26 Giugno 2015

I consumatori: «Non basta, già pronti cinquemila ricorsi»

I consumatori: «Non basta, già pronti cinquemila ricorsi» l’ intervista. il presidente di codacons carlo rienzi: «l’ unica
possibilità che resta ai pensionati è la class action già avviata nei
giorni scorsi. impugneremo il decreto»

Ignazio Marchese Non solo il rimborso delle pensioni viene bocciato. Ma sono scattate una diffida e una class-action per ribadire che per i pensionati la decisione del governo è una beffa. A dirlo è Carlo Rienzi presidente del Codacons che ha messo in moto le iniziative a tutela dei pensionati. Cosa non vi convince? «La circolare pubblicata dall’ Inps che attua il decreto sui rimborsi delle pensioni, non basta a sanare la situazione determinatasi a seguito della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Fornero. Il decreto del gover no emesso a seguito della decisione della Consulta non solo non risarcisce i pensionati per l’ ingiusta decurtazioni subita, ma addirittura crea disparità di trattamento tra cittadini, pur in presenza dei medesimi diritti. Per tale motivo la circolare dell’ Inps non risponde ai rilievi mossi dalla Corte Costituzionale e non sana l’ illegittimità sancita dai giudici». E quindi aparte la contestazione che fare? «L’ unica possibilità che resta ai pensionati è la class action già avviata nei giorni scorsi alla quale si può ancora aderire seguendo le istruzioni pubblicate sul nostro sito www.codacons.it». In questo momento state lavorando su più fronti. Non è così? «Come ha fatto Rodolfo, ha 82 anni il pensionato che ha vinto il ricorso è ha ottenuto dall’ Inps più di 3 mila euro di risarcimento per la mancata indicizzazione bloccata dalla riforma Fornero, sono pronti già 5 mila ricorsi. Se non saranno restituiti integralmente i soldi sottratti agli utenti che hanno partecipato alla nostra azione collettiva, scatteranno migliaia di analoghi ricorsi che potranno contare sull’ importante precedente del Tribunale di Napoli, dove sono stati riconosciuti gli arretrati al pensionato. L’ errore del ministero è evidente. Il decreto, infatti, vale per il futuro, ma non cancella i diritti acquisiti dai pensionati nel passato, e la sentenza della Consulta interessa proprio le pensioni pregresse per le quali è ampiamente legittimo proporre ricorso». Nei giorni scorsi avete affermato che ci potrebbe essere forme alternative di rimborso da associare al “bonus Poletti”. «Accanto ai soldi che verranno restituiti con decreto il prossimo primo agosto a 3,7 milioni di pensionati, il governo può introdurre i dovuti rimborsi agli aventi diritto sotto forma di sconti e agevolazioni. Ad esempio assistenza sanitaria totalmente gratuita, sconti su treni, aerei e mezzi pubblici, buoni alimentari e su car buranti, agevolazioni su fisco, bollette e tasse, convenzioni con alberghi e strutture turistiche per le vacanze. In sostanza al pagamento in denaro verrebbe associato un rimborso in servizi, che inciderebbe molto meno sulle casse dello Stato e consentirebbe il rispetto della sentenza della Consulta». È previsto un altro ricorso? «La Corte Costituzionale ha sentenziato in nome del popolo italiano, non del Governo. Il provvedimento che limitai rimborsi solo in favore di determinate categorie è illegittimo, perché prevede l’ osservanza della Costituzione sulla base delle esigenze di bilancio dello Stato, e non dei diritti acquisiti dei cittadini. Per tale motivo il decreto sarà immediatamente impugnato dal Codacons.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this