UberPop spegne i motori dopo lo stop del tribunale
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fonte:
- Il Messaggero
IL CASO ROMA UberPop si deve fermare. Lo ha deciso il Tribunale delle imprese di Milano. E dunque, da mezzogiorno e un minuto di ieri è stata disattivata la sezione Uberpop all’ interno dell’ app di Uber, il servizio «pop» in cui a guidare sono gli autisti fai da te. A nulla è servita l’ istanza di sospensione del blocco, presentata dalla multinazionale di «ride sharing», che permette a chiunque possieda un’ auto di diventare autista a pagamento. Lo stop durerà almeno fino al 2 luglio, data fissata per la discussione del ricorso presentato da Uber, che in vista di quella udienza aveva chiesto di poter continuare il servizio. Mai lanciata a Roma, l’ opzione low cost non è quindi più disponibile neanche nelle altre città in cui è presente Uber, cioè Milano, Padova, Genova e Torino, dove sono prenotabili solo le macchine del servizio normale black o van, entrambe guidate da autisti con la licenza Ncc. «Il servizio UberPop si fermerà finchè non riusciremo a far valere le nostre e le vostre ragioni», scrive Uber sul suo sito, invitando tutti gli utenti a «far sentire la voce a chi ha il potere di cambiare le cose twittando: L’ Autorità dei Trasporti ha aperto al #ridesharing. Oggi (ieri, ndr) è #lavoltabuona per costruire #lamobilitàdelfuturo matteorenzi Uber_Italia». Ieri sono scadute le due settimane di tempo che il Tribunale di Milano aveva concesso alla multinazionale americana per adeguarsi dopo l’ accoglimento del ricorso presentato dai tassisti: il servizio che permette a chiunque di fare l’ autista dando passaggi a chi li cerca dietro un compenso, secondo il Tribunale è «concorrenza sleale» e «incoraggia l’ abusivismo». Ancora di più in un contesto come quello dell’ Expo. Lo stop del giudice non aveva fermato gli autisti di Milano che hanno continuato a lavorare, rischiando fino a ieri. È una nuova vittoria dei tassisti milanesi, sostenuti dalle associazioni di categoria, in particolare dall’ Unione artigiani. La notizia è invece «negativa per gli utenti», dice il Codacons che spinge per una «urgente una modifica della legislazione vigente in materia, per adeguare la norma al fine di renderla al passo con le nuove possibilità offerte dal mercato e dalla tecnologia». Non è finita qui nemmeno per Uber, che «continuerà a battersi legalmente affinché le persone possano continuare ad avere un’ alternativa affidabile sicura ed economica per spostarsi in tante città. E perché non venga negata a migliaia di driver una risorsa economica». R. Ec. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: tassisti, taxi, Tribunale di Milano, uber pop
