3 Luglio 2015

Quattro milioni di auto fantasma Una su dieci non è assicurata

Quattro milioni di auto fantasma Una su dieci non è assicurata
l’ allarme dell’ ania. i prezzi delle polizze continuano a calare.

Alessia Gozzi ROMA SONO sempre di più le ‘auto fantasma’ che circolano sulle nostre strade. Quasi quattro milioni di veicoli hanno viaggiato nel 2014 privi di copertura assicurativa. La fotografia scattata da Ania non lascia dubbi sul trend di un fenomeno, che dilaga in particolare nelle regioni meridionali: 3,9 milioni di auto ‘fantasma’, cioè l’ 8,7% dei 40,8 milioni di veicoli circolanti in Italia, contro i 3,5 milioni del 2013 e i 3,1 del 2012. Una percentuale che raggiunge mediamente il 13,5% nelle province del Sud, contro l’ 8,5% del Centro e il 6,2% del più virtuoso Nord. Troppi anche secondo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, soprattutto perché i costi si scaricano sulla collettività. In un messaggio all’ assemblea delle società assicuratrici, il capo dello Stato invita a riportare al centro «la battaglia per l’ affermazione della legalità» anche nel settore assicurativo, colpito da frodi troppo diffuse. UNA DATA chiave nella lotta ai furbetti dell’ rc auto è il 18 ottobre, quando arriverà la dematerializzazione del contrassegno. «Un prezioso strumento per ridurre drasticamente l’ evasione assicurativa», secondo il presidente Ania, Aldo Minucci, purché «si modifichi in tempi rapidissimi l’ articolo 201 del codice della Strada per abilitare all’ accertamento i dispositivi telematici di rilevamento a distanza» come i tutor e le telecamere delle ztl. SUL FRONTE dei premi assicurativi, buone notizie per i consumatori. Il presidente Minucci sottolinea come i prezzi dell’ Rc auto siano «diminuiti in misura significativa», citando i dati Ivass sul quarto trimestre 2014: gli italiani hanno pagato in media un premio pari a 475 euro per assicurare la propria vettura, ossia 40 euro in meno rispetto al 2013. Il che si traduce, per l’ anno in corso, in un miliardo e 300 milioni risparmiati per assicurare un numero di veicoli rimasto pressoché invariato. All’ origine dei ribassi, c’ è il crollo delle denunce dei colpi di frusta, a seguito della stretta normativa, e la riduzione del traffico – e quindi degli incidenti – dovuta alla crisi. Non è d’ accordo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, per cui un calo delle tariffe di questa portata rappresenta «una goccia nel mare». I consumatori stimano, infatti, che tra il 1994 e il 2013 le Rc auto sono aumentate del 250% regalandoci la maglia dei «più tartassati d’ Europa». Se ania si aspetta tariffe in calo anche per quest’ anno, il ministro dello Sviluppo Federica Guidi incalza: grazie al ddl Concorrenza nel settore assicurativo «mi aspetto che i premi continuino a calare e che gli sconti per i consumatori che accettano le clausole disciplinate dal provvedimento siano realmente significativi». E annuncia che il governo intende «studiare e valutare» misure per la copertura assicurativa contro le grandi calamità naturali. L’ INDUSTRIA assicurativa nel complesso, ha conseguito nel 2014 risultati economici positivi, confermando la sua solidità patrimoniale. I premi raccolti sono stati pari a 143 miliardi di euro, con una crescita del 19,9% rispetto al 2013 e un utile per il settore di 6 miliardi di euro. In luce il ramo vita, che ha segnato un balzo in avanti del 30%. Salgono anche gli investimenti delle imprese assicurative nel 2014, con una crescita del 12% a 630 miliardi di euro, di cui la metà in titoli di stato italiani. Ma ora la strategia sarà diversificare. Mentre, per rendere appetibili per i risparmiatori gli investimenti di lungo termine, la richiesta al governo è che la tassazione sui rendimenti di polizze collegate a investimenti di medio termine sia uguale a quella per i titoli pubblici, cioè al 12,5%.

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