10 Agosto 2015

Rassegna stampa del 10 agosto 2015

Rassegna stampa del 10 agosto 2015

Genova Today, 10/08/2015 17:43
“Morsa dalle cimici sulla linea Milano – Chiavari”, passeggera fa causa a Trenitalia
una pendolare si è rivolta al codacons per ottenere assistenza legale dopo che sul suo corpo sono comparsi segni di punture dovute molto probabilmente ai parassiti, come ha accertato anche il referto del pronto soccorso.
Oltre al caldo, il sovraffollamento e i ritardi, si aggiunge anche lo spauracchio delle cimici per i pendolari liguri : il Codacons ha annunciato di avere in cantiere una causa nei confronti di Trenitalia intentata da una donna che ha denunciato di essere stata morsa proprio da una cimice durante uno dei suoi spostamenti quotidiani. Ad allarmare la donna, che si è rivolta all’ associazione per avere assistenza legale, il fatto che dopo alcuni viaggi fatti di recente sulla linea Milano – Chiavari siano comparse sul suo corpo, in particolare nella zona del tronco e delle gambe, lesioni molto simili a punture di insetto. Preoccupata dal fatto che i segni si moltiplicassero, ha deciso di sottoporsi a una visita dermatologica all’ ospedale Maggiore di Milano, dove i medici, dopo avere escluso che alla base dei segni vi siano eventuali reazioni allergiche di origine alimentare, le hanno diagnosticato una ” dermatite da causa esogena, in prima ipotesi cimicosi “, individuando proprio nei vagoni dei treni il luogo in cui sarebbe avvenuto il contatto con gli insetti.
redazione
 
 
Puglia Live, 10/08/2015 16:30
QUATTRO RAGAZZE IN COMA ETILICO IN PUGLIA, CODACONS: ACCERTARE SE VENDUTO ALCOL A MINORENNI
10/08/2015 TROPPI GLI EPISODI DI ECCESSI: SERVONO CONTROLLI IN BORGHESE DELLE FORZE DELL’ ORDINE Ancora un grave episodio si registra sul fronte dei giovani in Italia, con 4 ragazze finite in coma etilico in Puglia. “Chiediamo di verificare prima di tutto se gli alcolici siano stati venduti direttamente alle ragazze, tutte minorenni e, in tal caso, quale esercizio abbia materialmente eseguito la vendita – afferma il Presidente Carlo Rienzi – L’ incidente dimostra come in Italia ci sia oramai una emergenza abusi da parte di giovani e giovanissimi, che ricorrono all’ alcol e alla droga ai fini del divertimento, rischiando gravemente la vita”. “Il vero problema è che mancano del tutto i controlli – prosegue Rienzi – Oggi i minorenni riescono ad acquistare prodotti alcolici un po’ ovunque e senza problemi, nonostante i divieti di vendita previsti dalla legge. Per tale motivo servirebbero verifiche in borghese da parte delle forze dell’ ordine nei luoghi della movida e in quelli di ritrovo dei giovani, finalizzati ad evitare abusi nel consumo di alcol e la vendita di sostanze stupefacenti, e prevenire cosi il ripetersi di gravi episodi come quelli che stanno caratterizzando l’ estate 2015” – conclude il Presidente Codacons.
 
 
Cronache del Garantista, 10/08/2015 14:00
Muore ragazzo in discoteca Il sindaco: colpa alle famiglie
tweet choc di francesco errico: “se non sai educare, non procreare”. oggi l’ autopsia di lorenzo toma. la famiglia di lucaccioni esprime solidarietà. ma non è solo chiudendo i night club che si risolve il problema.
Un ragazzo è morto dopo aver passato il sabato sera in una discoteca di Santa Cesarea, in provincia di Lecce. Lorenzo Toma Aveva 19 anni. Apparentemente, si ripetete, identica, la tragedia avvenuta a Rimini, al Cocoricò , la discoteca di Riccione chiusa dal prefetto di Rimini dopo la morte – per overdose da ecstasy – di Lamberto Lucaccioni. Ma ci sono dei dettagli che non combaciano. “Doveva essere un sabato come tanti, un tavolo prenotato in uno dei locali più famosi della movida salentina, bottiglie di limonata, acqua, lattine di birra e qualche vodka per festeggiare le vacanze'”, hanno detto i compagni e la fidanzata di Lorenzo. “Poi nel corso della serata Lorenzo si è accasciato sulla pista”. I responsabili della sicurezza hanno soccorso Lorenzo, è arrivata anche un’ ambulanza del 118, ma non sono riusciti a rianimare il ragazzo. Erano le 6.30 del mattino. Il personale medico e sanitario ha tentato inutilmente di rianimare sul posto il ragazzo, che è stato trovato riverso per terra, vicino all’ ingresso della discoteca. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Maglie e i colleghi del Nucleo Investigativo di Lecce, che hanno ascoltato diversi testimoni, a partire dagli amici che avevano passato la serata con Lorenzo. La salma è poi stata trasportata all’ ospedale Fazzi di Lecce, dove oggi stesso sarà effettuata l’ autopsia disposta dal magistrato di turno, Stefania Mininni. Solo a questo punto sarà possibile verificare se il ragazzo avesse assunto droghe o alcol, e se si fosse sentito male per questa alterazione condizioni fisiche oppure se le droghe e l’ alcol non c’ entrano niente con la sua morte. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, neanche quella di un problema di salute. Tra le ipotesi anche quella di un malore provocato da una bibita ghiacciata che possa avergli provocato una congestione fatale. Ma dalla testimonianza dei compagni è emersa la possibilità che Lorenzo abbia avuto un malore perché redarguito dagli addetti alla security. “Sarà l’ autopsia a stabilire le cause della morte, aspettiamo che sia fatta luce sull’ accaduto. Al mo mento sarebbe azzardato dare un giudizio”. Così Maurizio Pasca, presidente del Silb, l’ Associazione Italiana Locali da Ballo. “Dispiace che fatti come questo accadano in un luogo frequentato da giovani e giovanissimi. Evidentemente le campagne di sensibilizzazione atte ad arginare il fenomeno rimangono vane. Si continua a morire in un luogo dove si va per divertirsi: questa commistione tra vita e morte non è più sopportabile. Sarebbe sbagliato però – sottolinea Pasca – puntare il dito contro le discoteche. Come al solito da oggi si scatenerà una nuova campagna diffamatoria nei confronti delle discoteche e lo ritengo fuori luogo. Si tratta di un settore rappresentato da tremila aziende, che vanno dalla balera al night club”. Non sono state ancora accertate le cause del decesso e infuriano già le polemiche. “Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare”. Lo ha scritto sul suo profilo Twitter Francesco Errico, sindaco di Gallipoli, uno dei centri della movida salentina. Benché sulla tragica vicenda ci sia ancora assoluto riservo, il sindaco di Gallipoli dimostra di non avere dubbi. Non basta il dolore di un padre e di una madre. Ci vuole anche la condanna per come avrebbero “educato” il loro figlio. Come se permettere a un ragazzo maggiorenne di andare a ballare in discoteca il sabato sera assieme ai suoi compagni e alla sua fidanzata fosse sinonimo di lassismo e di abiezione morale. Anche il Codacons, che non si è mai distinto per spirito umanitario, chiede un giro di vite sui locali “Un’ altra morte in discoteca che mette ancora più in risalto, dopo il caso del Cocoricò di Riccione, la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida”. In attesa che siano chiarite le cause del decesso, è indispensabile incrementare i controlli nelle discoteche punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza e adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’ interno dei locali afferma il Presidente Carlo Rienzi – È intollerabile che ragazzi giovanissimi muoiano per una serata in discoteca, e se saranno accertate responsabilità del locale teatro della disgrazia, chiederemo come per il Cocoricò la chiusura immediata della struttura”. Oggi, alle 13, Claudio Palomba, prefetto di Lecce, ha convocato una riunione del comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica (solo la scorsa settimana, in una riunione del comitato, si era discusso delle iniziative di prevenzione per prevenire le tragedie del sabato notte, tra le quali eventuali sanzioni commisurate al curriculum pregresso dei locali.) Intanto, sul sito del “Guendalina”, campeggia ancora l’ annuncio di una serata dedicata al Co coricò prevista per il 12 agosto, “Cocoricò night”, a sostegno della discoteca chiusa per 4 mesi dopo il mortale incidente. C’ è da augurarsi che non si pensi di risolvere il problema chiudendo anche il Guendalina. La famiglia Lucaccioni ha dichiarato di unirsi al dolore della famiglia del ragazzo morto in Puglia: “Il coraggioso consapevole e determinato provvedimento assunto dal questore di Rimini Maurizio Improta che ha chiuso il Co coricò non può di certo da solo risolvere in venti giorni il problema dei decessi di giovani in Italia per droga”. “Ma di certo tale provvedimento ritenuto pienamente legittimo dal Tar dell’ Emilia Romagna può costituire un ottimo precedente per dare impulso ai questori di tutta Italia ad emettere altrettanti provvedimenti in casi analoghi fino a giungere, perché no, ad un intervento legislativo da parte del Parlamento per stringere le maglie del traffico di stupefacenti e – ha concluso la famiglia Lucaccioni aumentare i controlli nelle discoteche ritenute più a rischio come.
 
 
Msn, 10/08/2015 12:17
Morto in discoteca, il sindaco: Se non sapete educare, non procreate
Prima è morto Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello (Perugia) ucciso il 19 luglio scorso da un overdose di ecstasy al Cocoricò di Riccione. Poi, dopo settimane di polemiche e la chiusura del locale, ha perso stanotte la vita Lorenzo Toma , 18enne salentino che ieri ha passato la serata alla discoteca Guendalina a Santa Cesarea Terme (Lecce).Entrambi sono morti dopo una serata in cui volevano solo divertirsi. Sono morti durante le vacanze, dopo aver ballato, riso e scherzato con gli amici. Da giorni ci si interroga sulla decisione del prefetto di chiudere il Cocoricò: servirà davvero a evitare casi simili? Non è meglio ripensare il modo in cui si fa prevenzione, con campagne serie a scuola e nei luoghi di aggregazione giovanile? A dire la sua oggi è il sindaco di Gallipoli che su Twitter lancia una provocazione che sta già facendo discutere: “Se le famiglie esercitassero un pò più di controllo sui figli non morirebbe un 18enne la settimana in disco” dice. S”e non sai educare non procreare.”A chiedere un ulteriore giro di vite è anche il Codacons: In attesa che siano chiarite le cause del decesso, è indispensabile incrementare i controlli nelle discoteche punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza e adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’interno dei locali, dice il presidente, Carlo Rienzi, È intollerabile che ragazzi giovanissimi muoiano per una serata in discoteca, e se saranno accertate responsabilità del locale teatro della disgrazia, chiederemo come per il Cocoricò la chiusura immediata della struttura. Chiede invece maggiore prevenzione il Silp, il sindacato della polizia della Cgil, secondo cui è necessario implementare gli sforzi tesi a prevenire e reprimere qualsiasi condizione potenzialmente pericolosa per i soggetti che frequentano le discoteche. Si tratta di un argomento non nuovo che ravvisa aspetti di crescente drammaticità che travalicano i singoli interessi commerciali tali da impegnare ogni soggetto preposto nella lotta tesa a scongiurare ogni condizione ritenuta pericolosa per la sicurezza delle persone dentro o fuori dagli esercizi pubblici, dice il segretario Daniele Tissone, Viviamo in una società che non riesce a proteggere i soggetti più deboli e che, solo al verificarsi di situazioni come quelle di questi giorni, pensa di risolvere quanto accaduto attraverso provvedimenti di natura restrittiva capaci, nel breve periodo, di sortire l’effetto sperato. Interventi costanti sul versante preventivo e repressivo costituiscono l’unica alternativa. Ma, per fare questo, serve un investimento di uomini e mezzi sul delicato versante giovanile che consenta la riduzione di fatti-reato che rappresentano, oggi, la punta di un iceberg che si dovrebbe, finalmente, portare alla luce in maniera definitiva. GUARDA ANCHE: VIDEO – Una notte al Cocoricò
 
 
quotidianodipuglia.it, 10/08/2015 09:53
Muore in discoteca a 18 anni: un malore poi la corsa del 118. Gli amici: «Ha bevuto qualcosa poi si è accasciato»
SANTA CESAREA TERME – E’ finita in tragedia una notte in discoteca in compagnia della fidanzata e di altri due amici. Lorenzo Toma, 19 anni non ancora compiuti, un diploma all’ Istituto tecnico commerciale Costa di Lecce, è morto ieri mattina dopo dopo l’ alba nel piazzale antistante il “Guendalina” di Santa Cesarea Terme, il tempio della techno-house. Lì era stato portato dopo che si era sentito male in pista. Gli operatori del 118 hanno cercato con ogni mezzo di rianimarlo, ma alla fine hanno dovuto arrendersi. Lorenzo è morto stroncato da un arresto cardiaco. Una morta, la sua, fulminea. Gli amici dicono che poco prima di sentirsi male, aveva bevuto da una bottiglia, ma solo l’ autopsia disposta dal pm di turno della Procura di Lecce, Stefania Mininni, potrà spiegare le cause della morte. Questa la ricostruzione dei fatti. Dopo aver trascorso tra le vie del centro storico il sabato sera, alle 24.30 Lorenzo, la fidanzata e due amici decidono di andare a ballare al Guendalina. Qui è in corso la serata “Techno Experience”. Alle 6,20 il 18enne beve un drink e alle 6.30 accusa un malore. “Ho caldo” avrebbe detto prima di accasciarsi sulla pista. Lo riferiscono gli stessi amici ai carabinieri che, nel frattempo, portano Lorenzo nel piazzale all’ estermo del locale. La comitiva alle 6.40 chiama i soccorsi, che sono tempestivi. Alle 6.55 arriva una prima ambulanza del 118: i sanitari cominciano a praticare il massaggio cardiaco al 18enne. Pochi istanti dopo ne arriva un’ altra, con medico a bordo. Viene usato un defibrillatore, ma inutilmente. Lorenzo presenta tracce ematiche sul volto. Per questo motivo il medico chiama il Centro Antiveleni di Pavia. Dopo un’ ora di tentativi per rianimarlo, Lorenzo Toma – che dopo il diploma sognava un futuro da ingegnere – viene dichiarato morto alle 8 del matino. La salma trasferita nella camera mortuaria del Vito Fazzi di Lecce. I carabinieri del Nucloeo investigativo di Lecce e della Compagnia di Maglie hanno ascoltato gli amici della vittima per ora, intenzionati a capire se il ragazzo abbia preso alcol o droghe. Il prefetto di Lecce Claudio Palomba ha convocato per oggi alle 13 una riunione del Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica. Il Codacons chiede un “giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida”, mentre il manager del Guendalina, Vincenzo De Robertis accusa “ritardi nei soccorsi, l’ ambulanza è arrivata dopo 40 aminuti”. Sulla vicenda, che arriva a venti giorni dalla drammatica morte per overdose di ecstasy del 16enne di Città di Castello Lamberto Lucaccioni al Cocoricò di Riccione (chiuso per 4 mesi dal prefetto di Rimini Franco Improta), è intervenuto subito il presidente nazionale del Silb, Maurizio Pasca . “In un luogo dove dovrebbe esserci divertimento e socializzazione – scrive – un’ altra giovane vita invece ha trovato la morte. Sono profondamente sconvolto, le parole in questi momenti sono inutili, alla famiglia le mie più profonde condoglianze. Certo non si può più mischiare vita e morte”. “Lorenzo non aveva nemmeno 19 anni. E’ l’ età dei sogni e dei desideri. L’ età in cui il mondo sembra appartenerci sospinti da un entusiasmo contagioso e da una grande voglia di vivere. Per questo la sua tragica fine ci riempie di rabbia e di paure”. Così il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che aggiunge: “Non sta a noi stabilire le responsabilità.. La tragedia di ieri mi preoccupa molto non solo come sindaco ma anche come padre”. Il sindaco ricorda che il Salento “è una terra che vive di turismo e quindi anche di divertimento. Tuttavia, dobbiamo fare in modo che la gente possa divertirsi in maniera sana e positiva. Mai come in questo momento, pertanto, è necessario che si apra una seria e concreta collaborazione tra le istituzioni, le forze dell’ ordine e gli operatori del settore, a partire dal Comitato per l’ ordine la sicurezza pubblica. Un grande abbraccio ai familiari e agli amici di Lorenzo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Ansa, 10/08/2015 09:53
FOCUS/ Movida salentina,folle di giovani e tante polemiche
(di Paolo Melchiorre) (ANSA) – BARI, 9 AGO – Il commento più duro è arrivato dal sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, che guida una delle capitali della ‘movida’ salentina. “Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli – ha scritto su Twitter – non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare”. In molti puntano il dito sul disagio sociale in cui vivono i giovani, e c’ è chi chiede un giro di vite sino a prospettare l’ utilizzo di cani antidroga agli ingressi delle discoteche. La morte di Lorenzo Toma dinanzi al locale Guendalina di Santa Cesarea Terme trascina rabbia, rimpianti e polemiche sul significato della ‘movida’ salentina. Era accaduto anche pochi giorni fa per la morte di un ragazzo sedicenne al Cocoricò di Riccione. La replica al sindaco non si è fatta attendere. “La dichiarazione è di una tale mediocrità e volgarità oltre che lesiva del dolore di coloro che piangono i loro figli da non meritare alcuna risposta” ha detto l’ avvocato Roberto Bianchi, legale della famiglia di Lamberto Lucaccioni, il ragazzo morto dopo una serata a Cocoricò. “E’ stato un fulmine a ciel sereno – ha commentato Maurizio Pasca, salentino e presidente nazionale del Silb (Sindacato locali da ballo) – ho incontrato il ministro dell’ Interno Angelino Alfano martedì scorso per discutere di questi problemi che non sono riconducibili alle discoteche. C’ è un disagio sociale diffuso e i primi a pagarne conseguenze sono i contenitori come le discoteche, che dovrebbero essere gioia di vita”. Domani riunione straordinaria a Bologna della giunta nazionale del Silb. Sulla stessa linea il vice presidente nazionale e presidente della Federbalneari del Salento, Mauro Della Valle, per il quale questa tragedia “è anche un termometro della situazione sociale che i ragazzi vivono quotidianamente, non riguarda solo i locali da ballo” e richiama alla “educazione famigliare che viene impartita ai ragazzi”. C’ è chi invece chiede un cambiamento nell’ approccio alla prevenzione delle tragedie o il pugno di ferro nei confronti dei gestori dei locali. E’ necessario “implementare gli sforzi tesi a prevenire e reprimere qualsiasi condizione potenzialmente pericolosa per i soggetti che frequentano le discoteche” sostiene il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone. “Un’ altra morte in discoteca che mette ancora più in risalto, dopo il caso del Cocoricò di Riccione, la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida” è l’ opinione del Codacons. Scende in campo anche la politica. Il deputato pugliese Nuccio Altieri (Conservatori e Riformisti) chiede che il ministero dell’ Interno “attivi immediatamente una importante operazione di controllo in tutta Italia con cani antidroga all’ ingresso delle discoteche”. Resta il problema di come controllare decine di migliaia di giovani che nelle sere d’ estate si riversano in locali e stabilimenti balneari del Salento ed evitare che la tragedia diventi quasi un ‘prezzo’ da pagare alla voglia di divertimento. (ANSA).
 
 
Il Giorno (ed. Milano), 10/08/2015 09:24
Il Codacons: «Milanese punta da cimici in treno Pronti a fare causa per avere il risarcimento»
SARÀ ASSISTITA dai legali del Codacons – come annuncia un comunicato dell’ associazione dei consumatori – la viaggiatrice milanese che ha denunciato di essere stata punta da cimici su un treno che copre la tratta Milano-Chiavari. Sul corpo le sono comparsi strani segni, simili a punture di insetti. Un dermatologo dell’ ospedale Maggiore – informa il Codacons – l’ ha visitata e ha scritto nel referto: “Dermatite da causa esogena, in prima ipotesi cimicosi. Comparsa di lesioni eritemato-papulari centrate, come da puntura di insetto (cimicosi) con numerose lesioni sparse e cosce e tronco prevalentemente”. Poiché la signora non usa altri mezzi pubblici e viene esclusa l’ origine alimentare del problema «gli stessi medici ipotizzano che le punture siano avvenute a bordo dei treni spesso utilizzati dalla donna nell’ ultimo periodo». «Sarà intentata una nuova causa risarcitoria contro Trenitalia», annuncia il Codacons.
 
 
Affari Italiani, 10/08/2015 08:47
Trenitalia: cimici sulla Milano-Chiavari: passeggera fa causa
trenitalia, una passeggera denuncia: “lesioni da puntura da insetto” dopo aver viaggiato sulla milano-chiavari. codacons assiste la donna nella causa risarcitoria.
Il Codacons ha deciso di assistere legalmente una passeggera Trenitalia residente a Milano, che denuncia di essere stata morsa da cimici a bordo di un treno lungo la tratta Milano-Chiavari. In base alla segnalazione giunta dalla donna – che si è rivolta al Codacons per ottenere assistenza legale – a seguito di alcuni spostamenti effettuati in treno negli ultimi giorni e sempre sulla linea Milano Centrale-Chiavari, sono comparse sul corpo delle lesioni simili a punture di insetto. Preoccupata da tale fenomeno e dal moltiplicarsi dei segni sul corpo, la passeggera esegue una visita dermatologica presso l’ Ospedale Maggiore di Milano, il quale rilascia un referto che non lascia spazio ai dubbi: “Dermatite da causa esogena, in prima ipotesi cimicosi. Comparsa di lesioni eritemato-papulari centrate, come da puntura di insetto (cimicosi) con numerose lesioni sparse e cosce e tronco prevalentemente”. Non utilizzando altri mezzi pubblici ed escludendo in modo netto l’ origine alimentare delle lesioni, gli stessi medici ipotizzano che le punture siano avvenute a bordo dei treni spesso utilizzati dalla donna nell’ ultimo periodo. Il Codacons – che già segue legalmente alcuni passeggeri vittime di cimici sui treni – ha deciso di intentare una nuova causa risarcitoria contro Trenitalia, volta a far ottenere alla donna il giusto risarcimento per i danni subiti in termini di lesioni fisiche, stress e paura.
 
 
Quotidiano di Puglia, 10/08/2015 07:09
«Monitoraggi più severi e subito la verità»
• «Un’ altra morte in discoteca che mette ancora più in risalto, dopo il caso del Cocoricò di Riccione, la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida». Lo afferma il presidente del Codacons, intervenendo sul grave episodio del 19enne leccese deceduto lunedì mattina dopo una serata in un locale di Santa Cesarea Terme. Una tragedia che arriva a solo pochi giorni di distanza dalla morte di un minore in Romagna. «In attesa che siano chiarite le cause del decesso, è indispensabile incrementare i controlli nelle discoteche punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza ed adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’ interno dei locali – afferma il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi – È intollerabile che ragazzi giovanissimi muoiano per una serata in discoteca, e se saranno accertate responsabilità del locale teatro della disgrazia, chiederemo come per il Cocoricò la chiusura immediata della struttura».
 
 
Il Cittadino, 10/08/2015 06:02
la reazione pugno duro dell’ associazione dei consumatori.
Il Codacons: «Stop ai locali»
n Un’ altra morte in discoteca che mette ancora più in risalto, dopo il caso del Cocoricò di Riccione, la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida. Lo afferma il Codacons, intervenendo sul grave episodio del 19enne deceduto dopo una serata in un locale di Santa Cesarea Terme. «In attesa che siano chiarite le cause del decesso, è indispensabile incrementare i controlli nelle discoteche punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza ed adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’ interno dei locali – afferma il presidente Carlo Rienzi – È intollerabile che ragazzi giovanissimi muoiano per una serata in discoteca, e se saranno accertate responsabilità del locale teatro della disgrazia, chiederemo come per il Cocoricò la chiusura immediata della struttura». Infatti il Codacons si era detto soddisfatto per la decisione di chiudere il Cocoricò per quattro mesi, giudicando addirittura troppo blanda la pena. «Il questore ha accolto in pieno la nostra richiesta – aveva spiegato Rienzi -. La chiusura per un periodo di 4 mesi appare tuttavia una sanzione leggera, soprattutto se rapportata alla gravità del tragico episodio. Almeno fino alla camera di consiglio fissata per il 10 settembre, il Cocoricò resterà chiuso e finalmente ci sarà un effetto deterrente nei confronti di tutte le discoteche d’ Italia, affinché si attivino attraverso controlli veri e non di facciata. La sanzione inflitta al Cocoricò certamente non serve a bloccare il traffico di droga nelle discoteche, ma è importantissima perché spinge i gestori dei locali alla massima vigilanza».
 
 
Il Gazzettino, 10/08/2015 05:32
francesca filippi.
Aveva trascorso la serata, fino alla mezzanotte, nel centro storico della sua città, Lecce, con …
Aveva trascorso la serata, fino alla mezzanotte, nel centro storico della sua città, Lecce, con la fidanzata e due amici. Poi Lorenzo Toma, 19 anni non ancora compiuti, un diploma all’ Istituto tecnico commerciale Costa, decide con gli amici di andare a ballare al “Guendalina” di Santa Cesarea Terme, il tempio della techno-house, uno dei locali più famosi della costa adriatica del Salento. Un sabato sera come tanti altri. Poi Lorenzo alle 6.20 stava ballando, «ha bevuto qualcosa e subito dopo si è sentito male. Lo abbiamo portato fuori, per fargli prendere un po’ d’ aria», ha raccontato la fidanzata ai carabinieri. Sono le 6.40 quando il ragazzo si accascia nel parcheggio della discoteca, privo di conoscenza. Gli amici chiamano subito i soccorsi. Questi i fatti, quasi una telecronaca: alle 6.55 arriva una prima ambulanza del 118. A Lorenzo viene praticato il massaggio cardiaco. Dopo le 7 ne arriva una seconda. I medici notano tracce ematiche sul volto del ragazzo e chiamano il Centro antiveleni di Pavia. Poi la corsa all’ ospedale. Ma il giovane è morto quando arriva al “Vito Fazzi” di Lecce. Alle 8 ne viene constato il decesso. La tragedia si è consumata all’ uscita della stessa discoteca che per il 12 agosto ha organizzato una “Cocoricò night”, serata a sostegno del locale emiliano che, dopo la morte – appena venti giorni fa – per overdose di ecstasy del 16enne di Città di Castello Lamberto Lucaccioni, è stato chiuso per quattro mesi dal prefetto di Rimini. Il magistrato di turno della Procura di Lecce, Stefania Mininni, ha disposto l’ autopsia ed è probabile che saranno eseguiti esami tossicologici. I carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e della Compagnia di Maglie hanno ascoltato gli amici della vittima per ore, intenzionati a capire se il ragazzo abbia preso alcol o droghe. Tra le ipotesi anche quella di un malore per congestione, magari provocato da una bibita ghiacciata. Sotto interrogatorio anche i titolari del locale e gli addetti alla sicurezza, che potrebbero aver notato qualcosa. I carabinieri sono tornati all’ interno del Guendalina, cercando la bottiglia dalla quale il giovane avrebbe bevuto, per poi sentirsi male pochi istanti dopo. Il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha convocato per oggi alle 13 una riunione del comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica. Proprio la scorsa settimana, in una riunione del comitato, si era discusso delle iniziative di prevenzione per evitare tragedie nelle discoteche. Il Codacons chiede «un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida» e il manager del Guendalina, Vincenzo De Robertis accusa «ritardi nei soccorsi, l’ ambulanza è arrivata dopo 40 minuti». E ieri, durante i controlli antispaccio, i carabinieri della Compagnie di Maglie hanno arrestato a Santa Cesarea Terme due pusher. I due arresti però non sembrano essere collegati con la morte di Lorenzo Toma. © Riproduzione riservata.
 
 
Il Messaggero, 10/08/2015 05:31
Salento, a 19 anni si accascia e muore Un’ altra tragedia in discoteca
il ragazzo era andato con gli amici al guendalina sul litorale leccese. restano ancora sconosciute le cause del decesso.
IL DRAMMA LECCE Aveva trascorso la serata, fino alla mezzanotte, nel centro storico della sua città, Lecce, con la fidanzata e due amici. Poi Lorenzo Toma, 19 anni non ancora compiuti, un diploma all’ Istituto tecnico commerciale Costa, decide con gli amici di andare a ballare al “Guendalina” di Santa Cesarea Terme, il tempio della tecno-house, uno dei locali più famosi della costa adriatica del Salento. Un sabato sera come tanti altri. Poi Lorenzo alle 6.20 stava ballando, «ha bevuto qualcosa e subito dopo si è sentito male. Lo abbiamo portato fuori, per fargli prendere un po’ d’ aria», ha raccontato la fidanzata ai carabinieri. Sono le 6.40 quando il ragazzo si accascia nel parcheggio della discoteca, privo di conoscenza. Gli amici chiamano subito i soccorsi. Questi i fatti, quasi una telecronaca: alle 6.55 arriva una prima ambulanza del 118. A Lorenzo viene praticato il massaggio cardiaco. Dopo le 7 ne arriva una seconda. I medici notano tracce ematiche sul volto del ragazzo e chiamano il Centro antiveleni di Pavia. Poi la corsa all’ ospedale. Ma il giovane è morto quando arriva al “Vito Fazzi” di Lecce. Alle 8 ne viene constato il decesso. La madre, sotto choc e in preda alla disperazione, nella camera mortuaria non smette di piangere ed urlare: «Ditemi cosa gli hanno dato in quella discoteca. Chi è stato ad uccidere il mio angelo. Voglio la verità». VENTI GIORNI DOPO La tragedia si è consumata all’ uscita della stessa discoteca che per il 12 agosto ha organizzato una “Cocoricò night”, serata a sostegno del locale emiliano che, dopo la morte – appena venti giorni fa – per overdose di ecstasy del 16enne di Città di Castello Lamberto Lucaccioni, è stato chiuso per quattro mesi dal prefetto di Rimini. E proprio la famiglia Lucaccioni si è unita al “grande dolore” dei Toma, evidenziando che «il coraggioso provvedimento assunto dal questore di Rimini Maurizio Improta non può da solo risolvere in venti giorni il problema dei decessi di giovani in Italia per droga». Il magistrato di turno della Procura di Lecce, Stefania Mininni, ha disposto l’ autopsia ed è probabile che saranno eseguiti esami tossicologici per chiarire le cause del decesso. I carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e della Compagnia di Maglie hanno ascoltato gli amici della vittima per ore, intenzionati a capire se il ragazzo abbia preso alcol o droghe. Tra le ipotesi anche quella di un malore per congestione, magari provocato da una bibita ghiacciata. Sotto interrogatorio anche i titolari del locale e gli addetti alla sicurezza, che potrebbero aver notato qualcosa. I carabinieri nel pomeriggio sono tornati all’ interno del Guendalina, cercando la bottiglia dalla quale il giovane avrebbe bevuto, per poi sentirsi male pochi istanti dopo. Un compito arduo, visto che all’ ingresso della discoteca c’ è ogni sera un tappeto di bottigliette d’ acqua. E al momento non è ancora possibile stabilire che cosa realmente abbia bevuto Lorenzo e se all’ interno della bevanda fosse stato sciolta o meno qualche sostanza stupefacente. VERTICE IN PREFETTURA Il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha convocato per oggi alle 13 una riunione del comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica. Proprio la scorsa settimana, in una riunione del comitato, si era discusso delle iniziative di prevenzione per evitare tragedie nelle discoteche. Il Codacons chiede «un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida» e il manager del Guendalina, Vincenzo De Robertis accusa «ritardi nei soccorsi, l’ ambulanza è arrivata dopo 40 minuti». E ieri, durante i controlli antispaccio, i carabinieri della Compagnie di Maglie hanno arrestato a Santa Cesarea Terme due pusher. Uno di loro, un 21enne di Bari noto alle forze dell’ ordine, in flagranza di reato all’ interno del Guendalina. I due arresti però non sembrano essere collegati con la morte di Lorenzo Toma. Francesca Filippi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
francesca filippi
 
 
La Sicilia (ed. Ragusa), 10/08/2015 05:01
Consi gli d’ estate
caldo, cibo e mal di pancia.
Coliche addominali, diarree improvvise, nausee, vomito. Non sempre la colpa è da addebitare al nostro organismo, ma a cibi avariati, scaduti, inquinati dal caldo, mal conservati dagli esercenti commerciali. Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons suona il campanello d’ allarme nel momento giusto, perché “in estate triplicano i casi di disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi, le cosiddette infezioni, o da sostanze tossiche prodotte dagli stessi microrganismi (intossicazioni) “. Tana si chiede alla forze dell’ ordine di effettuare controlli. “Se nella preparazione o conservazione degli alimenti – dice il rappresentante del Codacons – si trascurano le norme igieniche e le corrette procedure per il mantenimento della catena del freddo, l’ aumento della temperatura esterna favorisce la moltiplicazione di batteri. Se poi si utilizzano fin dall’ inizio prodotti scaduti ecco che il rischio di intossicazioni aumenta in modo esponenziale”. Il Condacons ricorda che chi mette in vendita cibi contaminati commette reato ai sensi dell’ art. 444 del codice penale: “Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’ alimentazione pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a 3 anni. Fatta la premessa, Tanasi sottolinea il decalogo da rispettare per evitare intossicazioni alimentari. Occhio ai cibi freddi esposti alle alte temperature, ai surgelati, alle scadenze, all’ acqua e alle bibite che non siano esposte al sole, ai frutti di mare che non siano conservati per oltre 4 giorni, ai congelatori perché non siano troppo pieni. E attenti all’ igiene. Se il negoziante con una mano intasca soldi e con l’ altra serve alimenti, chiamate subito i vigili urbani. Sta commettendo un reato nocivo alla nostra salute. G. L. L.
 
 
L’Unione Sarda, 10/08/2015 04:57
Lecce, nuova tragedia dopo il caso Cocoricò Diciottenne beve un drink in discoteca, poi si accascia di colpo sulla pista e muore
Un’ altra morte in discoteca, un’ altra giovane vita spezzata sulla pista. Tre settimane fa Lamberto Lucaccioni, 16 anni, al Cocoricò di Riccione. Ieri mattina all’ alba la stessa sorte è toccata a Lorenzo Mario Toma, 18 anni, quasi 19, di Lecce, mentre ballava al Guendalina di Santa Cesarea Terme, frequentatissimo locale del Salento. Era con la sua ragazza e alcuni amici, che hanno raccontato tra le lacrime di averlo visto bere da una bottiglietta e subito dopo accasciarsi. Erano le 6.30 del mattino, è scoppiato il panico durante la “Techno experience” con il dj e produttore statunitense Jeff Mills. «Abbiamo provato a soccorrerlo, a fargli il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca. Le autoambulanze non arrivavano. Sono arrivate dopo 40 minuti e il ragazzo è morto», ha spiegato il manager Vincenzo De Robertis. Per ora restano in piedi tutte le ipotesi, potrebbe essere stato un mix micidiale di alcol e droga, ma anche una congestione causata da una bibita ghiacciata. «Le ambulanze sono state chiamate alle 7.40, sono arrivate alle 7.55. Considerando la posizione del locale sono stati tempestivi», dicono i carabinieri. Il Guendalina, arroccato su un promontorio, un paio di chilometri dal centro abitato, non è facile da raggiungere in ambulanza. Sabato scorso, era strapieno. L’ arena, la pista principale, può contenere 2500 persone, ma c’ è un’ altra pista superiore, il bar, una piscina, altri spazi aperti in cui i ragazzi aspettano l’ alba e vanno avanti fino a mattina inoltrata. Nelle serate in cui il Guendalina registra il tutto esaurito, transitano tra le 4mila e le 6mila persone. Per il 12 agosto ha organizzato una “Cocoricò night”, serata a sostegno del locale emiliano chiuso per quattro mesi dal prefetto di Rimini. Per il club salentino per il momento non è stato adottato nessun provvedimento. I carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e della Compagnia di Maglie hanno sentito per ore gli amici del ragazzo, oggi proseguiranno gli interrogatori, il corpo di Lorenzo si trova nell’ obitorio dell’ ospedale Vito Fazzi di Lecce, in attesa dell’ esame autoptico. Intanto, il prefetto di Lecce Claudio Palomba ha convocato per oggi alle 13 una riunione del Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza per discutere della vicenda. Durissimo e criticatissimo il sindaco di Gallipoli Francesco Errico, che in un tweet scrive: «Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli non morirebbe un diciottenne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare». Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, chiede di «incrementare i controlli nelle discoteche, punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza e adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’ interno dei locali. È intollerabile che ragazzi giovanissimi muoiano per una serata in discoteca, e se saranno accertate responsabilità del locale teatro della disgrazia, chiederemo come per il Cocoricò la chiusura immediata».
 
 
La Repubblica, 10/08/2015 04:16
Salento, muore in discoteca “È crollato dopo un drink” Lite sui soccorsi in ritardo
malore all’ alba,vittima un 19enne appena diplomato il titolare del “guendalina”:l’ ambulanza solo dopo 40 minuti.
CHIARA SPAGNOLO SANTA CESAREA TERME. Lorenzo Toma si è sentito male mentre ballava, alle sei del mattino in una delle discoteche più famose del Salento. Aveva 19 anni e in mano una bottiglia che qualcuno, nella calca del Guendalina di Santa Cesarea Terme, gli aveva passato. Ha bevuto ed è stato colto da un malore. La chiamata al 118 è partita alle 6,40: le versioni sull’ orario di arrivo dell’ ambulanza sono discordanti (chi dice che ci sono voluti 10 minuti, chi 40). Di sicuro le manovre per rianimare Lorenzo sono durate a lungo. Tutto inutile: il ragazzo è morto alle 8 per arresto cardiaco, davanti agli amici e alla fidanzata, poi ascoltati dai carabinieri per capire se lo studente avesse assunto alcol o droghe. Oggi sarà effettuata l’ autopsia, che dirà se la vittima soffrisse di qualche patologia e se nel suo corpo c’ è traccia di sostanze proibite. I ragazzi, che in mattinata affollavano la camera mortuaria dell’ ospedale Fazzi di Lecce, lo hanno escluso: «Non fumava neppure le canne – racconta un’ amica che lo frequentava da tre anni – non credo che abbia preso pasticche, voglio sapere chi gli ha dato quella bottiglia». La domanda corre da una bocca all’ altra e passa anche da quelle dei genitori, che come premio per la maturità scientifica conseguita gli avevano regalato un viaggio in Spagna con il padre. Il mistero della bottiglia e del suo contenuto sarà il primo da chiarire nelle indagini del pm Stefania Mininni, che dovranno anche fare luce sulle versioni contrastanti fornite dagli amici di Lorenzo e dei titolari della discoteca. I primi davanti all’ ospedale continuavano a ripetere: «Quando si è sentito male lo hanno buttato fuori», mentre il manager del Guendalina Vincenzo De Robertis ha dato un’ altra fersione: «Un ragazzo che stava ballando si è sentito male, è caduto a terra, abbiamo provato a soccorrerlo, a fare il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca, abbiamo chiamato l’ ambulanza che è arrivata dopo 40 minuti e il ragazzo è morto». Nel locale – che per il 12 agosto aveva previsto una serata di sostegno al Cocoricò – nella stessa notte sono stati arrestati due pusher di Bari e Brindisi mentre cedevano ecstasy e cocaina ad alcuni avventori. L’ episodio non ha nulla a che vedere con la morte di Toma ma finisce nel fascicolo sulla discoteca che oggi sarà esaminato dal Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica, al quale spetta la valutazione di un eventuale provvedimento di chiusura, sulla scia del Cocoricò di Riccione, chiuso per quattro mesi su disposizione del prefetto di Rimini in seguito alla morte del sedicenne Lamberto Lucaccioni avvenuta il 19 luglio per un’ overdose di ecstasy. Proprio la famiglia Lucaccioni ha auspicato «un intervento legislativo da parte del Parlamento per stringere le maglie del traffico di stupefacenti e aumentare i controlli nelle discoteche ritenute più a rischio». Il Codacons, dal canto suo, ritiene che sia indispensabile «incrementare i controlli nelle discoteche punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza e adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’ interno dei locali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA LA VITTIMA Sopra, Lorenzo Toma, 19 anni, la vittima. A destra, la discoteca “Guendalina” di Santa Cesarea Terme.
chiara spagnolo
 
 
La Repubblica (ed. Genova), 10/08/2015 04:16
la denuncia.
Cimice punge passeggera sul treno diretto a Chiavari
IL CODACONS ha deciso di assistere legalmente una passeggera Trenitalia residente a Milano, che denuncia di essere stata punta da cimici a bordo di un treno lungo la tratta Milano-Chiavari. In base alla segnalazione della donna dopo alcuni viaggi sulla linea Milano Centrale-Chiavari, sono comparse sul corpo delle lesioni simili a punture di insetto. Preoccupata, ha fatto una visita dermatologica presso l’ Ospedale Maggiore di Milano, e il referto è chiaro: «Dermatite da causa esogena, in prima ipotesi cimicosi.» IN TRENO Passeggeri in un’ immagine d’ archivio.
 
 
Giornale di Sicilia, 10/08/2015 04:02
le reazioni. scendono in campo politici nazionali, amministratori locali, gestori delle sale ed associazioni.
Genitori permissivi o disagio sociale? E attorno al dolore divampa la polemica
Il commento più duro è arrivato dal sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, che guida una delle capitali della «movida» salentina. «Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli- ha scritto su Twitter – non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare». In molti puntano il dito sul disagio sociale in cui vivono i giovani, e c’ è chi chiede un giro di vite sino a prospettare l’ utilizzo di cani antidroga agli ingressi delle discoteche. La morte di Lorenzo Toma dinanzi al locale «Guendalina» di Santa Cesarea Terme trascina rabbia, rimpianti e polemiche sul significato della «movida» salentina. Era accaduto anche pochi giorni fa per la morte di un ragazzo sedicenne al Cocoricò di Riccione. La replica al sindaco non si è fatta attendere. «La dichiarazione è di una tale mediocrità e volgarità oltre che lesiva del dolore di coloro che piangono i loro figli da non meritare alcuna risposta» ha detto l’ avvocato Roberto Bianchi, legale della famiglia di Lamberto Lucaccioni, il ragazzo morto dopo una serata a Co coricò. «È stato un fulmine a ciel sereno ha commentato Maurizio Pasca, salentino e presidente nazionale del Silb (Sindacato locali da ballo) – ho incontrato il ministro dell’ Interno Angelino Alfano martedì scorso per discutere di questi problemi che non sono riconducibili alle discoteche. C’ è un disagio sociale diffuso e i primi a pagarne conseguenze sono i contenitori come le discoteche, che dovrebbero essere gioia di vita». Domani riunione straordinaria a Bologna della giunta nazionale del Silb. Sulla stessa linea il vice presidente nazionale e presidente della Federbalneari del Salento, Mauro Della Valle, per il quale questa tragedia «è anche un termometro della situazione sociale che i ragazzi vivono quotidianamente, non riguarda solo i locali da ballo» e richiama alla «educazione famigliare che viene impartita ai ragazzi». C’ è chi invece chiede un cambiamento nell’ approccio alla prevenzione delle tragedie o il pugno di ferro nei confronti dei gestori dei locali. È necessario «implementare gli sforzi tesi a prevenire e reprimere qualsiasi condizione potenzialmente pericolosa per i soggetti che frequentano le discoteche», sostiene il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone. «Un’ altra morte in discoteca che mette ancora più in risalto, dopo il caso del Cocoricò di Riccione, la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della “movida”» è l’ opinione del Codacons. Scende in campo anche la politica. Il deputato pugliese Nuccio Altieri (Conservatori e Riformisti) chiede che il ministero dell’ Interno «attivi immediatamente una importante operazione di controllo in tutta Italia con cani antidroga all’ ingresso delle discoteche». Resta il problema di come controllare decine di migliaia di giovani che nelle sere d’ estate si riversano in locali e stabilimenti balneari del Salento ed evitare che la tragedia diventi quasi un «prezzo» da pagare alla voglia di divertimento.
 
 
La Gazzetta dello Sport, 10/08/2015 04:01
Salento: va in discoteca, si sente male e muore Altra notte di tragedia
dopo il minorenne al cocoricò di riccione, un nuovo caso: la vittima aveva 19 anni. un’ amica: «aveva bevuto qualcosa»
FILIPPO CONTICELLO @filippocont Dal programma del Guendalina : mercoledì «Cocoricò night». Sarebbe una seratona salentina a sostegno dei colleghi di Riccione e della disco chiusa per 4 mesi dopo che un ragazzo è morto di ecstasy. Difficilmente ci si divertirà perché anche il locale di Santa Cesarea nel Leccese, tra i più amati dal popolo della notte italiana, ha vissuto la sua tragedia: all’ alba di domenica, dopo una serata ancora tutta da ricostruire, un 19enne si è accasciato a terra. Si chiama Lorenzo Toma, di Lecce, e in tanti hanno subito ripensato al decesso per overdose del 16enne Lamberto Lucaccioni davanti al Cocoricò . Ora, però, si approfondisce la movida del Salento e ci si concentra sul nuovo caso: il ragazzo si sarebbe sentito male appena fuori dal locale e sarebbe stato subito soccorso dal 118. Tutto inutile: morte fulminea sotto agli occhi lucidi degli amici, subito interrogati dai carabinieri per capire se Lorenzo abbia ecceduto con l’ alcol o abbia preso droghe. polemiche Una bottiglia: i militari la stanno cercando perché da lì avrebbe bevuto il 19enne, neodiplomato, prima di sentirsi male mentre ballava vicino alla consolle. Sarebbe stata un’ amica a riferire del nesso tra il liquido e il malore. In ogni caso, il magistrato di turno ha già disposto l’ autopsia e con gli esami tossicologici si andrà a fondo sulle cause della morte. Alla stessa maniera, sono stati interrogati anche i titolari del Guendalina , che per il momento non ha ricevuto alcun provvedimento, e gli addetti alla security. Potrebbero aver notato Lorenzo e compagnia e, stando a certe indiscrezioni, potrebbero avrebberlo rimproverato poco prima che si sentisse male. Oggi alle 13, in Prefettura a Lecce, il Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica farà il punto: pare una beffa, ma già una settimana fa aveva discusso di prevenzioni e sanzioni ai locali. Di certo, dalla costa adriatica a quella salentina, le tragedie si saldano assieme alle polemiche: «Serve un intervento legislativo per stringere le maglie del traffico di stupefacenti e aumentare i controlli nelle discoteche ritenute più a rischio», è il messaggio spedito dalla famiglia Lucaccioni, quella del morto al Cocoricò , unita nel dolore ai Toma. Ma, mentre il Codacons chiede di chiudere i locali e le associazioni degli operatori del settore invitano alla cautela, c’ è pure chi esce del tutto fuori strada: «Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare», ha scritto ieri su Twitter Francesco Errico, sindaco di Gallipoli, riempito di insulti dalla Rete.
filippo conticello
 
 
La Provincia di Varese, 10/08/2015 03:31
Codacons col pugno duro «Bisogna chiudere i locali»
Un’ altra morte in discoteca che mette ancora più in risalto, dopo il caso del Cocoricò di Riccione, la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida. Lo afferma il Codacons, intervenendo sul grave episodio del 19enne deceduto dopo una serata in un locale di Santa Cesarea Terme. «In attesa che siano chiarite le cause del decesso, è indispensabile incrementare i controlli nelle discoteche punendo severamente le violazioni delle norme di sicurezza ed adottando provvedimenti severi in caso di spaccio di droghe all’ interno dei locali – afferma il presidente Carlo Rienzi -. È intollerabile che ragazzi giovanissimi muoiano per una serata in discoteca, e se saranno accertate responsabilità del locale teatro della disgrazia, chiederemo come per il Cocoricò la chiusura immediata della struttura». Infatti il Codacons si era detto soddisfatto per la decisione di chiudere il Cocoricò per quattro mesi, giudicando addirittura troppo blanda la pena. «Il Questore ha accolto in pieno la nostra richiesta – ha spiegato il Codacons in quell’ occasione -. La chiusura per un periodo di 4 mesi appare tuttavia una sanzione leggera, soprattutto se rapportata alla gravità del tragico episodio avvenuto lo scorso 19 luglio». •
 
 
La Gazzetta del Mezzogiorno, 10/08/2015 03:30
la disperazione in uno dei templi del divertimento.
«Era in un privé e s’ è sentito male Il 118 è arrivato molto in ritardo»
i testimoni: personale del guendalina l’ ha portato fuori dal locale.
caso del Cocoricò di Riccione, la necessità impellente di un giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida» è l’ opinione del Codacons. Scende in campo anche la politica. Il deputato pugliese Nuccio Altieri (Conservatori e Riformisti) chiede che il ministero dell’ Inter no «attivi immediatamente una impor tante operazione di controllo in tutta Italia con cani antidroga all’ in gresso delle discoteche». «Lorenzo non aveva nemmeno 19 anni. È l’ età dei sogni e dei desideri. L’ età in cui il mondo sembra appartenerci sospinti da un entusiasmo contagioso e da una grande voglia di vivere. Per questo la sua tragica fine ci riempie di rabbia e di paure», dice il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. Il sindaco ricorda che il Salento «è una terra che vive di turismo e quindi anche di divertimento. Tuttavia, dobbiamo fare in modo che la gente possa divertirsi in maniera sana e positiva. Mai come in questo momento, pertanto, è necessario che si apra una seria e concreta collaborazione tra le istituzioni, le forze dell’ ordine e gli operatori del settore, a partire dal Comitato per l’ ordine la sicurezza pubblica». Resta il problema di come controllare decine di migliaia di giovani che nelle sere d’ estate si riversano in locali e stabilimenti balneari del Salento ed evitare che la tragedia diventi quasi un «prezzo» da pagare alla voglia di divertimento. • SANTA CESAREA TERME (LECCE). «Abbiamo visto ragazzi che si disperavano. È stata una scena terribile». La tragedia raccontata dai giovani che, all’ alba di ieri, stavano per lasciare il Guendalina dopo la notte trascorsa a ballare e hanno assistito ai primi soccorsi al 18enne Lorenzo Toma. «Nel privé vicino al nostro – racconta Chiara (nome di fantasia) un ragazzo si è sentito male poco dopo le 6. I suoi amici hanno chiamato il personale della discoteca, che lo ha allontanato dalla folla». Lorenzo aveva preso un privé insieme alla sua fidanzata e ad alcuni amici. C’ è chi racconta che l’ ambulanza è arrivata me zz’ ora dopo che era stato portato fuori. «C’ erano ragazzi che piangevano, in preda alla disperazione» racconta chi ha assistito alla scena. «Circolava la voce che un ragazzo era morto – afferma Chiara – e quando siamo usciti nel parcheggio abbiamo visto l’ ambulanza arrivare». Saranno le indagini della Procura di Lecce, ora, a ricostruire con esattezza gli ultimi minuti di vita del 18enne e ad accertare le cause della morte. Intanto arrivano le dichiarazioni del gestore della discoteca. «Gli avrebbero passato una bottiglia di Lemon soda – afferma Carlo Spagnolo, uno dei soci del Guendalina, ai microfoni di Sky – e dopo dieci minuti ha iniziato ad avvertire una sensazione di calore. Quando sono stato chiamato – continua l’ impren ditore – sono uscito fuori e il ragazzo era già nei parcheggi, a terra. Mi sono subito reso conto della gravità della situazione. Il nostro servizio interno, che è abilitato a al primo soccorso, ha effettuato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. Pare che si sia sentito male all’ in terno e poi si sia accasciato fuori dicendo all’ amica che aveva caldo e di volersi togliere la maglietta».
pierangelo tempesta
 
 
Il Giornale, 10/08/2015 03:00
codacons.
Punta da cimici a bordo del treno Ora farà causa
Per una volta Trenitalia non finisce nel mirino dei pendolari per i ritardi ma per la sporcizia. E la protesta è altrettanto accesa, anzi. Una viaggiatrice milanese ha denunciato di essere stata punta da cimici su un treno che copre la tratta Milano-Chiavari. A riferire il caso è il Codacons che la assisterà nei prossimi passi legali. Sul corpo della donna, che viaggiava sulla tratta Milan-Chiavari, sono comparsi strani segni, simili a punture di insetti. Un dermatologo dell’ ospedale Maggiore, fa sapere l’ associazione che difende i consumatori, l’ ha visitata e ha scritto nel referto: «Dermatite da causa esogena, in prima ipotesi cimicosi. Comparsa di lesioni eritemato-papulari centrate, come da puntura di insetto (cimicosi) con numerose lesioni sparse e cosce e tronco prevalentemente». Poiché la signora non usa altri mezzi pubblici e viene esclusa l’ origine alimentare del problema, riferisce ancora il Codacons, «gli stessi medici ipotizzano che le punture siano avvenute a bordo dei treni spesso utilizzati dalla donna nell’ ultimo periodo». L’ associazione promette battaglia. «Sarà intentata una nuova causa risarcitoria contro Trenitalia – annuncia – per far ottenere alla passeggera il giusto risarcimento per i danni subiti in termini di lesioni fisiche e stress».
 
 
La Stampa, 10/08/2015 00:30
le polemiche.
Il titolare: soccorsi arrivati in ritardo Ma nel locale non c’ era il defibrillatore
Nel cortile della camera mortuaria che custodisce i resti di Lorenzo Toma, un sole impietoso si accanisce sulla disperazione di familiari e amici. Suona quasi come un insulto. La mamma, Carla, è una maschera di dolore che non ammette parole. Il padre, Vincenzo, si lascia scappare il desiderio che sia solo un brutto sogno: «Ditemi che non è lui. Ditemi che è un sosia. Io e Lorenzo dobbiamo partire insieme per la Spagna». E invece non ci sarà quel viaggio premio per la maturità. Non ci saranno più partenze. E mentre si cerca di far luce sul giallo della morte di questo ragazzo che avrebbe compiuto 19 anni il 16 novembre prossimo (l’ unica certezza è che si è trattato di un arresto cardiaco) divampano polemiche di ogni genere. Come il presunto ritardo di 40 minuti dell’ ambulanza sostenuto dal manager della discoteca Vincenzo De Robertis – «Non arrivava mai, nel frattempo gli abbiamo fatto un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a a bocca» – nonostante gli amici parlino di 20 minuti di attesa. O come la mancanza di un mezzo sanitario o quanto meno di un defibrillatore al Guendalina, dove in passato diversi ragazzi avevano accusati malori. Il commento più duro, decisamente sopra le righe, arriva però dal sindaco di Gallipoli, Francesco Errico. «Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli – scrive su Twitter – non morirebbe un diciottenne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare». Parole che lasciano di sasso e che non possono passare inosservate, anche se in serata il sindaco si è scusato. «La dichiarazione è di una tale mediocrità e volgarità, oltre che lesiva del dolore di coloro che piangono i loro figli, da non meritare alcuna risposta» stigmatizza l’ avvocato Roberto Bianchi, legale della famiglia di Lamberto Lucaccioni, il sedicenne stroncato dalla droga dopo una serata a Cocoricò di Riccione. Maurizio Pasca, salentino e presidente nazionale del Silb (Sindacato locali da ballo) chiosa: «E’ stato un fulmine a ciel sereno, martedì scorso ho incontrato il ministro dell’ Interno Angelino Alfano per discutere di questi problemi che non sono riconducibili alle discoteche. C’ è un disagio sociale diffuso e i primi a pagarne conseguenze sono i contenitori come le discoteche, che dovrebbero essere gioia di vita». Per il vice presidente della Federbalneari del Salento, Mauro Della Valle, la scomparsa di Lorenzo «è anche un termometro della situazione sociale che i ragazzi vivono quotidianamente, non riguarda solo i locali da ballo e richiama all’ educazione famigliare che viene impartita ai ragazzi». Il Codacons è categorico: «Occorre un impellente giro di vite nelle discoteche italiane e nei locali della movida». [gra.lon.]
 
 

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