Roma è in ginocchio Marino azzera tutto
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
di Andrea Scutellà wROMA Il sindaco Marino davanti al caos trasporti caccia l’ assessore comunale e i vertici dell’ Atac e cerca privati da immettere nell’ azienda trasporti. Per i romani è un periodo di passione senza fine: tra mezzi pubblici bloccati e strade dissestate, congestionate da lavori infiniti. Il treno dello scandalo che viaggia tra le stazioni di Termini e Castro Pretorio con le porte aperte è percepito quasi come un aneddoto curioso, rispetto al disagio strutturale in cui versano i trasporti romani da più di un mese. Anche ieri, verso le 9, un convoglio si è fermato per circa 30 minuti all’ altezza della stazione di San Paolo: secondo Info Atac per un malore del macchinista, ma i passeggeri raccontano che procedeva con una lentezza provocatoria da un po’ di tempo. Il macchinista è stato travolto dagli insulti, proprio come il suo collega, che l’ altro ieri si è fermato, secondo Atac per un guasto, alla stazione Tiburtina. La ferrovia Roma-Lido, invece, è martoriata giornalmente da ritardi e cancellazioni di treni. Ritardi strutturali. L’ irregolarità del servizio è ormai ordinaria. Stazione termini, ore 16.04. Il tabellone luminoso della linea B s’ illumina: treno per Rebibbia in arrivo tra 12 minuti. Sguardi torvi dei viaggiatori, imprecazioni a bassa voce. Puntuale come un orologio il treno si presenta alle 16.16, ma è vuoto e manca completamente la fermata. Si ricomincia il giro: treno per Rebibbia in arrivo tra 5 minuti. Intanto si forma la calca sulla banchina. Quando il treno si ferma vomita una massa di carne sbuffante e sudata, salvo accoglierne poi il doppio di quella espulsa. Di aria condizionata, a bordo, non se ne parla nemmeno. «Che schifo – commenta una viaggiatrice ma ancora vanno avanti con questo sciopero bianco?». Nel frattempo lo sciopero dichiarato per il 27 luglio, è stato precettato dal prefetto Gabrielli. Atac in vendita. La situazione, insomma, non accenna a migliorare. Di ieri sono le parole del sindaco: «Intendo scusarmi con i cittadini e i turisti per i disagi inaccettabili nel nostro trasporto locale». Ignazio Marino è entrato in polemica con l’ Assessore dimissionario ai trasporti Improta, invitandolo ad abbandonare la nave come promesso. Oltre alle polemiche, però, il sindaco ha annunciato una rivoluzione nella gestione del trasporto locale. «Ho deciso di cambiare il Cda -ha dichiarato- dando mandato al dg Francesco Micheli di rinnovare profondamente il management aziendale allontanando tutti i dirigenti responsabili delle inefficienze». Insomma, un azzeramento in piena regola. D’ altronde ammette il sindaco «Abbiamo trovato una situazione che non si può che definire di bancarotta e di un indebitamento insostenibile». Così l’ urgenza adesso è quella di trovare un partner privato, che s’ impegni nel servizio pubblico.«Abbiamo dato mandato all’ azienda di scrivere un piano industriale vero e forte per indire la gara -spiega- in questo modo anticipiamo l’ avvio di un processo nazionale che impone di non gestire più il servizio in house a partire dal 2019. L’ unica alternativa -prosegue Marino- era chiudere Atac, portare i libri in tribunale e mettere a rischio lavoratori e servizio». La truffa del bitume. I manti stradali dissestati e i lavori infiniti, comunque, impediscono ai cittadini di muoversi anche su mezzi privati. Le insolite code sulla via Tiburtina al 24 di luglio ne sono una testimonianza fedele. I cittadini della zona si sono visti privare, da 2 anni a questa parte, della due corsie centrali dell’ importante strada consolare, ufficialmente per la pulizia delle fognature. Un tratto è stato ristretto di un’ altra corsia da più di una settimana, imponendo la circolazione a passo d’ uomo per tutto il giorno. Nel frattempo la procura ha disposto accertamenti tecnici sull’ asfalto utilizzato in fase di ricostruzione del manto stradale. La denuncia viene dal Codacons, che eseguendo prelievi aveva individuato una percentuale di bitume del 3,97% nella miscela, mentre i limiti imposti vanno dal 4,5% al 6,1%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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