Produzione e occupazione a maggio segnali di ripresa
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fonte:
- La Sicilia
per l’ industria il maggior rialzo dal 2011. soddisfazione nel governo.
ROmA. Forse è presto per dire ‘ripresa’, ma con i dati di maggio su produzione industriale e assunzioni ce n’ è abbastanza per parlare almeno di ‘ripresina’. L’ indice della produzione industriale ha fatto segnare un aumento dello 0,9% sul mese di aprile. In termini tendenziali, l’ indice è salito del 3%, il maggiore rialzo registrato negli ultimi quattro anni, dall’ agosto del 2011 in cui l’ Istat registrò un balzo in avanti del 7,1%. Sostenute dagli sgravi fiscali e favorite dal nuovo contratto a tutele crescenti cominciano ad aumentare anche le assunzioni: sono 185mila i nuovi contratti di lavoro registrati a maggio. E il governo esulta. “Oggi abbiamo un’ ulteriore dimostrazione che facendo le riforme le cose cambiano”, gongola il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “È un giorno significativo per i dati economici italiani: dopo tanti anni torna a crescere la produzione industriale del 3%, un dato positivo ma che non basta – aggiunge il premier al termine dell’ incontro con il presidente del Brasile Dilma Rousseff -. Serve ora un investimento comune con valori e ideali comuni, per combattere l’ ingiustizia sociale come il Brasile ha fatto negli ultimi anni”. Dopo le ripetute docce fredde dei mesi scorsi, anche il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, può finalmente sbandierare dati positivi. “Ancora molta strada da fare ma stiamo andando nella direzione giusta”, twit ta. Poi, ai microfoni dei giornalisti aggiunge: “L’ Italia è a un punto di svolta. Il dato è superiore alle aspettative”. Questa la fotografia dell’ Istat. Nella produzione industriale l’ indice dell’ Istat ha segnato un aumento dello 0,9% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo -maggio 2015 la produ zione è aumentata dell’ 1,0% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, l’ indice è salito in termini tendenziali del 3% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di maggio 2014). L’ indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive in tutti i raggruppamenti; aumentano i beni strumentali (+2,3%), l’ energia (+1,7%), i beni di consumo (+0,7%) e i beni intermedi (+0,6%). Sul fronte dell’ occupazione, a maggio si contano 184.707 contratti di lavoro in più. Il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro in tutti i settori di attività economica è stato pari a 934.258 mentre le cessazioni sono state pari a 749.551. Sono stati trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato 30.325 contratti a tempo determinato, con un aumento del 43,2% annuo (erano 21.184 a maggio 2014). Dei 934.258 contratti attivati, 179.643 (circa il 19%), sono contratti a tempo indeterminato. Contenti, ma prudenti, i consumatori. “Finalmente una buona notizia. Anche se resta da capire se il trend positivo sarà confermato nei prossimi mesi”, commenta Massimiliano Dona, segretario dell’ Unione nazionale consumatori. “Ancora è presto per parlare di una decisa ripresa dell’ economia italiana, ma senza dubbio la crescita della produzione industriale indica che qualcosa finalmente si sta muovendo”, incalza il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Stesso atteggiamento dai sindacati. “Siamo usciti definitivamente dalla fase recessiva”, commenta il segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina, sottolineando che manca ancora ciò che serve a far crescere l’ occupazione, ovvero “la ripresa dei consumi e degli investimenti pubblici e privati”. Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, invece non perde l’ occasione per incalzare il governo con un tweet: “Produzione industriale migliora? Bene, ci sono tutte le condizioni per fare subito i contratti”.
anna rita rapetta
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