21 Luglio 2015

Ecstasy in discoteca, ha confessato il pusher del sedicenne morto

Ecstasy in discoteca, ha confessato il pusher del sedicenne morto

RICCIONE – Ha confessato, scoppiando in lacrime, il giovane spacciatore che ha venduto l’ecstasy a Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello morto dopo essersi sentito male mentre ballava al Cocoricò di Riccione sabato sera. E’ un 19enne compaesano della vittima.  Davanti ai carabinieri ha ammesso di aver ceduto al ragazzo una dose di sostanza stupefacente tipo ecstasy; è stato denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti e per morte come conseguenza di altro delitto.

Il 19enne si è diplomato a giugno nello stesso liceo frequentato da Lamberto Lucaccioni. “E’ prematuro rilasciare qualsiasi dichiarazione – ha detto l’avvocato del giovane – è una tragedia per tutti. Si conoscevano e andavano nella stessa scuola. Ora bisogna capire bene come sono andate le cose”. Un primo chiarimento arriverà domani con l’autopsia.

I militari dell’Arma sono arrivati al ragazzo attraverso le testimonianze degli amici della vittima e all’analisi dei tabulati telefonici del minorenne. Gli amici che erano con Lamberto avevano riferito che la vittima aveva assunto dell’ecstasy sciolta nell’acqua. I carabinieri inoltre hanno sequestrato ed esaminato le immagini delle telecamere interne ed esterne al locale. Lamberto era in vacanza a Pinarella di Cervia (Ravenna) con altri due amici di 17 anni. Alloggiava con i genitori di uno dei due compagni in un appartamento per le ferie.

Sabato sera i tre ragazzi avevano preso il treno per Riccione, per andare a ballare al Cocoricò, una delle discoteche più celebri d’Italia. Era la loro prima esperienza in un locale della Riviera. “Sono rimasto molto scosso da quanto accaduto e mi dispiace soprattutto per la famiglia”, ha dichiarato il proprietario del Cocoricò Fabrizio De Meis. “Siamo lavorando per intensificare i controlli e i deterrenti contro gli spacciatori. Da quando abbiamo installato 33 telecamere nel locale, due anni fa, i fatti criminosi sono nettamente diminuiti”. La discoteca dopo un passato molto burrascoso – in cui a lungo era stata uno dei luoghi-simbolo dello “sballo del sabato sera” – negli ultimi anni ha cercato di cambiare radicalmente immagine.

La polemica dopo la tragedia. L’eco sulla morte del ragazzo di 16 anni al Cocoricò non si ferma. E sfocia nella polemica politica. Così se il Codacons chiede la chiusura del locale, mentre la comunità di San Patrignano critica la legge arrivata in parlamento sulla legalizzazione della marijuana, il deputato ravennate di Sel, Giovanni Paglia, sottolinea che “il proibizionismo non è la soluzione”. Paglia è tra i deputati che hanno contribuito a scrivere la proposta di legge e per
lui “una delle ragioni che ne rende necessaria l’approvazione è proprio la necessità di aiutare i ragazzi a individuare con chiarezza le sostanze potenzialmente letali, fra le quali certamente non troviamo la cannabis”. Certo, argomenta, “la morte di un ragazzo di 16 anni colpisce tutti nel profondo e se è dovuta al consumo di sostanze costringe anche a interrogarsi sul modello di divertimento che offre la nostra società”.

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