con scelte mirate per contenere la spesa complessiva». Il turista post-ferragosto dispone di un budget medio intorno ai 1.500 euro (dati Confesercenti-Swg) e ammortizza il costo dell’ aereo con sistemazioni selezionate direttamente (da Air B&B negli Usa www.airbnb.it ai budget hotel in Oriente). Il risparmio non è l’ unico fattore che cambia l’ approccio al viaggio: più destinazioni culturali e la propensione per il lungo raggio se il volo non supera i 700 euro. Gli Stati Uniti, secondo l’ Istat (dati 2014), restano la meta estera preferita dai connazionali mentre, a Oriente, la Thailandia sbaraglia la concorrenza per l’ ottimo rapporto qualità prezzo. Dopo il 20 agosto si spuntano tariffe aeree mediamente più basse del 25 per cento rispetto ai periodi più congestionati. Un’ opzione è scegliere la propria meta a ridosso della partenza, fra le offerte lastminute e last second dove una riduzione media delle tariffe del 30% dopo il 20/22 agosto è la regola con picchi del 40% dall’ inizio di settembre in poi. Si vola negli Usa e in Thailandia La partenza per gli Usa in media stagione porta a un contenimento del budget del 30 per cento con le principali compagnie aeree da Alitalia ad American Airlines ( www.aa.com ). Si acquistano voli a/r per New York da 619 euro contro gli 850/900 dell’ alta stagione. E se si soggiorna a New York nella prima decade di settembre, lunedì 7 (quando cadrà l’ annuale Labor Day, festa del lavoro) Prospect Park, a Brooklyn, ospita l’ annuale festa delle Indie Occidentali ( wiadcacarnival.org e per la lista dettaglia degli appuntamenti www.nycgo.com/it ) , una celebrazione caraibica famosa per le sfilate e la presenza di musicisti in arrivo da Giamaica, Trinidad e Barbados. Dall’ altra parte del Pianeta, il monsone estivo non tocca la parte sudoccidentale del golfo di Thailandia dove l’ isola di riferimento è Ko-Samui. Da Milano e Roma Thai ( www.thaiairways.co.it ) propone voli a/r da 655 euro con partenza lunedì 31/8 e rientro domenica 13 settembre con una riduzione media fra il 30 e il 40% rispetto alle tariffe di luglio e agosto. Marocco, outsider per il budget Fra le mete del mondo arabo, il Marocco resta la più popolare per la stabilità politica e gli itinerari possibili, che vanno dalle città atlantiche come Essaouira (la medina bianca affascinò i giovani Keith Richards e Mick Jagger dopo la «scoperta» dello scrittore Paul Bowles) a Marrakech, la città rossa che è il punto di partenza ideale per un viaggio verso sud attraversando la valle del Draa e per arrivare alle porte del deserto a Zagora. I voli dopo il 25 agosto (con Tap Portugal www.flytap.com; Royalairmaroc.com e Easyjet.com/it ) sono quotati a partire da 224 euro per un a/r con destinazione Marrakech. Nella valle del Draa una sosta obbligata è Ait Benhaddou ( www.visitmorocco.com/index.php/ita ) una delle medine fortificate ( Ksar ) più belle del Maghreb; a 30 chilometri da Ouarzazate era una sosta obbligata per le carovane che scendevano verso la Mauritania. Il primo nucleo risale a tre secoli fa e le case in fango rosso, riparate da alte mura, sono ancora oggi abitate da famiglie originarie della zona. Capitali dell’ Est, più accessibili A settembre le combinazioni volo + hotel per Budapest, Sofia e Praga vengono scontate fino al 40 per cento. Si tratta di mettere a confronto le offerte di siti specializzati come Booking.com (app per iPhone, iPad, smartphone e tablet Android) eDreams.it e i  tour operator come Expedia.it (hotel, voli, pacchetti turistici) o i comparatori: Kayak.it e Trivago.it (quest’ ultimo specializzato in hotel). Sri Lanka, l’ altro Oriente Lo Sri Lanka (visto obbligatorio ottenibile all’ arrivo a Colombo) vive stagioni diverse per l’ influsso dei monsoni che arrivano sull’ isola da est e da ovest; fino alla fine di settembre la costa orientale gode di un clima perfetto per un soggiorno fra le baie di Nilaveli e Deadman’ s Cove. La città di riferimento è Trincomalee dove dal 2009 regna la pace e il turismo continua a essere sviluppato: tutte le infrastrutture sono state rinnovate a ridosso delle spiagge di Kalkudah, Pasekudah ( www.amethystpassikudah.com ) e di Arugam Bay, quest’ ultima meta prediletta dai surfisti. Emirates.com propone voli a/r da 509 euro con partenza entro la fine di settembre. Fabrizio Guglielmini.
fabrizio guglielmini
 
 
Trentino, 14/08/2015 03:28
Violano l’ oasi del Wwf ma la multa era «sbagliata»
la disavventura di una coppia lagarina in vacanza: hanno fatto tappa a trieste e sono stati fermati dai carabinieri. ora attendono il rimborso dallo statoala, la polizia in comune visiona gli atti del prg.
ALA. Si sono presentati una decina di giorni fa in municipio ad Ala (nella foto) e l’ altro ieri sono tornati per ulteriori verifiche gli agenti della squadra mobile della polizia, inviati per competenza dal procuratore capo di Rovereto Aldo Celentano per acquisire gli atti relativi all’ abortito Prg della giunta Peroni. Sul piano regolatore di Ala c’ è infatti un fascicolo aperto in Procura che fa seguito ai numerosi esposti e segnalazioni circa presunte irregolarità e incompatibilità nella redazione del piano, poi annullato per una banale formalità: l’ approvazione, per una serie di ritardi accumulati dalla precedente amministrazione, era slittata all’ 11 novembre, data che per un solo giorno rientrava nel “semestre bianco” della giunta provinciale (le elezioni erano state fissate, in dicembre, al 10 maggio). di Giuliano Lott wROVERETO Una disavventura a lieto fine, ma solo sulla carta, quella occorsa a una coppia della Vallagarina che tre estati fa, trovandosi in viaggio per la Slovenia dove erano diretti per le vacanze, aveva fatto tappa a Trieste per “spezzare” il lungo viaggio in auto. E dato che la giornata era limpida e il cielo terso, i due avevano parcheggiato la macchina nei pressi dell’ albergo e si erano avviati verso il mare. Lungo la passeggiata per il castello di Miramare notano una bellissima spiaggia isolata e decidono di raggiungerla, scavalcando un basso muretto. Ma non appena poggiano i piedi sulla sabbia, vengono fermati dai carabinieri. «Senza spiegarci nulla – racconta la donna – ci hanno intimato di seguirli in caserma. Trattandosi di militari dell’ Arma, non avevamo altra scelta, così li abbiamo seguiti. E una volta giunti lì siamo stati bersagliati da un interrogatorio che ci pareva persino surreale. “Avete droga? Armi? Esplosivi?” ci chiedevano. Noi non capivamo bene cosa fosse accaduto, abbiamo risposto di no, spiegando che eravamo a Treste di passaggio e che volevamo solo visitare una bella spiaggia. Dopo un’ ora circa, ci hanno spiegato cos’ era accaduto». I due fidanzati, in maniera del tutto inconsapevole, avevano messo piede nell’ Oasi marina di Miramare, la prima riserva marina mai creata in Italia dal Wwf, nel 1973. Tra la miriade di divieti che caratterizzano l’ area protetta, c’ è anche il divieto di calpestio. In sostanza, su quella bellissima spiaggia non si può camminare per non modificare l’ ambiente naturale posto sotto rigidissima tutela. «Da un lato ero costernata – racconta la protagonista dell’ avventura – ma dall’ altra, pur essendo a mia volta ambientalista e vegetariana, tanto rigore mi faceva sorridere dato che a breve distanza dall’ oasi naturale sorgono enormi fabbriche che scaricano in mare i loro residui di lavorazione. In ogni caso, se avevamo commesso un’ irregolarità eravamo pronti ad assumercene la responsabilità. Comunque prima di lasciare Trieste siamo tornati sul posto per capire dove fossero scritti i divieti, e abbiamo trovato un cartello seminascosto dalla vegetazione che elencava una lunga serie di restrizioni sull’ area dell’ oasi marina». Prima di lasciare la caserma dei carabinieri, la coppia viene multata per aver trasgredito le prescrizioni. Una contravvenzione di oltre 200 euro, che i due, appena rientrati dalla Slovenia, si affrettano a pagare con bonifico prima di incorrere in ulteriori noie con la legge. «Dopo qualche mese riceviamo la chiamata di un funzionario del Wwf, il quale chiede come mai non abbiamo pagato la multa. Rispondo che l’ avevamo già pagata, e nei giorni successivi ci siamo rivolti all’ ufficio legale del Codacons, dive ci hanno spiegato che quella multa già pagata non aveva alcun fondamento, e oltretutto conteneva alcune voci errate. Così, dopo aver spedito la prova dell’ avvenuto pagamento al Wwf, abbiamo fatto ricorso all’ Agenzia delle entrate. Non tanto per la cifra che avevamo speso, ma per una questione di principio». L’ Agenzia delle entrate dà ragione alla coppia lagarina, precisando che quella somma pagata in modo indebito andava loro restituita. Ma essendo in Italia, tutti possono immaginare l’ epilogo della vicenda: «Sono passati anni – racconta lei – e dobbiamo ancora ricevere il rimborso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
giuliano lott
 
 

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