4 Agosto 2015

Ma i sindacati minacciano cause e ricorsi

Ma i sindacati minacciano cause e ricorsi

«Per adesso prendiamo il parziale rimborso del mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita che il Governo ha deciso di dare», commenta Rita Turati, segretaria dello Spi-Cgil Veneto, «ma i nodi da sciogliere sono ancora molti, per questo restiamo in attesa di sederci ai due tavoli aperti dal ministro Giuliano Poletti per capire come dare certezza e stabilità al sistema previdenziale e al valore economico delle pensioni». La federazione dei pensionati (Fnp) della Cisl, dal canto suo, sta studiando l’ istruzione di “cause pilota” contro il decreto legge 65 e la relativa legge di conversione che «di fatto», sostiene la Cisl, «ridimensionano la restituzione degli arretrati per la mancata indicizzazione delle pensioni nel biennio 2012-2013, contravvenendo così ad una decisione della Corte Costituzionale». «Il parziale rimborso liquidato dall’ Inps su decisione del Governo», ha dichiarato a sua volta la Uil Pensionati, «è una grandissima ingiustizia contro la quale ci siamo battuti e continueremo a battersi su tutti i fronti». Il sindacato dei pensionati dell’ Ugl si è mobilitato in tutta Italia «per fornire assistenza gratuita a chi vorrà avviare un ricorso alla magistratura dopo che il Governo, con prepotenza inaudita, ha aggirato e in larga parte cancellato la sentenza della Corte Costituzionale». Anche alcune associazioni dei consumatori e altre sigle sindacali ( Codacons Anief-Confedir-Cisal) hanno annunciato ricorsi alla Corte dei Conti e al Tar per ottenere l’ intero rimborso. La Spi-Cgil ha, invece, «escluso una class action che sarebbe inefficace, come pure ricorsi individuali» consigliando ai pensionati di non affidarsi ad «avventurieri dei ricorsi e consultare, invece, il proprio patronato sindacale».
 

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