Biancardi: «La Fondazione, garante di regole e trasparenza»
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fonte:
- Il Mattino
Antonio Russo Nola. “Tutela e valorizzazione”: gli hashtag di una sequenza secolare che non si interrompe né si esaurisce perché rappresenta l’ essenza di una comunità che con i Gigli di San Paolino é tutt’ uno. Geremia Biancardi, da 6 anni alla guida della città, non ha dubbi: «il segreto della Festa eterna sta tutto nella ricetta esclusiva di un evento che rappresenta insieme sentimenti religiosi, tradizioni folcloristiche, espressioni artistiche e culturali. Un mix che non é replicabile altrove, nonostante i tentativi di scimmiottarci». Sindaco, perché la festa non muore e resiste alle mode ed ai secoli? «Perché é nutrita dalla passione di un popolo che manifesta i propri sentimenti di appartenenza ad una città che ama. Una città che é capace di rendere attrazione e spettacolo i valori della riconoscenza verso il proprio santo ed i suoi insegnamenti». Tutto affidato alla spontaneità? «La spontaneità dei cittadini é senza dubbio la caratteristica maggiore di una kermesse che ha ottenuto l’ iscrizione nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’ umanità». Ma? «Ma come ogni cosa ha bisogno di regole che ne tutelino gli aspetti organizzativi, a garanzia della qualità dello spettacolo e del diritto di tutti ad assistere e partecipare». Come ha proceduto? «Favorendo l’ istituzione di una Fondazione alla quale abbiamo demandato una serie di funzioni che regolano, tenendo fede ai principi ispiratori della kermesse, a cominciare dall’ assegnazione degli 8 Gigli e della Barca agli aspiranti maestri di festa che ne fanno richiesta. Si tratta di criteri rigorosi che mettono al riparo da eventuali condizionamenti anche di tipo criminale. Sono poi importanti ratio e mission della fondazione: ossia sganciare la festa dei gigli dalla politica e valorizzare un evento patrimonio dell’ umanità intera. I professionisti che la guidano hanno l’ obiettivo di preservare e promuovere oltre confine la nostra bellissima tradizione. Una squadra completamente autonoma e della quale fanno parte di diritto anche due rappresentanti della Chiesa di Nola». Quali sono i traguardi già raggiunti? «Il primo, anzi il più importante, é senza dubbio il riconoscimento Unesco, ottenuto nel 2013 insieme con Viterbo, Sassari e Palmi Calabro, vale a dire la rete delle grandi macchine a spalla italiane. Una medaglia importante: siamo consapevoli che rappresenta una responsabilità oltre che una opportunità. Intanto sono arrivati altri attestati. Il ministero dei beni culturali nel 2010 ha inserito i Gigli di Nola tra gli eventi patrimonio d’ Italia. Grazie al giudizio popolare è arrivato il premio Italive 2014 di Coldiretti, Codacons ed Autostrade per l’ Italia». Riflettori nazionali ed internazionali, dunque. Ma in termini economici quali sono state le ricadute? Senza dubbio un’ accresciuta presenza in città che nei giorni di festa diventa un vero e proprio formicaio e poi l’ interesse dei grandi marchi nazionali che hanno deciso di investire in marketing e pubblicità. Ultima domanda, questa volta non al sindaco ma a Geremia Biancardi. Cosa si prova a cullare un Giglio? «La storia sulle spalle. Mi creda é una meravigliosa sensazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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