14 Luglio 2015

>>>ANSA/ Prezzi: effetto vacanze, inflazione giugno allo 0,2%

>>>ANSA/ Prezzi: effetto vacanze, inflazione giugno allo 0,2%
Arrivano i rincari, anche per effetto del Qe della Bce

ROMA
(ANSA) – ROMA, 14 LUG – Il ‘caro ombrelloni’ allontana l’Italia dalla minaccia della deflazione. A giugno i prezzi sono in crescita dello 0,2% sia rispetto all’anno precedente che rispetto a maggio, secondo i dati definitivi dell’Istat. L’istituto di statistica ha rivisto al rialzo le stime preliminari e annunciato una ”lieve accelerazione” dell’inflazione che tocca il livello più alto da novembre 2014. A spingere verso l’alto i prezzi è la cura del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi che, per riportare il tasso di inflazione vicino al 2%, continua a immettere liquidità sui mercati al ritmo di 60 miliardi al mese con il quantitative easing (Qe), ma una spinta ai rialzi arriva anche ”l’effetto vacanze”. Con l’arrivo dell’estate, infatti, i pacchetti turistici nazionali sono più cari del 6,8% rispetto a maggio e dell’1,8% rispetto allo scorso anno e costano di più anche i servizi di villaggi vacanze, campeggi e ostelli. In generale, sull’onda della bella stagione, salgono i prezzi i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. Continuano ad aumentare, intanto, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che riempiono il carrello della spesa degli italiani. Anche a giugno, così come a maggio, sono in crescita dello 0,8% rispetto ai 12 mesi precedenti, un tasso molto superiore a quello generale dell’inflazione. A livello territoriale, solo in Nord-Est è ancora in deflazione, con prezzi in calo dello 0,1%. Tra le città, Milano è quella che vede i maggiori incrementi (+0,6%), seguita da Genova e Bolzano. I cali maggiori sono invece a Bologna (-0,7%), Venezia e Catanzaro. Questo andamento dei prezzi segnala un miglioramento dello scenario economico, ma ancora non la fine della recessione, secondo le associazioni dei consumatori. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolinea che nonostante l’uscita dalla deflazione ”i segnali che arrivano dai prezzi al dettaglio sono ancora deboli” e ”non garantiscono di dire definitivamente addio alla crisi”. Sulla stessa linea, i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, vedono nel ritorno dell’inflazione “un segnale senza dubbio positivo, ma ancora insufficiente per poter parlare di ripresa” e chiedono “uno sforzo concreto affinché tale segnale sia accompagnato e supportato da un’adeguata politica di rilancio”.(ANSA).

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