20 Luglio 2015

A 16 anni muore di ecstasy in discoteca

A 16 anni muore di ecstasy in discoteca
il giovane era in vacanza con i genitori. il malore intorno alle 4 del mattino mentre ballava.

RICCIONE – Un sedicenne di Città di Castello è morto all’ ospedale di Riccione dopo essersi sentito male mentre ballava nella discoteca Cocoricò. Pare avesse assunto dell’ mdma, ecstasy, come avrebbero riferito ai carabinieri dei ragazzi che erano con lui nel locale. Il malore è avvenuto intorno alla 4 di notte e il ragazzo è stato soccorso immediatamente da un’ ambulanza del 118, ma è morto poco dopo all’ ospedale Ceccarini. Immediate sono partite le indagini dei carabinieri per ricostruire la dinamica dei fatti e per capire chi ha venduto, e dove, la droga al ragazzo. I genitori del ragazzo, che era a Riccione in compagnia di altri amici, sono stati avvertiti mentre si trovavano a casa. La morte ha destato profonda impressione e molte reazioni, dal sindaco di Riccione al Codacons. Il Cocoricò e la sua “piramide”, infatti, è uno dei locali più noti in Italia e nella sua lunga storia – è stato frequentato anche da chi cercava lo ‘sballo’ come forma di trasgressione, ma da alcuni anni ha virato sul divertimento sano, come indica uno slogan davanti al locale e la collaborazione con le forze dell’ ordine. Poco meno di un mese fa, il 26 giugno, la discoteca si era “trasferita” a San Patrignano dove, per i 1.500 ragazzi della comunità, aveva organizzato una grande festa in occasione della giornata mondiale della lotta alla droga. L’ auditorium della comunità si era trasformato in una grande discoteca grazie ai dj del locale, incoronato dal mensile britannico ‘DjMag’ come la più importante discoteca italiana e la sedicesima nel ranking mondiale. «Per anni – commenta ironicamente il disc jockey storico del Cocoricò, Claudio Coccoluto – siamo stati i maggiori fornitori di clienti a San Patrignano: c’ è stato un momento in cui la trasgressione veniva comunicata come un super divertimento. Lo sballo del sabato sera: già che lo chiami così, lo stai incoraggiando e legittimando. Non mi è stato mai bene questo atteggiamento, mi sono battuto per far capire che tutta la droga del mondo non vale un milligrammo di endorfina prodotta dal piacere di stare bene, ascoltare la musica». Una linea di condotta confermata e sottolineata dal patron del locale, Fabrizio De Meis: «Prima di tutto voglio esprimere le mie condoglianze alla famiglia del ragazzo che ha perso la vita in un modo così assurdo – dice – Non sappiamo ancora dove abbia comprato la droga il ragazzo, né dove l’ abbia consumata. Stiamo collaborando con i carabinieri ai quali abbiamo fornito tutte le immagini tratte dalle nostre telecamere, all’ interno e all’ esterno del locale, le autorità prenderanno le loro decisioni».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this