Multe, Egna deve ritarare il telelaser
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- Alto Adige
Il Comune corre ai ripari dopo la sentenza della Consulta Il Codacons ha avviato una maxi-azione legale in regione
EGNA Il Comune di Egna ha deciso di correre ai ripari e di far ritarare nel giro di poche settimane il «telelaser TruCam» in dotazione alla polizia municipale. Il motivo è presto detto: la Corte Costituzionale, con la sentenza del 13 giugno scorso, ha imposto a tutti gli Enti locali la verifica annuale «di qualunque misuratore di velocità», pena la nullità delle sanzioni comminate ad automobilisti e motociclisti. Il rischio, dunque, di essere letteralmente travolti da una valanga di ricorsi era oggettivo. E la sola idea di dover restituire decine di migliaia di euro ha indotto il Comune ad attivarsi nel più breve periodo di tempo possibile. «Per la taratura – si legge nella determina comunale – si deve incaricare una ditta specializzata. A riguardo abbiamo richiesto un’ offerta alla Eltraff srl, azienda con sede a Concorezzo, nella provincia lombarda Monza e Brianza». L’ offerta è stata esaminata e giudicata congrua e l’ incarico è stato assegnato per 1.683,60 euro. Ricordiamo che proprio nei giorni scorsi, subito dopo la sentenza della Consulta, si era già attivato il Codacons, che prevede l’ annullamento di una parte delle sanzioni comminate anche per recente passato. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». In un comunicato diffuso ieri il Codacons, preannuncia una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti del Trentino Alto Adige. «Siamo a favore della sicurezza stradale – si legge in una nota – ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di farecassa. Per questo motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i Comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma proprio per il mancato rispetto dell’ obbligo di manutenzione». Il primo passo che il Codacons annuncia è una verifica presso le amministrazioni comunali e presso i comandi dei vigili urbani o delle altre forze di polizia per verificare se il periodo minimo di manutenzione sia stato rispettato. Se così non fosse tutte le contravvenzioni inflitte dopo il limite di scadenza degli obblighi di revisione delle apparecchiature di rilevazione delle velocità potranno essere annullate tramite ricorso davanti al giudice di pace. In caso di annullamento della contravvenzione l’ automobilista avrà anche diritto al recupero dei punti della patente eventualmente sottratti. Ad Egna, in ogni caso, il Comune ha deciso di correre ai ripari. Sperando che la sentenza della Consulta non abbia effetti retroattivi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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