6 Giugno 2015

Mafia Capitale: Renzi, Roma non puo’ essere la citta’ della mucca

Mafia Capitale: Renzi, Roma non puo’ essere la citta’ della mucca

(AGI) – Roma, 6 giu. – Sono 19 le perquisizioni effettuate dal Ros dei Carabinieri a carico di persone e aziende finite nel mirino dell’ inchiesta su Mafia Capitale. Tutti i soggetti risultano non indagati. Nell’ elenco figurano cooperative, un imprenditore,un dipendente di Luca Odevaine, un ex componente del consiglio di amministrazione dell’ azienda trasporti Atac. “Ora la magistratura indaghi anche sulle case famiglia ed accoglienza per minori”. A chiederlo e’ Aurelia Passaseo, presidente del Coordinamento internazionale delle associazioni a tutela dei diritti dei minori, dopo gli arresti eseguiti nell’ ambito del secondo filone di inchiesta su Mafia Capitale. “Troppi sono i soldi che i Comuni d’ Italia spendono per pagare le rette a chi gestisce queste strutture – denuncia Passaseo – dove vengono collocati i minori che sono tolti alle loro famiglie ed affidati ai Comuni ed alle Asl dal Tribunale dei Minorenni e dove vengono accolti i minori che arrivano non accompagnati nel nostro Paese. Mediamente un minore nelle case famiglia e nei centri accoglienza costa alle casse dello Stato dai 50 ai 100 euro al giorno ma non esiste un elenco di associazioni che le gestiscono, ne’ un’ anagrafe di quanti siano i minori collocati in questo tipo di strutture. La legge 149/2001, che apporta modifiche alla legge 4 maggio 1983, sulla ‘Disciplina dell’ adozione e dell’ affidamento dei minori’ prevede chiaramente che siano le Regioni a dover vigilare, laddove prima di togliere i minori alle famiglie in difficolta’ si deve intervenire con strumenti atti ad aiutarle. L’ allontamento dei figli – conclude Passaseo – per la legge e’ l’ extrema ratio, invece si preferisce togliere i minori alle famiglie e delegare ad altre persone cio’ che gli enti locali dovrebbero fare “. “E’ inaccettabile che la citta’ della Lupa sia diventata la citta’ della mucca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Genova per ‘la Repubblica delle Idee’ commentando le intercettazioni telefoniche tra gli indagati dell’ inchiesta Mafia Capitale. “Marino e Zingaretti hanno dimostrato di essere totalmente altro rispetto a questa cricca”. La discussione a Roma, ha aggiunto, “e’ molto forte. Penso che abbiamo bisogno solo di riconoscere i colpevoli veri. Quando dicono ‘il Pd e’ coinvolto’ rispondo ‘ditemi chi e’ lo cacciamo’”. “E’ indecente che per vent’ anni con un avviso di garanzia si decretasse la fine di una persona”. Cosi’ il premier Matteo Renzi, spiegando il motivo per cui non chiedera’ le dimissioni del sottosegretario Castiglionre. “Ho cinque sottosegretari indagati, tra cui alcuni del Pd. Non chiedero’ mai le dimissioni per un avviso di garanzia”. “Condanniamo tutti coloro che sul fenomeno dei migranti cercano di arricchirsi e lucrare. Condanniamo fortemente lo sfruttamento di un fenomeno umanitario”. Netta la censura contro chi lucra sugli immigrati, da parte del presidente del Senato Pietro Grasso, a Messina in occasione dei 60 anni della Conferenza che getto’ le basi per la futura costruzione dell’ Unione europea. Parole pronunciate nei giorni in cui monta l’ attenzione sull’ inchiesta collegata a ‘Mafia Capitale’ che riguarda gli appalti sulla gestione dell’ assistenza agli immigrati. Il Codacons ha inviato oggi una formale diffida al sindaco di Roma, Ignazio Marino, a seguito della nuova ondata di arresti che ha scosso la Capitale nell’ ambito dell’ inchiesta su appalti e corruzione. “Quello che si e’ delineato attraverso l’ indagine della magistratura – afferma l’ associazione di consumatori – e’ un vero e proprio fallimento di Roma non solo economico, ma politico e morale, e le condotte poste in essere dalla pubblica amministrazione appaiono macchiate di dolo e colpa grave”. Per questo, il Codacons ritiene che “la politica capitolina non possa rimanere immobile di fronte a quanto avvenuto, ma debba assumere decisioni a tutela della collettivita’ e della corretta efficienza dell’ amministrazione”. Da qui, la diffida a Marino “a procedere all’ immediato azzeramento della giunta capitolina con un vero e proprio rimpasto e con l’ inserimento di personalita’ nuove anche esterne e giri di deleghe anche pesanti, nell’ ottica di garanzia di certezza giuridica, correttezza e trasparenza della P.A., alla luce dei fatti cosi’ come ricostruiti nell’ inchiesta della Procura di Roma e ai reati contestati che potrebbero di per se’ gia’ essere connotati da quegli elementi che da soli sarebbero essere sufficienti a giustificare, in assenza di un immediato intervento del sindaco, l’ adozione della piu’ grave misura del commissariamento per mafia”. In assenza di un rimpasto che “salvi solo i soggetti meritevoli e vicini a realta’ e partiti non toccati dall’ indagine della Procura – fa sapere il Codacons – sara’ inoltrata richiesta al prefetto di commissariamento del Comune di Roma”. (AGI) .
 

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