3 Agosto 2015

Sedicenne morto per ecstasy, chiuso il Cocoricò

Sedicenne morto per ecstasy, chiuso il Cocoricò

RICCIONE. Chiusura per 4 mesi del locale Cocoricò di Riccio ne. Questo il provvedimento del questore di Rimini, dopo la morte del 16enne Lamberto Lucaccioni ucciso da un’ overdose di ecstasy. Il Codacons rileva che «il questore ha accolto in pieno la nostra richiesta: all’ indomani della tragica morte, infatti, avevamo chiesto la chiusura immediata della discoteca e la verifica di eventuali responsabilità del locale in merito alla diffusione di droga all interno della struttura e ai mancati controlli». La chiusura disposta dal questore per un periodo di 4 mesi, secondo l’ associazione di consumatori, 8 però «una sanzione leggera, soprattutto se rapportata alla gravità del tragico episodio avvenuto lo scorso 19 luglio: ora chiediamo alle forze dell’ ordine – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi controlli a tappeto nelle principali discoteche dell’ Emilia Ro magna e del paese, volti a verificare la diffusione di sostanze stupefacenti all’ interno di tali locali e a punire con la chiusura le strutture che non riusciranno a prevenire ed evitare lo spaccio di droghe». LA NOTIFICA DEL PROVVEDIMENTO. Gli uomini della divisione Polizia amministrativa e sociale della Questura di Rimini hanno notificato al Co coricò il provvedimento ieri mattina. La misura si inserisce nel quadro delle attività messe in campo dalla Questura, già all’ indomani della morte del 16enne, residente a Città di Castello: sono stati raccolti elementi e materiale utile a predisporre il provvedimento che impone la chiusura temporanea dell’ attivitài per 120 giorni. Il lavoro degli uomini della Divisione Polizia amministrativa e sociale della Questura di Rimini ha consentito, grazie anche alla relazione del 24 luglio del Comando provinciale dei Carabinieri di Rimini, di recuperare e ricostruire gli ultimi due anni di sequestri, arresti e interventi del 118 effettuati presso lo stesso locale. – «Ciò che 8 accaduto al Cocoricò, con la morte di un giovanissimo, 8 qualcosa che non si deve ripetere», dice il prefetto di Rimini, Giuseppa Strano. «In generale va aperta una riflessione a cui sono chiamati tutti, le famiglie, le istituzioni, gli educatori, le confessioni religiose perché si è passato il segno. Tutti siamo stati giovani e forse siamo stati tentati dalla trasgressione, ma ora si è passato il segno. È un problema principalmente di valori». LA REAZIONE DEI LEGALI DEL LOCALE. Per la gestione del Cocoricò, la chiusura del lo cale per 4 mesi decisa dal Questore di Rimini è una «sanzione enorme. Ferma restando confermata la stima, mia personale e dei miei assistiti, verso le istituzioni tutte e, in particolare, in questo caso, verso il Signor Questore di Rimini» si legge in una nota dell’ avvocato Alessandro Catrani, legale del Gruppo Cocoricò. LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA. Non manca la reazione dei familiari della vittima, affidata al legale Roberto Bianchi. «Nessuno potrà restituire ciò che è stato tolto – ha detto all’ Ansa l’ avvocato – ma anche questa è una risposta alla sete di giustizia che cominciano a reclamare. Il papà di Lamberto, farmacista, e la mamma, dipendente di un’ azienda di camiceria, entrambi molto conosciuti a Città di Castello, sono distrutti», ha riferito il legale. «Hanno tanta rabbia dentro – ha proseguito – che rivolgono quasi più verso il locale che nei confronti dello spacciatore. La decisione di chiudere il Cocoricò li rende quindi, per quanto possibile, un po’ più sereni, o, almeno, contribuisce alla lenta riconquista della serenità».
 

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