3 Agosto 2015

Tosi: ora “rieduchiamo” i giovani

Tosi: ora “rieduchiamo” i giovani
pini (lega) e codacons plaudono al questore. per pizzolante (ncd) «si poteva evitare»

RICCIONE. «La chiusura del Cocoricò è solo il primo atto di una azione di sensibilizzazione ed educazione che la mia giunta intraprenderà a partire da questo autunno», parola di Renata Tosi, sindaco di Riccione. Che rimarca: «Per me non c’ erano dubbi su cosa dovesse essere fatto dopo la morte di Lamberto Lucaccioni». Parla di reset, «segnale importante» per avviare un nuovo cammino «che coinvolgerà tutte le istituzioni, scuola in primis». Una situazione « da affrontare con pragmatismo» con la cittadinanza e con forze politiche e anche con i gestori «per capire come si è arrivati a questo punto». Con un obiettivo su tutti, rieducare i giovani al «rispetto della legge ma soprattutto del loro corpo perché non hanno la percezione di quanto sia pericoloso drogarsi». Un percorso che muoverà i primi passi il prossimo 12 agosto sul palco di piazzale Ceccarini «dove parleremo del problema droga con Il questore di Rimini Maurizio Improta medici, forze dell’ ordine, operatori sociali. È giusto affrontare il tema nella settimana clou dell’ estate? Io dico di sì. Lo so che è un cammino lungo, difficile, ma io non mi tiro indietro e lo faremo». Il prefetto Giuseppina Strano che premette di non voler entrare nel me rito del provvedimento «che entro 30 giorni può essere impugnato davanti a me», nel rimarcare che l’ ultimo dramma consumatosi al Cocoricò con la morte di Lamberto «è qualcosa che non si deve ripetere mai più» è in perfetta sintonia col sindaco Tosi. «In generale sottolinea – va aperta una riflessione a cui sono chiamati tutti, le famiglie, le istituzioni, gli educatori, le confessioni religiose perchè si è passato il segno. Tutti siamo stati giovani e forse siamo stati tentati dalla trasgressione, ma ora si è passato il segno. È un problema principalmente di valori». Plauso incondizionato al questore Improta arriva dal Codacons e dall’ onorevole della Lega nord Gianluca Pini: «La decisione di chiudere il Co coricò è una scelta di coraggio, a tutela dei giovani. Ci saremmo aspettati un immediato provvedimento di sospensione da parte del prefetto, ma il provvedimento, dalla prefettura, non è arrivato». Diametralmente opposta la posizione dell’ onorevole Sergio Pizzolante, vice presidente del gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) alla Camera. «Pur rispettando la decisione del Questore Improta, che ha dovuto decidere in un contesto molto difficile, non posso condividere una decisione che ritengo sbagliata. Non è solo inutile rispetto al contrasto alla droga e allo sballo, è anche diseducativa per quanti a vendo responsabilità, lo Stato, le famiglie, i media, oggi si sono salvati la coscienza. Abbiamo fermato il mostro, ci sentiamo più sollevati». L’ esponente della maggioranza di governo evidenzia quindi come «un’ azienda fra le più importanti in Europa nel settore rischia di chiudere i battenti e non poter più riaprire, circa 200 persone a casa. Una parte importante dell’ offerta turistica riccionese e della riviera in frantumi». E conclude: «Si poteva evitare? Sì, secondo me sì. Il Cocoricò è una delle strutture con più controlli autonomamente gestiti in Italia, collabora con le forze dell’ ordine, ha avviato una collaborazione con San Patrignano. Si poteva evitare una punizione drastica, che il sindaco di Riccione ha definito “esemplare” e che a me appare invece ingiusta». e.ch.
 

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