22 Luglio 2015

Roma, stop al bus abusivo: da Termini a Castel Romano per 15 euro

Roma, stop al bus abusivo: da Termini a Castel Romano per 15 euro

Mentre Roma vive l’ennesima giornata infernale per il funzionamento del trasporto pubblico e in particolare della metropolitana, un autobus con a bordo 30 persone è stato fermato questa mattin dalla Polizia Locale, I Gruppo Trevi, Reparto Termini. Il mezzo svolgeva un vero e proprio servizio di linea non autorizzato da Via Marsala, e quindi dalla stazione Termini, al centro commerciale di Castel Romano.

I responsabili avevano organizzato un vero e proprio business che consisteva nella vendita di biglietti prima dell’accesso a bordo a chiunque volesse raggiungere il centro commerciale per la cifra di 15 euro ciascuno. Oltre al fermo del veicolo è stata sospesa la carta di circolazione da 3 a 8 mesi e comminato un verbale di 422 euro, considerato che veniva utilizzato un servizio di linea di un veicolo per trasporto di persone non destinato a tale uso.

CODACONS – “Proseguono i disagi nel settore del trasporto pubblico della capitale. Il servizio continua ad essere rallentato a causa delle illegittime proteste dei lavoratori, con ripercussioni pesanti per gli utenti sulle linee metropolitane. I disagi maggiori si registrano sulla Roma-Lido dove, oltre ai ritardi dei treni, i passeggeri sono costretti a viaggiare in condizioni ai limiti della tollerabilità e con temperature tropicali all’interno dei convogli”. Lo dichiara in una nota il Codacons.

“La misura è colma e così non si può più andare avanti – afferma il presidente Carlo Rienzi – Atac deve immediatamente disabilitare i tornelli di accesso alle banchine della metro e consentire l’ingresso gratuito dei viaggiatori. Ciò fino a che il servizio non sarà tornato alla piena normalità. L’azienda potrà poi rivalersi dei minori introiti sui lavoratori che con il loro comportamento hanno arrecato un danno alla società e ai cittadini”. “Se Atac non accoglierà la nostra richiesta si potrebbero addirittura configurare veri e propri illeciti di natura patrimoniale, dal momento che a fronte del pagamento di biglietti e abbonamenti da parte degli utenti, a costoro non viene fornito il servizio acquistato cosi come previsto dalle condizioni contrattuali”, conclude Rienzi.

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