Ucciso dall’ ecstasy a 16 anni, chiude per 4 mesi la discoteca Cocoricò
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
DAI SITI WEB DELLE TESTATE
RIMINI. Il Cocoricò di Riccione, la discoteca dove un 16enne ha iniziato a sentirsi male ed è morto per una overdose di ecstasy, dovrà chiudere per 4 mesi. Questo il provvedimento del questore di Rimini. Un dossier sugli ultimi due anni. La polizia ha notificato alla discoteca il provvedimento all’ alba, quando ancora gli ultimi ragazzi uscivano dal locale. Una decisione presa dopo la morte del 16enne, originario di Città di Castello, ma appoggiata anche da una corposa relazione presentata dai carabinieri il 24 luglio con i dettagli degli ultimi due anni con tutti i sequestri, arresti e interventi del 118 effettuati al Cocoricò. La vittoria del Codacons. “Il questore ha accolto in pieno la nostra richiesta – spiega il Codacons – all’ indomani della tragica morte, infatti, avevamo chiesto la chiusura immediata della discoteca e la verifica di eventuali responsabilità del locale in merito alla diffusione di droga all’ interno della struttura e ai mancati controlli”. La chiusura disposta dal questore per un periodo di 4 mesi, secondo l’ associazione di consumatori, è però “una sanzione leggera, soprattutto se rapportata alla gravità del tragico episodio avvenuto lo scorso 19 luglio: ora chiediamo alle forze dell’ ordine – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – controlli a tappeto nelle principali discoteche dell’ Emilia Romagna e del paese, volti a verificare la diffusione di sostanze stupefacenti all’ interno di tali locali e a punire con la chiusura le strutture che non riusciranno a prevenire ed evitare lo spaccio di droghe”. Il prefetto: ciò che è successo non deve ripetersi. “Ciò che è accaduto al Cocoricò, con la morte di un giovanissimo, è qualcosa che non si deve ripetere”, le parole del prefetto di Rimini, Giuseppa Strano . “In generale va aperta una riflessione a cui sono chiamati tutti, le famiglie, le istituzioni, gli educatori, le confessioni religiose – ha detto – perché‚ si è passato il segno. Tutti siamo stati giovani e forse siamo stati tentati dalla trasgressione, ma ora si è passato il segno. E’ un problema principalmente di valori”. Il prefetto non entra nel merito del provvedimento, che può essere impugnato entro 30 giorni davanti al prefetto ed entro 60 davanti al Tribunale amministrativo regionale, ma ribadisce: “Ciò che è accaduto non deve più succedere”. L’ avvocato del Cocoricò: sanzione enorme. Per la gestione del Cocoriò, la chiusura del locale per 4 mesi decisa dal Questore di Rimini è una “sanzione enorme”. “Ferma restando confermata la stima, mia personale e dei miei assistiti, verso le istituzioni tutte e, in particolare, in questo caso, verso il signor questore di Rimini – si legge in una nota dell’ avvocato Alessandro Catrani , legale del Gruppo Cocoricò – siamo sinceramente sorpresi per l’ entità enorme della sanzione adottata, giunta fra l’ altro al termine di un lungo linciaggio mediatico senza precedenti, e stiamo leggendo attentamente le motivazioni del provvedimento, appena notificatoci, per poi predisporre ogni più utile attività defensionale da esercitare nelle opportune sedi”.
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