18 Giugno 2015

VERONA: CODACONS REPLICA ALL’ULSS 20

VERONA: CODACONS REPLICA ALL’ULSS 20

SU INCARICHI RISPOSTE EVASIVE E CONFUSE

Come al solito risposte evasive e confuse dalla ULSS 20. Lo afferma il Codacons, replicando alle affermazioni del dg dell’ente relative alla denuncia dell’associazione su alcuni incarichi sospetti.
Sbaglia in maniera eclatante  il direttore generale a considerare le attività di progetto affidate alla Ulss20 dalla Presidenza del Consiglio “attività non istituzionale” e quindi per lei non soggette al rispetto delle regole degli appalti. Quasi che gli incarichi ricevuti dal massimo organo di Governo fossero per lei degli “optional” senza valenze istituzionali. Più istituzionale di un incarico Governativo dato ad una azienda pubblica che cosa c’è? Ma forse fa comodo confondere le idee ai lettori. Le attività sono talmente istituzionali che anche lo stesso direttore, per poterle eseguire, le ha assunte a suo tempo con propria delibera ufficiale. Chi si occupa di pubblica amministrazione sa bene che tutte le attività della Ulss, comprese quelle previste da progetti come quello in oggetto, sono attività istituzionali e non potrebbe essere altrimenti essendo l’azienda Ulss una istituzione pubblica che fa attività pubbliche (siano ordinarie che progettuali), sempre che il direttore l’abbia chiaro e non consideri l’azienda una sua proprietà privata.
Ma ancora una volta – prosegue il Codacons – si sfugge al vero problema sollevato da Codacons: sono o non sono state rispettate le regolari procedure obbligatorie per la verifica dell’esistenza di risorse interne per realizzare tali attività prima di voler affidare a consulenti esterni gli incarichi? A noi risulta di no. Nessuna risposta inoltre dalla direzione della Ulss anche alla grave inadempienza riguardante il sistema nazionale di allerta segnalata alla Procura la settimana scorsa: perché e quale responsabilità ha la dott.ssa Bonavina di aver immotivatamente ed illegittimamente interrotto le attività di prevenzione di tale sistema nazionale, che con successo duravano da anni, impedendo così alle forze dell’ordine di agire tempestivamente contro i rave party illegali (dove sono anche avvenuti dei decessi) e di chiudere i siti internet che spacciano droghe.? Il CODACONS attende risposta ma intanto segnala i fatti alla Procura.

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