8 Luglio 2015

Metro nel caos a Roma, Atac limita l’accesso in stazione a Termini

Metro nel caos a Roma, Atac limita l’accesso in stazione a Termini
Nelle
ore di punta della mattinata di mercoledì contingentati gli accessi in
stazione fra le proteste dei passeggeri costretti ad attendere fuori

Anche la giornata di mercoledì è cominciata nel peggiore dei modi per gli utenti della metro a Roma. Come testimoniato dal sito Internet dell’Atac, l’azienda municipalizzata dell’azienda dei trasporti dedicata al monitoraggio dello stato del servizio in tempo reale, già nelle prime ore del mattino sulla linea A sono segnalati «forti ritardi» e addirittura a Termini è «attivo contingentamento degli accessi in stazione»: è stato quindi introdotto una sorta di numero chiuso per prendere la metro nella stazione più importante della città, fra le proteste dei passeggeri costretti ad attendere all’esterno. «Termini, situazione metro raccapricciante. Non possiamo neanche accedere alle banchine. #atac» ha sintetizzato su Twitter un utente. Solo a metà mattinata la situazione è tornata alla normalità. «Vediamo che succede nel pomeriggio quando la gente esce dagli uffici» dice uno degli addetti della stazione. Ancora, sono segnalati «lievi ritardi» sulla linea B e «forti ritardi» sulla Roma-Lido. E intanto il prefetto Franco Gabrielli chiede «sanzioni durissime».

La protesta dei macchinisti

Dopo le due giornate di passione, dunque, la situazione non migliora. L’Atac e il sindaco Ignazio Marino in sostanza accusano i macchinisti di boicottare il nuovo contratto che prevede per i conducenti l’obbligo di timbrare il cartellino (fino a oggi invece potevano firmare il foglio di servizio anche salendo a bordo delle vetture, mentre il badge va strisciato in una delle sedi di lavoro) e l’aumento delle ore lavorative anche ricorrendo allo straordinario coatto. E dietro il caos di questi giorni ci sarebbe una sorta di sciopero bianco: molti macchinisti rifiutano lo straordinario e non partono se le vetture non sono perfettamente a norma con il regolamento di servizio. Risultato: saltano le corse e si accumulano i ritardi.

La rabbia del sindaco

Già martedì Ignazio Marino aveva attaccato i conducenti, ritenendoli responsabili dei disagi. «Abbiamo messo in piedi una task force per individuare le responsabilità dei disagi al trasporto pubblico di queste ore. Ad oggi risulta che il 40% dei macchinisti si rifiuta di timbrare il cartellino. Questo non intendiamo accettarlo e siamo al lavoro per far tornare quanto prima il servizio alla normalità» aveva scritto su Facebook. Intanto a metà giornata dell’8 luglio i disagi non si placano e si teme per gli orari di rientro. Forti rallentamenti sulla linea A, ritardi sulla Linea B, rallentata anche la Roma-Viterbo. Caos totale sulla Roma-Lido, con treni ogni trenta minuti e gravi ritardi: dalle 13, informa Atac, è attivo un servizio di sussidio bus sulla tratta Porta San Paolo-Acilia-Lido Centro.

«Cosa si può fare invece che prendere a pugni i macchinisti della Roma-Lido?». Il suggerimento arriva dai passeggeri della Roma-Lido, una delle ferrovie più colpite dai disagi degli ultimi giorni. Gli utenti, su consiglio del blog odisseaquotidiana.blogspot.it, stanno inviando mail – civili – con richiesta di informazioni all’Urc, Ufficio del Sindaco per i Rapporti con i Cittadini. Chi ci ha provato racconta che «arriva per iscritto quello che Marino ha detto nel video dell’altro giorno. Se non altro sono coerenti. Peccato che la risposta non sia proprio esaustiva, anzi». «Gentile Signor Rossi, – si legge nelle risposte – siamo consapevoli dei gravi disagi patiti da molti romani e romane che, in questi giorni, hanno utilizzato la Metro per spostarsi nella città. Si tratta di intollerabili disservizi per i quali il Sindaco ha dato mandato al direttore generale di ATAC Spa di appurare la verità sulle cause» etc etc.

Esposto in Procura

Il Codacons intanto si è già attivato, presentando un esposto alla Procura della Repubblica in merito ai disagi patiti in questi ultimi giorni dai passeggeri delle metropolitane romane. Nella denuncia l’associazione chiede di indagare i lavoratori responsabili dei disservizi per i gravi reati di interruzione di pubblico servizio e violenza privata. «Nella realtà dei fatti a Roma non c’è più pace. – si legge nella denuncia – Gli scioperi si susseguono ad un ritmo insostenibile, con danni ingenti ai passeggeri dei mezzi pubblici, ai tanti turisti in visita nella capitale, all’intera città, con ripercussioni pesanti sul traffico e sull’inquinamento ma anche in termini di un evidente danno economico per coloro che acquistano abbonamenti mensili e annuali, i quali si vedono privati di giorni di servizio regolarmente pagati. Quello che sta andando in onda, nelle ultime giornate, è un continuo disservizio nell’ambito del trasporto pubblico romano, con gravissimi disagi che stanno interessando indistintamente le linee A e B della metropolitana capitolina compresa la ferrovia locale Roma-Lido».

Le parole del prefetto

«La città non può essere lasciata in queste condizioni. Le legittime rivendicazioni possono avere forme di confronto di altra natura e tutto quello che incide pesantemente sulla vita dei romani deve essere perseguito anche con azioni molto dure che io invocherò, da quelle disciplinari a quelle di denuncia per interruzione di pubblico servizio» ha dichiarato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, intervenendo sulla questione.

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