Corsa ai saldi estivi, un affare da 440 milioni
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fonte:
- Corriere.it
parte sabato la
stagione estiva dei ribassi (ufficiali) fino all’ 80%. timido ottimismo
tra i negozianti: “affari in crescita rispetto al 2014, spesa media di
150 euro a persona”
Magazzini pieni, orario prolungato, apertura già decisa per tutto agosto, sempre, sette giorni su sette. I negozi si erano organizzati per sfruttare l’ ondata benefica (o salvifica) di Expo, e finora son rimasti delusi. Da oggi puntano (ufficialmente) anche sui saldi. O la va, o la spacca. Obiettivo primo: liberarsi dell’ invenduto. Parecchio. “Mai l’ offerta è stata così ampia, avevamo raddoppiato gli ordini in vista di Expo”, ammettono ad esempio da Du Pareil Au Meme , in via Dante. Lì, come dappertutto, le promozioni in realtà sono iniziate da settimane. Ora il via ai cartelli esposti in vetrina e alle iniziative di strada. In Corso Buenos Aires subito notte bianca dello shopping (si replica il 15 luglio): tutto aperto fino a mezzanotte. Stessa cosa in Belfiore e De Angeli, giovedì 9. “Le girerò tutte”, si entusiasma Cristina Faria Nascimento, 56 anni, insegnante dal Brasile che abita a Milano e già ieri bazzicava i negozi di Porta Venezia. Senza comprare quasi nulla, però. Come molti altri. Le catene, per attirare, inventano offerte di ogni tipo. Da Kasanova ribassi all’ 80% sulle pentole e buoni benzina in omaggio. Un cauto ottimismo, comunque, si respira. “I saldi estivi rappresentano il 12% del fatturato, valgono più di 440 milioni”, stima Renato Borghi, presidente di Federmodamilano. Previsioni: più 1% delle vendite rispetto al 2014, con 150 euro di spesa media per persona. E un +25-30% nel fashion. “A Milano, con Expo, dovremmo fare meglio che nel resto d’ Italia, si giocherà tutto in quindici giorni”, azzarda Gabriel Meghnagi di Ascobaires. Ma il presidente del Codacons, Marco Donzelli, dice il contrario: “Expo ha fatto lievitare i prezzi, chi non ha comprato fuori saldo non acquisterà neanche ora”. Deluso, per ora, Alessandro Prisco di Ascoduomo: “Vediamo persino meno clienti degli altri anni, mancano i russi e gli orientali qui non sono venuti…”. Expo fa da capro espiatorio per il malumore, ma non è solo quello: “Gli sponsor hanno scelto le loro zone, basti pensare alla Darsena. Alle periferie non pensano, così le differenze tra i quartieri si accentuano, difficile lanciare lo shopping”, lamenta Gaetano Bianchi di Ascoloren. Battagliero (e forse più fortunato) Guglielmo Miani, dell’ associazione via Montenapoleone: “C’ è fiducia, negli ultimi mesi abbiamo avuto diverse aperture e ce ne saranno ancora – dice -. Perquesti mesi, avremo risultati senz’ altro positivi”. Resta una domanda di fondo: i saldi hanno ancora senso? Secondo Sandro Castaldo, docente in Bocconi ed esperto di consumi, no: “Il futuro sono le promozioni continue e segmentate per target specifici, con premio ai clienti più fedeli e messaggi via telefonino e internet”. In questo senso, dice, “Milano è già apripista”.
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