Nuova inchiesta San Raffaele Maroni ha mobilitato gli uffici «Sui rimborsi voglio veder chiaro»
-
fonte:
- Il Giorno
– MILANO – VUOLE «capire cosa è successo» al San Raffaele Roberto Maroni, all’ indomani della chiusura di un’ inchiesta della Procura di Milano su una presunta truffa da 28,7 milioni di euro ai danni del sistema sanitario nazionale, ente pagatore la Regione. Indagati in nove, tra vertici vecchi e nuovi e primari dell’ ospedale privato a contratto di via Olgettina, accusati d’ aver effettuato, tra il 2011 e il 2013, quattromila interventi con chirurghi ed anestesisti «moltiplicati» su più sale o rimpiazzati da specializzandi, eludendo i numeri richiesti dai criteri d’ accreditamento. ACCUSE che l’ ospedale definisce «insussistenti» e i luminari «inventate», ma Maroni, dice, ha «chiesto agli uffici della Regione di fare le necessarie verifiche perché voglio capire, al di là delle eventuali responsabilità penali che toccherà alla magistratura accertare, se ci siano state violazioni delle regole di sistema e delle norme che giustificano certi rimborsi. Voglio capire cosa sia successo, per questo ci siamo attivati subito». Anche l’ opposizione s’ è attivata («Il mix tra privato e pubblico continua a creare storture, inchieste, extracosti – ragiona Dario Violi, capogruppo dei 5 Stelle -. La sanità lombarda va riequilibrata verso il pubblico, la riforma è l’ occasione»), ma le più veloci sono state le associazioni di consumatori: dopo il Codacons, che vuol costituirsi parte offesa nell’ eventuale processo, l’ Assoconsum paventa di «riaprire tutti quei casi in cui si sono verificati decessi o gravi danni ai pazienti operati in quel periodo al San Raffaele».Gi. Bo.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: ospedale, Procura di Milano, san raffaele, sanità , SSN, truffa
