22 Giugno 2015

Il Consultorio rischia la chiusura

Il Consultorio rischia la chiusura

Francesca Onda SERRA SAN BRUNO Le voci di un possibile smantellamento del Consultorio familiare circolano ormai da giorni. Vera o falsa che sia la questione ha allarmato l’ intera comunità che ancora una volta si vedrebbe defraudata di un importante e utile servizio sanitario. In difesa della permanenza della struttura scende in campo il Codacons Serre vibonesi che, tramite il suo responsabile sul territorio, Antonio Carnovale, interviene anche sulle mancate risposte del commissario ad acta, Massimo Scura, alla richieste fatte dai sindaci del distretto sanitario i quali chiedevano la mo difica del decreto numero 9 che penalizzava fortemente l’ ospedale “San Bruno”. La notizia della probabile chiusura di un altro servizio diventa così la classica goccia che fa traboccare il vaso. «Le ultime vicende che riguardano il Consultorio familiare – tuona Carnovale-sul quale, con interventi “a sorpresa”, per quanto ci viene riferito, si stanno operando degli spostamenti di personale, ci lasciano basiti. Potrebbero tali spostamenti – si chiede – essere il preludio dello svuotamento della struttura e del conseguente smantellamento del servizio?Rimarremo vigili non esitando ad intervenire attraverso gli strumenti più idonei». Il responsabile Condacons è critico, inoltre, sugli atti della gestione commissariale e sulle promesse fatte dal governo regionale in relazione al nosocomio serrese.«Nonostante la proposizione di dettagliate osservazioni da parte degli operatori del settore e dei sindaci del Comprensorio – continua – non si hanno notizie di modifiche del decreto 9 che già, dal primo mi nuto, avevamo individuato quale atto inidoneo a garantire i livelli minimi di assistenza sanitaria sul territorio e che, certo non poteva essere modificato con delle osservazioni, metodo che avevamo segnalato essere quanto meno “anomalo” e non previsto dal decreto stesso. Infatti, sullo sfondo si sono materializzati tutti i dubbi, le perplessità e le osservazioni poste agli esponenti regionali che pure si erano detti disponibili ad intervenire in maniera forte sulla struttura commissariale, evidentemente poco attenta alle peculiarità del territorio o poco desiderosa di scoprire le difficoltà di un già penalizzato Comprensorio che si ritrova senza infrastrutture viarie e con servizi carenti. Contrariamente a quanto annunciato, nessuna manifestazione è stata fatta nella cittadina serrese, tantomeno con la presenza del presidente Oliverio e del commissario Scura. Anzi, lo stesso commissario, da quanto ne sappiamo, non ha risposto alla richiesta dei sindaci di essere ricevuti per esporre le legittime esigenze provenienti dai territori rappresentati, cristallizzate nel documento inviato allo stesso e che sottolinea tutta l’ inadeguatezza di un atto evidentemente elaborato sulla base di considerazioni prettamente teoriche». Se il Consultorio chiuderà i battenti il territorio risulterà ancora una volta penalizzato. La struttura è stata, nei mesi scorsi, soggetta agli interventi necessari allo scopo di mettere gli operatori sanitari nelle condizioni di poter offrire i servizi necessari all’ utenza. La sua inibizione al pubblico non gioverebbe certo ai numerosi utenti che ogni anno usufruiscono del servizio.

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