11 Giugno 2015

Sciopero, disagi e black out le corse ripartono in ritardo

Sciopero, disagi e black out le corse ripartono in ritardo
l’
agitazione è terminata dopo oltre un’ ora l’ orario previsto: caos in
metro sulla linea a cancelli chiusi fino alle 16.30 e banchine assediate
da centinaia di pendolari infuriati.

IL CASO Uno sciopero del trasporto pubblico di quattro ore che si trasforma in un’ odissea di oltre cinque. Doveva terminare alle 15.30 l’ agitazione indetta dai sindacati Orsa e Fast Confsal: ma dopo oltre un’ ora i cancelli della linea A erano ancora chiusi. «Il servizio riprenderà alle 17» c’ era scritto sui display delle stazioni prese d’ assalto nel primo pomeriggio. I primi treni sono arrivati dopo le 16.30, mentre le banchine erano affollate di romani e turisti. L’ unica loro colpa: essere pendolari in una città come Roma assediata dagli scioperi con orari improvvisati. IL PANICO Chiara accarezza il pancione, come per rassicurare e promettere a Valeria che la vita non sarà sempre così. Inghiottita con mamma e papà nei vagoni poco accoglienti prima della Roma-Lido poi della linea B. Espulsi alla stazione Magliana insieme a centinaia di pendolari poco dopo le 10 quando un problema all’ alimentazione elettrica fa saltare il servizio (due giorni fa c’ erano i treni lumaca, la settimana scorsa il tamponamento con feriti all’ Eur). Chiusi fuori i cancelli della linea A per lo sciopero di quattro ore (poi diventate di oltre cinque), rimasti a piedi davanti al tram 3 a Piramide misteriosamente sostituito da bus. «Non avremmo fatto in tempo ad arrivare ai Parioli, siamo tornati a casa a Vitinia: mia moglie Chiara incinta di cinque mesi ha saltato l’ ecografia prenotata da tempo, vogliamo almeno il rimborso dei quattro biglietti usati» dice il futuro papà Alessandro Cosciotti. Storia di un’ ordinaria mattinata di follia nel giorno dell’ ennesimo sciopero dei mezzi pubblici. L’ adesione è stata solo del 4,6%, ma la linea A della metro è stata chiusa, bus e tram si sono fatti attendere per ore. Corse ridotte sulla Roma-Lido e sulla Roma-Giardinetti, stop ai treni della Roma-Viterbo (servizio urbano) a partire dalle 12.30. Il Codacons ha annunciato un esposto alla Commissione di garanzia sugli scioperi perché il servizio non è tornato regolare alle ore 15.30 come era stato stabilito. Sulla linea A le ultime corse sono passate poco prima delle 12. Poi il caos. «Non sapevamo niente dello sciopero» le grida dei pendolari che continuavano a timbrare biglietti. Cancelli chiusi e inizia l’ odissea. «Come faccio a raggiungere l’ Eur? Devo tornare in ufficio e poi devo andare a prendere mio figlio al nido» la disperazione di Alessia Bianco per ore sotto il sole in via Appia Nuova in attesa di un bus. «Il giorno prima non c’ erano cartelli ad annunciare lo sciopero» lo sfogo di Samuele Danesi, che alla fine prenderà un taxi per raggiungere piazza Venezia. Folle di disperati in piazza dei Cinquecento. «Finito il lavoro devo tornare a Cinecittà con un bus che non passa mai – raccontava con rabbia Emanuela Bergamaschi – mi aspetta mio figlio di 10 anni. Ero tra le persone che durante lo sciopero selvaggio del 17 aprile sono state fatte scendere dai vagoni della metro a metà corsa, e oggi sono costretta a vivere un’ altra odissea». Latifa Aiami sotto il sole da ore in attesa di un bus: «Sono riuscita a prendere la metro B da Rebibbia, ora da Termini devo raggiungere piazzale Clodio, farò tardi a lavoro». LA RABBIA L’ odissea non finisce, neanche alle 15.30 quando lo sciopero doveva finire. Ressa davanti alle stazioni della metro, cancelli chiusi, grida a Cornelia e Barberini dei pendolari. Ma si devono aspettare i «tempi tecnici di riattivazione» si legge sui display. Alle 16.30 si può entrare ma le banchine sono stracolme. Inizia la lotta per salire sui vagoni. «Ho aspettato il bus per un’ ora, sono arrivata alla stazione Subaugusta, ma i cancelli erano ancora chiusi, ho la tessera Atac da 10 anni, una vergogna» il racconto di Emanuela. Intanto su Twitter l’ Atac annunciava in tempo reale la riattivazione del servizio, mentre c’ era chi sfogava la rabbia citando Gigi Proietti: «I romani sono cintura nera di tolleranza, ma la sai la storia del Cavaliere nero?». Laura Bogliolo [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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