7 Agosto 2015

Writer travolto da un treno di notte, e lo chiamano “vandalo”

Writer travolto da un treno di notte, e lo chiamano “vandalo”

Aveva vent’ anni ed è morto mentre dipingeva un vagone fermo alla stazione. Erano le 4 del mattino. Non ha visto in tempo il treno merci che stava arrivando dall’ altra parte ed è stato travolto. E’ successo ad Arona, in provincia di Novara. Edoardo Baccin viveva a Somma Lombardo, 18.000 anime, suo padre Marco aveva fatto il ciclista. Se fosse vivo Fabrizio De Andrè, ci avrebbe scritto una ballata sulla morte di Edoardo, ma questi sono tempi tristi e nessuno scrive più ballate per chi osa lanciare il cuore oltre l’ ostacolo. Ed ecco che all’ indomani della tragedia si levano le voci impietose che danno la colpa al “vandalo” mentre dopo poche ore si dà la notizia che il traffico ferroviario è ripreso tranquillamente. Come se nulla fosse accaduto. Tanto a chi interessa la vita di un writer che va imbrattando i vagoni di un treno di notte? Il Codacons, che ha tanto a cuore i consumatori, fa la seguente dichiarazione: “E’ una morte annunciata. C’ è un’ invasione in Italia di graffiti e altri disegni realizzati dai writer he appaiono in qualsiasi punto della città”. Suggerisce quindi, il Codacons, di “trovare appositi luoghi della città” dove confinarli perché non facciano danni a se stessi e agli altri. Per fortuna che ci sono gli amici, i coetanei che hanno dato la notizia della scomparsa del ragazzo e cercano ora di spiegarci chi era Edoardo: “Non chiamatelo vandalo, era un bravissimo ragazzo, solo che il disegno era la sua vita”. Chissà cosa avrà visto negli ultimi momenti della sua vita, Eduardo, cosa avrà pensato. Forse andava a disegnare la notte i suoi vagoni proprio perché questo mondo sordo e violento non gli somigliava. (K.I.)

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