Il Questore: «Lamberto assunse la droga per predisporsi a quello spazio emotivo»
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fonte:
- Giornale di Brescia
RICCIONE. Lamberto, la droga che l’ ha ucciso a 16 anni, se l’ era procurata giorni prima, «per consumarla – scrive il questore di Rimini Improta – in uno spazio emotivo ben definito perché il Cocoricò rappresentava il luogo perfetto dove assumerla». Il provvedimento Improta. «L’ ha assunta per predisporsi psicofisicamente a trascorrere in maniera per lui appropriata l’ agognata serata». È questo il senso, «umano» prima ancora che legale, del provvedimento che stabilisce uno stop di 120 giorni, quattro mesi da oggi, per il Cocoricò. Ieri sera sarebbe rimasto comunque chiuso per calendario. Il provvedimento Improta, adottato in base al Tulps dopo la morte, il 19 luglio, di Lamberto Lucaccioni di Città di Castello, è stato notificato all’ alba, mentre il locale si svuotava, all’ amministratore della «Mani Avanti srl», società che gestisce il «Cocco» dal 2015. Partendo dall’ ultimo grave episodio, si ripercorrono tutti gli interventi delle forze dell’ ordine e del 118 non solo negli ultimi 2 anni. La lunga lista di malori. È una lunga lista di malori, di ricoveri, di morti e di quelle evitate per un soffio. Nell’ agosto 2012 un 20enne fu ricoverato e si salvò per miracolo. Lo stesso mese una coppia, lei di 20 lui 29 anni, finì in coma per Mdma. Il 20 luglio 2013 una ragazza entrò già in stato comatoso nel locale ele indagini rivelarono che a vendere la droga fu un pierre del Cocoricò. Il 2 gennaio 2014 un napoletano di 32 anni fu trovato morto in hotel e le indagini appurarono che fu ucciso da droga e alcol: la sera prima era stato al Cocoricò. Il 19 luglio Lamberto, ucciso a 16 anni da ecstasy liquida. E poi gli interventi dei carabinieri, dagli arresti per spaccio ai furti, alle lesioni personali, alle rapine, spendita di banconote false e violenza sessuale su minore. Nel documento si fa riferimento anche alla collaborazione con le gestioni «via via scemata» e non sufficiente a fermare lo spaccio, tanto da far percepire la discoteca «come un simbolo degli eccessi». «Il provvedimento è stato esemplare», dice il sindaco di Riccione, Tosi. «Pena troppo blanda» per il Codacons, che chiede «ora controlli in tutte le discoteche».
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