Crocetta prende l’ interim della Salute e nomina un comitato di cinque saggi
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fonte:
- La Sicilia
PALERMO. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, per dare continuità all’ azione amministrativa ha assunto ad interim la guida dell’ assessorato alla Salute. Ma solo per il tempo necessario ad individuare una figura che possa degnamente sostituire Lucia Borsellino. Intanto, Crocetta ha nominato un «comitato di saggi» che intende istituzionalizzare. I «saggi» sono: Bruno Gridelli, direttore dell’ Ismett; Francesco Basile, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia di Catania; Gaspare Gulotta, direttore della scuola di specializzazione in chirurgia generale dell’ università di Palermo; Marco Restuccia, direttore generale del Policlinico di Messina; Antonio Candela, direttore generale dell’ Asp di Palermo; il Ragioniere generale della Regione, Salvatore Sammartano e i due dirigenti generali dell’ assessorato alla Salute, Ignazio Tozzo e Gaetano Chiaro. Il nuovo assessore alla Salute potrebbe anche uscire da questa rosa di nomi. Ma per Enzo Tango e Fortunato Parisi (Uil), «sembra singolare che Crocetta invece dell’ assessore nomini i saggi». Sulle dimissioni dell’ assessore alla Salute, Crocetta ha detto: «Lucia Borsellino continuerà ad avere il mio totale sostegno, con la convinzione che la sua battaglia per una società e per una sanità migliori, non si fermerà. Le sue dimissioni mi hanno posto delle riflessioni. La prima quella della “ragion di Stato” che vorreb be evitare la crisi di governo e un possibile effetto domino persino incontrollabile, in una fase difficile per la Sicilia e con i possibili danni derivanti per l’ immagine del governo». «La seconda riflessione è quella – ha aggiunto il presidente della Regione – che viene dettata dal cuore, che mi porta non solo a comprendere quella scelta ma persino a condividerla, perché avrei fatto lo stesso quando per due anni e mezzo l’ impegno instancabile e incessante per l’ efficienza del sistema sanitario e il contrasto al malaffare, non sono stati politicamen te e mediaticamente valorizzati, mentre singoli fatti non riconducibili all’ azione di governo sono stati esasperati e rimbalzati a livello nazionale. Lucia si voleva dimettere già durante il caso della piccola Nicole, ma avendo consapevolezza della totale estraneità dell’ assessorato alla vicenda, insistetti perché non si dimettesse proprio per evitare che le sue dimissioni venissero associate a un evento per il quale non aveva responsabilità. Forse avrei dovuto rispettare quel patto ed ho sottovalutato il suo profondo disagio. I continui riferimenti alla sua storia perso nale e l’ incompatibilità di quella storia con la politica, non solo siciliana, ma generale. Come si sarebbe posta Lucia, se fosse stata membro del governo nazionale, di fronte alle vicende della De Girolamo, di Lupi, del sottosegretario Castiglione. Sono sicuro che avrebbe avuto difficoltà, proprio in nome di quella storia». Il segretario generale di Cisl-Sicilia, Mimmo Milazzo, ha proposto «un patto di fine legislatura che eviti il disastro alla Sicilia. Metta il freno a fibrillazioni e guerre dentro e fuori dai partiti. E sottragga alla mannaia del default della Regione ben 150 mila lavoratori appesi in vario modo alle sorti dei conti regionali. Se governo e Ars, forze politiche di maggioranza e opposizione, non riescono, con il contributo delle parti sociali, a varare un pacchetto di provvedimenti necessari, tanto vale trarne le conseguenze e restituire la parola agli elettori». Per il presidente della commissione Affari istituzionali dell’ Ars, Antonello Cracolici, «Queste dimissioni segnano la vera crisi del governo Crocetta». «Provo un profondo rammarico, anche personale gli ha fatto eco Pippo Digiacomo, presidente della commissione Sanità dell’ Ars per queste dimissioni. Allo stesso tempo, non posso che rispettare le motivazioni che hanno spinto Lucia a compiere questo passo». Insomma, pochi commenti mentre cresce l’ attesa per le prossime mosse del governo e del partito: così i deputati Pd vivono queste ore, divisi fra i lavori parlamentari che incombono (con il ddl di correzione alla Finanziaria e il completamento della riforma della ex Province) e una direzione regionale che, domani, si annuncia come una delle più «pesanti» degli ultimi tempi. Unica voce fuori dal coro il presidente del Codacons, Franco Tanasi: «Il Coda cons accoglie con soddisfazione la notizia delle dimissioni dell’ assessore alla Sanità, Lucia Borsellino. Più volte siamo stati costretti a contestare l’ operato della Borsellino, dinanzi a fatti ed episodi che hanno visto direttamente interessati, e danneggiati, i cittadini». Per Marco Falcone (Forza Italia): «Le dimissioni di Lucia Borsellino motivate, come lei stessa ha dichiarato, da “ragioni di ordine etico e morale”, confermano quanto da noi denunciato in questi anni: cioè l’ ipocrita e falsa operazione di facciata propinata da Crocetta ma clamorosamente smentita dai fatti e oggi inappellabilmente condannata dallo stesso assessore dimissionario». Secondo il senatore di «Italia Lavori in Corso», Franco Campanella, «le dimissioni di Lucia Borsellino certificano la morte politica di questo governo. La figlia del magistrato ucciso da Cosa Nostra nel ’92 espressamente parla di un gesto dettato da ragioni etiche e morali e in passaggio cita anche le vicende giudiziarie legate all’ arresto di Matteo Tutino, il medico personale di Rosario Crocetta». L. M.
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