25 Luglio 2015

App da 220mila euro e la usano in 12

App da 220mila euro e la usano in 12

Sarà moderno, utile e bello, ma il progetto di assistenza on line per i turisti stranieri è un buco nell’ acqua. Nonostante la cifra a cinque zeri stanziata da Comune e Regione. Il sito internet e l’ applicazione per smartphone sono passati inosservati. «La piattaforma internet We4you è costata fino ad oggi 80-90mila euro e a novembre l’ esborso dovrebbe arrivare a 220mila euro – spiega sconsolato Gianmario Mocera, presidente di Federcosumatori Lombardia intervenuto alla presentazione della Carta dei diritti del cittadino con il notaio – ma per adesso l’ hanno usata solo dodici persone anche se mi segnalano che è in crescita». Quindi per ora sono 7mila euro a testa. Un costo che pare eccessivo, anche perché l’ unica persona ad averne approfondito le potenzialità è una signora australiana diventata l’ incubo (li ha chiamati quattro volte) degli assistenti del servizio. In totale, calcolando proprio tutti i servizi disponibili, il progetto coinvolge una trentina di persone che lavorano per varie realtà associative. Ma né il sito né l’ app sembrano interessare, nonostante l’ attenzione per una grafica al passo con quella dell’ ultimo Windows. Eppure proprio poco tempo fa Franco D’ Alfonso, assessore comunale al Commercio, esultava per questa iniziativa: «Grazie alla collaborazione tra il Comune e le più rappresentative associazioni dei consumatori della Lombardia, saremo in grado di mettere a disposizione dei visitatori e dei turisti presenti a Expo un servizio di primo orientamento, assistenza e intervento a tutela dei consumatori. Consumatori che potranno trovare le risposte a eventuali criticità di servizi e prestazioni interagendo direttamente con un pool di esperti grazie ad una semplice App». Ma l’ entusiasmo dell’ assessore si è infranto contro l’ indifferenza degli utenti. Un progetto su cui forse la stessa società Expo non aveva un grande interesse: «Il nostro materiale non è all’ interno del sito espositivo» spiega Mocera. E questa assenza non ha aiutato il decollo di un progetto pensato proprio per i turisti Expo. Quindi per adesso la piattaforma on line è stata ignorata dai turisti, così come dalla stessa spa di Rho. Il Comune e Regione Lombardia però avevano finanziato, il grosso dei 220mila euro arriva dalle casse pubbliche il resto da enti privati secondo quanto riporta Mocera, l’ iniziativa che dovrebbe concludersi a fine novembre e che ha coinvolto 15 associazioni dei consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino – Lombardia, Unione Nazionale Consumatori Lombardia. Un gruppo numeroso, ma ancora in attesa che arrivi il suo Godot. E sono già passati tre mesi. Con questo ritmo a fine progetto saranno stati trenta gli utenti e 220mila euro i soldi spesi: con un costo di 8mila euro a testa.
michelangelo bonessa

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